…c’è, quando arriverà saremo con voi.
Non è elegante stare sempre lì a contarsi, cari girotontini: centomila, duecentomila, tre milioni, otto milioni di baionette, sedici milioni di ascoltatori, trenta milioni di contatti. Si può fare un buon lavoro anche in pochi, e la conta che conta è quella elettorale (almeno nelle democrazie “inadatte ai congolesi”, come scrive Piero Ottone su un giornale di sinistra).
Guardate i radicali che organizzano la sacrosanta protesta dei detenuti: sono quattro gatti e fanno un bel rumore riformista da tanti anni. Tuttavia si capisce l’orgoglio di essere in tanti, di appartenere a qualcosa di bello, di pulito, di spettacolare. Succede negli stadi di calcio e di baseball, perché no a Piazza San Giovanni? Sarete tanti, tantissimi e avrete il piacere di contarvi gli uni con gli altri, sarete superbamente fotografati, ma non come Cesare Previti con il teleobiettivo che fa tanto gangster, no, sarete fotografati con la solita scorta ideologica che accompagna la parte sana del paese, con il grandangolo a carpire l’immensità della folla e il primo piano messo bene a fuoco, e rivedrete in tv e sui giornali le belle facce, la gioventù in marcia nel suo splendore innocente e insieme consapevole, lo sguardo colmo di indignazione, la fierezza e l’allegria, i bambini in spalla, l’eroica fatica di vivere e di protestare contro le cose che non vanno, le ineguaglianze, le ingiustizie, gli attentati alla democrazia e alla legalità (che ci sono tanto care in Italia, ma in Congo e in Iraq, in fondo, chissenefrega, come dice il vostro Ottone).
Sarà fantastico. Poi, negli intervalli tra una marcia e l’altra, potrete vedere il figlio del ciabattini comunista la sera del sabato su Raiuno, Fabio Fazio su Raitre che vi strizzerà l’occhiolino ridente e beato di un uomo che è stato molto arricchito dalla lotta quotidiana, gli speciali di Biagione vostro, e se non avete voglia di stare a casa ci sono un paio di film che vi piaceranno, uno sulle vittime dell’11 settembre ( quelle non americane) e uno sulle suore sfruttatrici e assassine, presentati dalla mostra del regime a Venezia, e se non basta ci sono i libri, i libri di scuola politicamente corretti e quelli di Tabucchi e Camilleri in vetta alle classifiche, e il romanzo di D’Alema da Mondadori e Eco sull’Espresso e gli stilisti per la pace perpetua.
Siate sereni: un po’ comandate e un po’ vi opponete, nella vita di un italiano con famiglia non ci può essere più niente di più piacevole.
Il regime non c’è, e se arriva saremo tra voi, potete contarci (centomila, duecentomila, tre milioni…). Promesso.
da il Foglio di sabato 14 settembre
saluti




Rispondi Citando