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    Predefinito Svezia: sinistra in testa

    Secondo i primi exit-poll la sinistra al 51,3 %, la destra al 45,7. Margine d'errore 2%. Poi lì non c'è Datamedia.

    Socialdemocratici al 37,1.

    Il vento di destra si è fermato. E Se vinciamo in Germania e in Austria.................
    Colui che irrise i martiri del comunismo

  2. #2
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    STOCCOLMA - L'alleanza di governo uscente, formata da socialdemocratici, ex comunisti e verdi, avrebbe vinto le elezioni svedesi, stando agli exit poll. In base a un sondaggio fra 9.000 votanti eseguito dalla tv pubblica SVT, Socialdemocratici, Partito di Sinistra e Verdi avrebbero ottenuto il 52,4% delle preferenze contro il 44,3% del blocco di centro-destra. Il canale privato TV4, che ha intervistato 2.500 votanti, ha assegnato il 51,3% all'alleanza di sinistra e il 45,7% allo schieramento avversario.


  3. #3
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    STOCCOLMA - La Svezia resta a sinistra: in controtendenza rispetto alla maggioranza dei paesi europei, il paese scandinavo ha confermato oggi per altri quattro anni il mandato al primo ministro uscente, Goran Persson, socialdemocratico, che ha promesso servizi più efficienti, precisando però ad ogni occasione che lo stato sociale "costa caro".

    Niente riduzione della pressione fiscale, quindi, anche se le tasse sono tra le più alte d'Europa: agli svedesi, avevano del resto rilevato i sondaggi, interessa soprattutto un servizio sanitario più efficiente, una scuola che funzioni e un'assistenza agli anziani efficace.

    Che le tasse fossero un tema poco sensibile lo conferma anche il risultato del partito liberale, unica formazione che, a destra, abbia registrato un aumento sostanziale dei consensi. Il suo leader, Lars Lijonborg, aveva criticato le promesse "eccessive" di riduzioni fiscali distribuite a piene mani, in campagna elettorale, dal suo alleato conservatore, Bo Lundgren.

    - Pubblicità -

    I liberali stasera sono considerati i veri vincitori "morali" di questa tornata elettorale: Lijonborg, che ha preso le redini del partito nel 1997, è riuscito a portare alle soglie del 13% una formazione che alle elezioni del '98 aveva superato a stento lo sbarramento del 4%.
    Percorso contrario per Lundgren, che ha portato i conservatori molto vicino al loro minimo storico (le proiezioni sono intorno al 15%), dopo che nel 1998 avevano conquistato il 22,9%.

    A vantaggio di Persson comunque ha giocato soprattutto la chiarezza di una leadership che nessuno metteva in discussione: restano le incertezze sul comportamento degli altri partiti, "Sinistra" e Verdi, che hanno condizionato il loro appoggio alla partecipazione al governo.
    Persson ha invece sempre parlato di una riedizione, in caso di vittoria, di un monocolore socialdemocratico e ultimamente anche i suoi alleati avevano finito per smorzare i toni. I risultati di oggi dovrebbero comunque metterlo al riparo da sorprese.

    Da destra, al contrario, gli elettori hanno sentito levarsi venti di guerra sempre più minacciosi nelle ultime fasi della campagna: contro la leadership "naturale" di Bo Lundgren su una eventuale coalizione si erano fatte sempre più evidenti le aspettative di Lijonborg, e ultimamente aveva finito per farsi avanti anche il leader cristiano democratico Alf Svensson.

    Il risultato di stasera, anche se largamente anticipato, non era comunque affatto scontato: i sondaggi hanno dato fino all'ultimo una parità tra destra (quattro partiti: moderati, liberali, centro e cristiano democratici) e sinistra (socialdemocratici e sinistra) quasi perfetta: si è parlato a un certo punto di poche migliaia di voti di differenza. Ai Verdi rimaneva la responsabilità di spostare l'equilibrio a sinistra, con tutte le incognite poste dalla minaccia di affondare un governo di cui non facessero parte.

