PIPPOGOL STENDE ANCHE IL LENS
Ancora una doppietta di Inzaghi per scardinare la resistenza dei francesi, dopo un primo tempo sofferto e prima di un finale con qualche brivido a causa del gol di Moreira che ha riaperto la partita.
Notte di Champions League, notte da Milan: San Siro è in versione da Gran Galà con 70000 spettatori sugli spalti e grande entusiasmo per l’esordio europeo stagionale; c’è da seguire la prima partita da titolare di Rivaldo; c’è da gustarsi il primo Nesta rossonero a San Siro ma, soprattutto, bisogna tifare Milan e stare vicini alla squadra in una serata particolare: tutti noi vogliamo che il cammino europeo sia lungo, vincente e, possibilmente, abbia come capolinea Manchester il 28 maggio e perché ciò si avveri bisogna iniziare con il piede giusto.
Il popolo rossonero risponde alla grande: la Sud si riempie in pochi minuti come accade solo negli appuntamenti “di cartello” e San Siro diventa un catino ribollente di entusiasmo quando la squadra entra in campo per il riscaldamento: per tutti c’è un coro affettuoso di incitamento ma è emblematico che il primo sia rivolto a Gattuso: nel Milan delle tante stelle è la sua grinta a colpire maggiormente l’immaginario collettivo e ad esaltare i tifosi; è lui l’emblema del “cuore Milan” che piace tanto alla Curva e quando chiediamo di vedere in campo 11 leoni potremmo tranquillamente sostituire il re della foresta con lui (che fra l’altro in quanto a criniera sembra proprio un leone!).
Ci gustiamo con gli occhi ogni singolo movimento di questa squadra che promette di essere più forte e spettacolare che mai e così inganniamo l’attesa fra un coro e un applauso, una canzoncina e uno sventolio dei tanti vessilli che addobbano e colorano la Sud.
Nel frattempo sono state comunicate le formazioni ufficiali e si capisce che Ancelotti ha risolto i dubbi della vigilia confermando in blocco la squadra che tanto bene si è comportata a Modena, con l’unica ovvia eccezione dell’inserimento di Rivaldo al posto di Tomasson.
Quando le squadre entrano sul terreno di gioco gli altoparlanti diffondono la “sigla” della Champions League, il motivetto che tanto ci è mancato negli ultimi due anni, uno senza Europa e l’altro in UEFA contro avversari modesti e con sfide giocate in uno stadio sempre semi-deserto; questa sera, invece, l’atmosfera è bellissima, il tifo è da brividi e riporta alla mente le tantissime sfide vissute in passato, sempre vicino ai ragazzi che hanno indossato la gloriosa casacca rossonera; un’altra avventura europea sta per iniziare e l’emozione è sempre la stessa, perché alle belle sensazioni non ci si abitua mai e tantomeno possono stancarti.
Inizia la partita e si capisce subito che non sarà una serata facile e rilassante come forse qualcuno sperava: il Lens è molto chiuso e ben organizzato e il Milan fatica a trovare spazio e a liberare la fantasia dei suoi tanti “artisti” del pallone.
Rivaldo è marcato strettamente a uomo e a nulla serve il tentativo di liberarsi della sgradita “ombra umana” rappresentata dal suo marcatore, giocando molto indietro e cercando palloni sulla linea dei centrocampisti; in pratica l’ormai classico rombo di centrocampo si è trasformato in una “piramide” che ha come base Seedorf, Pirlo e Gattuso e come vertice Inzaghi, mentre in mezzo agiscono Rui Costa e Rivaldo.
La fortuna di questo Milan è avere tantissime alternative e poter affidare la responsabilità dell’azione d’attacco ad elementi sempre diversi ma nella prima parte dell’incontro sembra proprio che sia quasi impossibile sfondare il muro francese.
E allora il più positivo è ancora una volta Gattuso, caricato a mille e voglioso di sbranare avversari e pallone: la sua furia è travolgente e gli permette di recuperare palloni su palloni e di tentare anche l’iniziativa personale con qualche cross dalla fascia o qualche percussione; è lui il trascinatore, l’anima guerriera di questo Milan ed è ovvio che in una serata da battaglia il suo ardore agonistico spicchi più del talento dei tanti “piedi buoni” di questo Milan.
Anche la Sud si adegua all’andamento dell’incontro: l’incitamento parte forte e poi piano piano si spegne man mano che passano i minuti e si capisce che sarà durissima, perché i francesi non hanno alcuna intenzione di lasciarsi superare facilmente.
Il gesto tecnico più bello è sicuramente la rovesciata volante di Seedorf che meriterebbe miglior sorte: il pallone va sul fondo ma il pubblico apprezza il lodevole tentativo che avrebbe fatto crollare San Siro dall’entusiasmo se fosse stato vincente.
Il primo tempo scorre via senza particolari sussulti: il Milan è imbrigliato come la sua stella Rivaldo: da buon extraterrestre, il brasiliano venuto da un altro pianeta deve ancora “ambientarsi” e forse è ancora in ritardo di condizione e non riesce ad incidere come vorrebbe e come tutti noi desideriamo.
Nella ripresa Ancelotti non modifica la formazione ma evidentemente qualche suggerimento lo ha dato negli spogliatoi perchè il Milan torna in campo più deciso e più convinto, alza il ritmo e la velocità, spinge di più sulle fasce e diventa fatalmente più pericoloso.
