Ancora su Jenin
Quando, verso la fine dell'operazione anti-terrorismo Scudo Difensivo, la sua unita' di paracadutisti lascio' Jenin, Jonny Alster, riservista israeliano, rimase letteralmente scioccato nello scoprire che il mondo dell'informazione aveva attribuito alle Forze di Difesa Israeliane un massacro indiscriminato di civili nel campo profughi dove aveva appena combattuto. "Ho preso la cosa come un fatto personale" racconta Alster, aggiungendo d'aver perduto tre suoi carissimi amici nell'imboscata del 9 aprile in cui perirono 13 soldati israeliani. "E' il peggiore insulto alla memoria dei nostri compagni. Perdemmo tredici soldati, quel giorno, proprio perche' cercammo di combattere secondo dei criteri morali, facendo molta attenzione; perché andammo a cercare i terroristi casa per casa anziché bombardare in modo indiscriminato".
Oggi Alster, 39 anni, padre di quattro figli, insieme ad alcuni altri riservisti israeliani ha deciso di recarsi negli Stati Uniti per tenere un ciclo di incontri e conferenze e offrire una testimonianza di prima mano di cosa e' realmente avvenuto durante la battaglia di Jenin.
Con lui vi sara' anche Saul Kramer, 26 anni, che venne assegnato al posto di guardia all'ingresso del campo palestinese di Jenin durante le operazioni anti-terrorismo israeliane. Anche Kramer descrive la frustrazione che ha provato nel leggere i racconti dei mass-media. Lo irrita particolarmente l'accusa a Israele di non aver permesso che gli aiuti umanitari raggiungessero la zona degli scontri, quando proprio lui personalmente ne autorizzava l'ingresso. "Ci siamo veramente arrabbiati - racconta - quando l'inviato speciale dell'ONU Terje Roed-Larsen entrò con un convoglio di camion carichi di aiuti e poi tenne un discorso in cui diceva che nessun aiuto umanitario era potuto entrare". Durante la visita di Roed-Larsen nel campo, entrarono duecento camion di aiuti.
Un altro fatto di cui Kramer è stato diretto testimone fu quando un gruppo di giornalisti francesi tento' di far uscire dal campo un terrorista ricercato usando la vettura contrassegnata come auto della stampa.
Da Shalom




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