    Di fronte al rischio di perdere per pochi voti, Goran Persson ha lanciato un appello pressante ai suoi elettori, e ha perfino invocato la pioggia, perché una giornata troppo assolata avrebbe potuto convincere qualcuno a diseratre le urne. Oggi il cielo era coperto e la giornata era piuttosto fresca.

    da www.repubblica.it

  4. #4
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    Ho girato un po' su internet...Ecco i risultati:

    da http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...151382,00.html

    La Svezia non cambia: sinistra al governo
    Gli elettori hanno confermato il primo ministro uscente, il socialdemocratico Goran Persson, che ha ottenuto la maggioranza con i verdi e "Sinistra". Fuori dal Parlamento l'estrema destra

    STOCCOLMA – Niente cambiamenti, niente strade nuove. Gli Svedesi hanno scelto di riconfermare la guida socialdemocratica, che in settanta anni hanno abbandonato solo una volta per nove anni. In base ai primi dati, il paese scandinavo, in controtendenza rispetto al resto d’Europa, non celebra un ritorno al potere per il centrodestra, ma premia nuovamente le sinistre. In più è sfumato il pericolo dell’estremismo: l’estrema destra dovrebbe restare fuori dal Parlamento. I tre partiti della coalizione progressista, socialdemocratici, sinistra e verdi, si sarebbero aggiudicati poco più del 52 per cento dei voti.

    Per altri quattro anni governerà il primo ministro uscente, Goran Persson, socialdemocratico, che ha promesso servizi più efficienti e niente riduzione della pressione fiscale, anche se le tasse svedesi sono tra le più alte d'Europa: agli svedesi, avevano del resto rilevato i sondaggi, interessa soprattutto un servizio sanitario più efficiente, una scuola che funzioni e un'assistenza agli anziani efficace.

    Che le tasse fossero un tema poco sensibile lo conferma anche il risultato del partito liberale, unica formazione che, a destra, abbia registrato un aumento sostanziale dei consensi. Il suo leader, Lars Lijonborg, aveva criticato le promesse “eccessive” di riduzioni fiscali distribuite a piene mani, in campagna elettorale, dal suo alleato conservatore, Bo Lundgren. I liberali sono considerati i veri vincitori ''morali'' di questa tornata elettorale: Lijonborg, che ha preso le redini del partito nel 1997, è riuscito a portare alle soglie del 13% una formazione che alle elezioni del '98 aveva superato a stento lo sbarramento del 4%.

    Percorso contrario per Lundgren, con cui i conservatori sono crollati molto vicino al loro minimo storico (le proiezioni sono intorno al 15%), dopo che nel 1998 avevano conquistato il 22,9%. A vantaggio di Persson comunque ha giocato soprattutto una leadership senza discussioni: restano le incertezze sul comportamento degli altri partiti, “Sinistra” e Verdi, che chiedono ministri nel nuovo governo, mentre Persson puntava a un nuovo monocolore socialdemocratico. I risultati di oggi dovrebbero comunque metterlo al riparo da sorprese.

    La confusione nel campo delle destre, invece, ha contribuito ad allontanare i voti: contro la leadership ''naturale'' di Bo Lundgren su una eventuale coalizione si erano fatte sempre più evidenti le aspettative di Lijonborg e ultimamente aveva finito per farsi avanti anche il leader cristiano democratico Alf Svensson. Una vittoria della destra avrebbe portato non solo una lotta di vertice dall'esito incerto, ma anche un arduo accordo sui programmi.

    Il risultato di stasera, anche se largamente anticipato, non era comunque affatto scontato: i sondaggi hanno dato fino all'ultimo una parità tra destra (quattro partiti: moderati, liberali, centro e cristiano democratici) e sinistra (socialdemocratici e sinistra) quasi perfetta: si è parlato a un certo punto di poche migliaia di voti di differenza. Ai Verdi rimaneva la responsabilità di spostare l'equilibrio a sinistra, con tutte le incognite poste dalla minaccia di affondare un governo di cui non facessero parte.

