convincersi della necessità
di riformare i sistema pensionistico non è questione
di politica, ma di aritmetica. Basta mettersi a fare
due conti (magari sui dati più incontestabili, quelli
forniti dall’INPS) per vedere come il sistema attuale,
pur con i correttivi della riforma Dini, sia destinato
a franare nel giro di qualche decennio a discapito dei
lavoratori più giovani.
Ma evidentemente l’aritmetica non basta. Se fosse
sufficiente mettersi attorno a un tavolo e calcolare,
le riforme strutturali sarebbero già state fatte da un
pezzo.
Il governo, pressato dall’Europa, non ha più tempo per
rimandare.
I sindacati, che in passato hanno dimostrato di saper
prendere decisioni difficili e di saper guardare lontano,
sono attesi a una prova non agevole. La bomba
pensionistica, più che a innescare conflitti tra le
classi sociali, è destinata soprattutto a contrapporre
gli interessi di lavoratori di generazioni diverse. Magari
iscritti allo stesso sindacato.
E’ una bomba con la miccia sempre più corta.
E gli artificieri hanno sempre meno tempo per litigare
tra di loro...


Lo scrive Alan Friedman , cosa ne pensate ? Siete voi quelli che sono contro la riforma , ma non si capisce a cosa porti essere contro se non allo sfascio delle nuove generazioni a favore dei vecchi .