…per il crocefisso.
Ha ragione Letizia Moratti quando sostiene che “il crocefisso rappresenta un simbolo della civiltà cristiana, della sua radice storica e universale, che sono patrimonio storico e culturale del nostro paese”.
Ma dovrà convenire che l’assenza del simbolo della cristianità, come dell’effige del capo dello Stato, dalle aule scolastiche non è certamente il più urgente fra i problemi che affliggono il sistema formativo nazionale. Dal punto di vista giuridico probabilmente hanno ragione coloro che chiedono l’esposizione dei due simboli. La legge emanata dal ’28, nell’imminenza del Concordato, non è mai stata abrogata, il Consiglio di Stato ha stabilito che l’affissione del crocefisso non viola la Costituzione, così come la legge che imponeva di esporre la foto del presidente. Ma da molte aule quei simboli sono scomparsi. Rimossi magari per qualche imbiancatura, non sono stati riappesi. Era anche questo un segno del mutamento dei tempi, di una spinta irreligiosa che si diffondeva, dell’indifferenza di tanti cattolici che hanno preferito lasciar perdere per quieto vivere. Ora la questione si ripropone, e anche questo è un segno del mutamento intervenuto nel senso comune, che sarebbe bene, però, affrontare con buon senso, senza scatenare una inutile guerra di religione.
La pace religiosa è un bene prezioso, che vale qualche compromesso, come sapevano Togliatti quando votò a favore dell’immissione del Concordato nella Costituzione, e Craxi che lo rinnovò. La Chiesa, che è titolare di un diritto sancito dalla norma concordata, non risulta abbia chiesto allo Stato italiano di onorarlo per imposizione. Ed è difficile pensare che se ne sia semplicemente dimenticata. Sarebbe meglio che il ministro si fermasse a una indicazione non tassativa, lasciando agli organi delle autonomie scolastiche di provvedere in merito, senza ricorrere a forme coercitive o centralistiche.
Che alla fine potrebbero rivelarsi controproducenti.
La tradizione si onora con intelligenza e duttilità.
da il Foglio di venerdì 20 settembre
il fatto di aver copiato l’articolo non significa che io sia completamente d’accordo con quanto scritto.
saluti




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