    (15 SETTEMBRE 2002, ORE 22:18)
    -------------------------------------------------

    da http://www.repubblica.it/news/ired/u..._n_276671.html

    Stoccolma, 22:40
    Elezioni Svezia, Persson esulta e leader moderati ammette ko

    "Si, abbiamo vinto le elezioni": con queste parole il primo ministro socialdemocratico uscente, Goran Persson, ha annunciato la vittoria dello schieramento di sinistra alle elezioni politiche di oggi in Svezia. Prendendo atto della situazione, Bo Lundgren, leader del Partito dei Moderati, ha ammesso la sconfitta dello schieramento di centro-destra. "Non ce l'abbiamo fatta, siamo molto delusi", ha dichiarato in tv.
    Secondo i dati relativi a una buona maggioranza dei seggi, i socialdemocratici, con gli alleati ex comunisti e verdi, avrebbe ottenuto circa il 53 per cento dei voti, circa dieci punti in più del fronte non socialista (moderati, liberali, centro e cristiano-democratici). (red)
    -----------------------------

    da http://www.repubblica.it/news/ired/u..._n_276658.html

    Stoccolma, 20:12
    Elezioni Svezia, exit poll: socialdemocratici in vantaggio

    I socialdemocratici del premier Goran Persson sono in testa con il 37,1% dei voti alle elezioni legislative che si sono svolte oggi in Svezia secondo un primo sondaggio all'uscita dei seggi diffuso dopo la chiusura delle operazioni di voto dalla televisione Tv4. (red)
    ----------------

    da http://www.repubblica.it/news/ired/u..._n_276663.html

    Stoccolma, 20:24
    Elezioni Svezia, exit poll: alla sinistra oltre il 50%

    Secondo primi exit poll diffusi da televisioni svedesi dopo la chiusura dei seggi, la sinistra (socialdemocratici, ex-comunisti e Verdi) è complessivamente sopra il 50%, con i socialdemocratici in leggera crescita e la "Sinistra" (ex-comunisti) in flessione. I Verdi restano sopra la soglia del 4%, indispensabile per entrare in parlamento.
    A destra, i veri vincitori si confermano i liberali di Lars Lijonborg, che avrebbero totalizzato il 12,9%. Ai conservatori (moderati) andrebbe il 17,8%. (red)
    ------------------------------------

    da http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...elezioni.shtml

    Elezioni politiche, confermato il premier uscente Goran Persson
    Svezia, il centrosinistra resta al potere
    L'alleanza tra socialdemocratici, postcomunisti e verdi ottiene il 53,6% delle preferenze. All'opposizione, solo i liberali crescono

    La soddisfazione del primo ministro uscente Goran Persson, a destra (Ansa)
    STOCCOLMA - Chiusi i seggi alle politiche svedesi, le proiezioni danno la vittoria al governo uscente. La Svezia, dunque, resta a sinistra. Un risultato senza troppe sorprese, anche se la delusione del leader conservatore BoLundgren («Non ce l'abbiamo fatta, sono molto dispiaciuto») fa capire che il centrodestra pensava di avere una possibilità di battere il centrosinistra (al potere per 70 anni quasi consecutivi). Dopo lo scrutinio del 78,5% delle schede, i socialdemocratici, i postcomunisti e i Verdi hanno ottenuto il 53,6% delle preferenze, contro il 43,2% andato all'opposizione. Gli svedesi hanno dunque confermato per altri quattro anni il mandato al primo ministro uscente, Goran Persson, socialdemocratico, che ha promesso servizi più efficienti, precisando però ad ogni occasione che lo stato sociale «costa caro». Niente riduzione della pressione fiscale, quindi, anche se le tasse svedesi sono tra le più alte d'Europa: agli svedesi, avevano del resto rilevato i sondaggi, interessa soprattutto un servizio sanitario più efficiente, una scuola che funzioni e un'assistenza agli anziani efficace.