Ora il Lens soffre e sbanda e Inzaghi comincia a sperare di ricevere quei rifornimenti di palloni giocabili che sono quasi completamente mancati nel primo tempo; inutile dire che la prima occasione la trasforma prontamente in gol, dimostrando ancora una volta di essere in uno stato di forma strepitoso: pregevole l’azione sulla linea laterale di Kaladze, conclusa con un preciso cross che SuperPippo in tuffo di testa spedisce all’angolino dove il portiere non può arrivare.
San Siro esplode tutta la sua gioia in un boato immenso e Inzaghi si catapulta sotto la Sud sventolando a più non posso la maglia, imitato da Gattuso che sradica e sventola la bandierina del calcio d’angolo; viene quasi da pensare che in questi momenti Pippo e Ringhio vorrebbero essere tra noi là in alto in Curva per impazzire di gioia e abbracciare tutti i tifosi e questa è la migliore dimostrazione di quanto si sentano “milanisti dentro” e si divertano a giocare e lottare per questi colori.
Davvero un bel momento e l’entusiasmo diventa delirio quattro minuti dopo: percussione centrale di Rui Costa e palla per Inzaghi che la protegge come solo lui sa fare, spalle alla porta, per poi girarsi e scagliarla ancora una volta in rete.
Questa volta l’esultanza più forte è quella di Rui, autore del prezioso assist e protagonista di un’altra ottima prestazione che conferma il suo ritorno ai massimi livelli di rendimento; scordatevi il fantasma della scorsa stagione…Rui è tornato e si vede!
Ora il tifo è alle stelle, la Sud canta e festeggia e tutto lo stadio si unisce creando un effetto sonoro da brividi; l’ho detto e lo ripeto, a certe emozioni non ci si abitua mai e fanno sempre venire la pelle d’oca anche se le abbiamo vissute e rivissute centinaia di volte.
A questo punto la partita è tutta in discesa, la squadra è più rilassata, il Lens sembra al tappeto e anche in Curva Sud ci si può dedicare ad un “affettuoso” saluto ai cugini che stavano “gufando” davanti alla televisione: le note di “COME SEMPRE A INIZIO STAGIONE, INTERISTA FAI LO SPACCONE…” salgono alte nel cielo di Milano e la conclusione “…MA MILANO SIAMO NOI!” è un autentico boato da 70000 voci.
Ben presto, però, bisogna tornare ad occuparsi e preoccuparsi di ciò che accade in campo: alla mezz’ora rispunta dal nulla una di quelle amnesie difensive che sembravano dimenticate, Simic e Maldini si dimenticano di Moreira in piena area di rigore, permettendogli un agevole deviazione in gol da due passi su cross insidioso dalla destra.
2-1 e partita riaperta, anche perché ora il Milan è stanco; si preannuncia un quarto d’ora di sofferenza che Ancelotti contribuisce ad alimentare smantellando il Milan spettacolo tutto d’attacco: escono in rapida successione Rivaldo, Rui Costa e Inzaghi ed entrano Ambrosini (per aumentare la grinta a centrocampo), Tomasson (per dare freschezza all’attacco) e Laursen (per contrastare sui palloni alti il gigantesco Bakari, appena mandato in campo dal tecnico francese); in pratica nel finale i rossoneri si schierano a cinque in difesa e a quattro a centrocampo, lasciando il solo Tomasson là davanti a lottare sui frequenti rilanci dalla difesa.
Ora il Lens tenta la clamorosa rimonta e c’è da soffrire in campo e sugli spalti; fortunatamente non ci sono grosse occasioni per i francesi ma rimaniamo con il cuore in gola fino all’ultimo secondo e al fischio finale dell’arbitro greco Vassaras il boato è immenso e liberatorio.
Evidentemente l’adrenalina di Gattuso è ancora ai massimi livelli anche dopo il fischio finale e Ringhio pensa bene di chiudere la serata affrontando a muso duro e senza timore un avversario alto il doppio di lui; al di là dell’episodio, ancora una volta è incredibile la grinta e la rabbia agonistica di questo giocatore, caratteristiche che lo rendono un vero e proprio idolo della Sud.
L’applauso finale verso la squadra chiude nel migliore dei modi una serata che per come era iniziata va considerata molto positiva: sono arrivati i primi tre punti del girone, nonostante l’avversario abbia tentato in tutti i modi di resistere e portare a casa un prezioso pareggio.
Tanta fatica nel primo tempo è stata spazzata via da due lampi di Inzaghi che continua a segnare a ritmi straordinari: su sette gol “ufficiali” del Milan, sei portano la sua firma e spesso si tratta di gol pregevolissimi come quelli di questa sera.
Pippo è l’implacabile terminale del gioco del Milan, lo straordinario finalizzatore delle azioni rossonere che hanno il gran pregio di poter nascere in molti modi diversi: lanci lunghi di Pirlo, percussioni e assist di Rui Costa, magie di Rivaldo (per la verità poche ma diamogli tempo), cross dalle fasce dei vari Seedorf, Kaladze e Simic; il Milan ha tante frecce al suo arco e inevitabilmente prima o poi l’avversario viene trafitto anche quando si chiude bene e ordinatamente come ha fatto il Lens.
In pratica il Milan deve solo avere pazienza e non innervosirsi se le cose non si mettono subito bene, perché il lampo vincente può arrivare in qualsiasi momento…e se poi là davanti c’è uno come SuperPippo, tutto diventa più facile e l’avversario corre sempre il rischio di venire fulminato e carbonizzato quando meno se l’aspetta.
Due vittorie nelle prime partite delle competizioni ufficiali che tutti noi vogliamo disputare da protagonisti e, se possibile, vincere; la stagione rossonera nasce sotto ottimi auspici…il sogno può continuare!




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