    VINCITORI MORALI - Che le tasse fossero un tema poco sensibile lo conferma anche il risultato del partito liberale, unica formazione che, a destra, abbia registrato un aumento sostanziale dei consensi. Il suo leader, Lars Lijonborg, aveva criticato le promesse «eccessive» di riduzioni fiscali distribuite a piene mani, in campagna elettorale, dal suo alleato conservatore, Bo Lundgren. I liberali stasera sono considerati i veri vincitori «morali» di questa tornata elettorale: Lijonborg, che ha preso le redini del partito nel 1997, è riuscito a portare alle soglie del 13% una formazione che alle elezioni del '98 aveva superato a stento lo sbarramento del 4%. Percorso contrario per Lundgren, che ha portato i conservatori molto vicino al loro minimo storico (le proiezioni sono intorno al 15%), dopo che nel 1998 avevano conquistato il 22,9%.
    15 settembre 2002
    -----------------------------------

    E se vi va, questo è il sito dei socialdemocratici svedesi:

    http://www.socialdemokraterna.se/


    Mi pare che emergano alcune considerazioni: tutte le fonti che ho trovato sono concordi nel testimoniare la coalizione di sinistra oltre il 50 % (fino al 53%). Indicativo guardare l'orario di pubblicazione delle notizie. Sul sito di Repubblica si apprende che i Socialdemocratici sono in lieve aumento rispetto a quattro anni fa. Mi è dispiaciuto che sul sito dei DS e su quello del PSE non ci fosse nessun articolo su questo avvenimento. Altra considerazione è che la Svezia è un paese dove da 70 anni tranne nove i socialdemocratici sono al governo...Una specie di Italia al contrario...Comunque, con il vento di destra che soffiava in tutta Europa, e come viene anche detto negli articoli citati, si temeva che la sinistra in Svezia potesse perdere...E invece ce l'abbiamo fatta. ABBIAMO VINTO!

  5. #5
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    Questa è la notizia più importante del giorno 15 settembre 2002.

    E si inserisce in un discorso molto più ampio: il futuro della socialdemocrazia, il futuro del centrosinistra, le ragioni della vittoria (forse riusciranno a scannarsi un po' di meno lassù di come abbiamo fatto noi quaggiù con le ragioni della sconfitta).

    Ma i dati sono ancora incompleti...

    Metto in rilievo questo 3d. Vorrei che qui si discutesse di quegli accenni che ho fatto sopra, e si completassero tutti i dati, anche con retrospettive, analisi, programmi, notizie di ogni genere, per riuscire a rispondere a quelle domande che pongo all'inizio.

  6. #6
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    Eccoli i dati definitivi....

    Addirittura al 42%....

    http://www.unita.it/index.asp?SEZION...TOPIC_ID=19519

    Svezia, alle elezioni politiche la sinistra conquista la maggioranza assoluta
    di Marina Mastroluca

    Goran Persson confidava nel tempo per vincere. Voleva una «giornata fresca e con un po’ di pioggia» per convincere gli elettori distratti dall’ultimo sole a concentrarsi sul voto e incassare un nuovo mandato. Il cielo gli è stato propizio ma quello meteorologico non è stato l’unico ingrediente di una vittoria che va oltre le più rosee previsioni. A scrutinio quasi completo, la coalizione uscente guidata dai socialdemocratici con il sostegno degli ex comunisti della Sinistra e dei Verdi conquista una maggioranza di assoluto rispetto, intorno al 54,8%, largamente sufficiente a riconfermare Persson come primo ministro e a mantenere la tradizione che ha visto i socialdemocratici svedesi perennemente alle redini del governo negli ultimi settant’anni, tranne brevissime parentesi. Una vittoria che interrompe il ciclo negativo della sinistra europea, dopo una lunga serie di insuccessi.

    Il distacco con la coalizione conservatrice guidata da Bo Lundgren - data tra il 44,3 e il 45,7% - è stato più consistente di quanto indicato dalle previsioni della vigilia. I sondaggi dell’ultimora, pubblicati ieri mattina dal quotidiano Dagens Nyheter, e condotti da sette diversi istituti, pronosticavano addirittura un risultato al foto-finish, appena una manciata di voti a decidere la partita. Non è stato così.

    Stando ai dati diffusi dalla tv pubblica Svt, nella coalizione di maggioranza uscirebbero decisamente rafforzati i socialdemocratici del premier Persson con il 42%, in flessione gli ex comunisti di Sinistra, passati dal 12 all’8,5 mentre i Verdi supererebbero di misura la soglia di sbarramento del 4 per cento.
    Un successo personale per Persson, che ha guidato un monocolore socialdemocratico e ha resistito anche in campagna elettorale alle pretese dei partner di formalizzare la coalizione con una partecipazione diretta al governo, malgrado la linea anti-Ue e anti-euro dichiarata dagli alleati minori: il premier sembra ora avere i numeri per governare con il solo sostegno della Sinistra, i Verdi non possono più aspirare al ruolo di ago della bilancia.

    Sul fronte conservatore, va registrato il tracollo del Moderata Samlingspartiet passati dal 22,9 al 15,2%, molto vicino al loro minimo storico. Nell’ambito della coalizione il trand migliore è stato quello dei liberali di Lars Lijonborg, saliti al 13%: nel ‘98 erano appena al 4, evidentemente l’elettorato ha premiato la controversa proposta del leader del partito di autorizzare l’ingresso in Svezia ai soli immigrati che avessero superato un esame di lingua svedese. I partner minori della coalizione raggiungono risultati modesti: i democristiani s’attestano intorno al 9%, il Partito centrista è dato tra il 4 e il 5%.
    Immigrazione e tasse sono stati al centro di una campagna elettorale non particolarmente sentita, al punto che il premier ha lanciato un appello pressante ai suoi elettori perché non disertassero le urne. Un appello che è stato ascoltato, oltre il 78 per cento è andato a votare.
    Presentando il suo programma elettorale, Persson ha giocato la carta di una limitazione guidata degli ingressi - in previsione dell’allargamento della Ue ai paesi dell’Europa orientale - e soprattutto del mantenimento di un forte stato sociale, non perdendo occasione per sottolineare che il welfare «costa caro». Una linea decisamente opposta a quella sostenuta dalla destra favorevole alla riduzione delle tasse - in Svezia tra le più alte al mondo - con l’immancabile corollario di privatizzazioni e deregulation. Ma gli elettori svedesi sono sembrati più interessati a migliorare il servizio sanitario, la scuola e l’assistenza agli anziani che non a una riduzione del carico fiscale.

    La coalizione di destra sembra comunque aver guadagnato posizioni nell’elettorato grazie alle proposte restrittive sull’immigrazione, che prevedevano, oltre all’introduzione di barriere linguistiche, la revoca del permesso di soggiorno una volta trascorso il limite di tre mesi senza occupazione. Il successo dei liberali si deve proprio alle proposte spregiudicate del loro leader, che ha finito per mettere in imbarazzo il partner conservatore - per altro ridimensionandone le ambizioni ad una politica di riduzioni fiscali. Bo Lundgren, candidato naturale alla guida della coalizione, ha divuto fare i conti con un antagonista interno allo schieramento. La destra insomma non è riuscita a mostrare un volto compatto, gli elettori hanno percepito il profilarsi di un braccio di ferro sulla leadership, la spinta di personalismi contrapposti. E hanno finito per riconfermare Persson, estremamente determinato nello stabilire il rapporto con i partner di minoranza nella coalizione e a fissare le regole del gioco. «Abbiamo lavorato bene e non vedo perché non dovremmo farlo in futuro», ha detto il premier parlando alla tv, prima del voto. Gli elettori gli hanno dato fiducia.

  7. #7
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    La sinistra ha distanziato la coalizione di centrodestra di circa 10 punti, oltre ogni piu' rosea aspettativa.
    Il tema dell' immigrazione non ha portato benzina nel motore delle destre.

  8. #8
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    Era ora che il centro sinistra vincesse in qualche nazione, altrimenti con tutti questi governi di centro destra la cosa cominciava ad essere monotona

  9. #9
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    C'è un interessante sondaggio sul sito online de l' Unità, sul perchè in Svezia la sinistra ha vinto mentre da altre paesi ha perso malamente.

  10. #10
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    Originally posted by Oasis
    C'è un interessante sondaggio sul sito online de l' Unità, sul perchè in Svezia la sinistra ha vinto mentre da altre paesi ha perso malamente.
    Chiedilo a D'Alema e Fassino...


 

 
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