de "La nuova Sardegna"
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Lite Udr-Psd'Az, Cossiga invita Floris alla crisi
L'ex presidente della giunta attacca Pili ma precisa: «Per ora non ci sono soluzioni»
di Filippo Peretti
CAGLIARI. Mario Floris conferma le critiche a Mauro Pili (ora anche sulla Finanziaria) e a Tore Amadu («perchè è in giunta?»), annuncia la svolta dell'Udr ma non accoglie la proposta del Psd'Az di dare vita all'alternativa nazionalitaria: «Per aprire la crisi - ha detto - bisogna prima creare le soluzioni». Durissima la replica del segretario sardista Giacomo Sanna: «Floris cerca solo il secondo assessorato». E a spingere l'ex presidente della giunta verso l'apertura della crisi è anche l'amico Francesco Cossiga.
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CAGLIARI. Mario Floris conferma le critiche a Mauro Pili (ora anche sulla Finanziaria) e a Tore Amadu («perchè è in giunta?»), annuncia la svolta dell'Udr ma non accoglie la proposta del Psd'Az di dare vita all'alternativa nazionalitaria: «Per aprire la crisi - ha detto - bisogna prima creare le soluzioni». Durissima la replica del segretario sardista Giacomo Sanna: «Floris cerca solo il secondo assessorato». E a spingere l'ex presidente della giunta verso l'apertura della crisi è anche l'amico Francesco Cossiga.
Floris aveva convocato la conferenza stampa di ieri per annunciare che in una «convention» ai primi di novembre l'Udr che gli fu consegnata da Cossiga cambiearà nome e simbolo: ha bandito un concorso di idee con un premio di 2.600 euro per il progetto migliore (inno compreso). Ma dopo l'offensiva lanciata giovedì dai sardisti contro il Centrodestra, l'incontro con i giornalisti ha assunto un significato più ampio. Floris - affiancato da Marco Tunis e Ettore Businco - ha ribadito la validità del suo progetto del «polo nazionalitario» ma ha precisato: «Io non invito il Psd'Az a lasciare la sua coalizione». E' così subito caduto il progetto sardista di dare vita al gruppo unico dei «nazionalitari» (Sanna si era rivolto anche a Riformatori e Pps). «E' un lavoro - ha spiegato Floris - che richiede più pazienza». L'Udr ha così fissato quattro appuntamenti con gli attuali alleati.
Il primo è la convention di novembre, che chiamerà a raccolta chi vuole uscire dall'«inaccettabile» morsa dei due poli italiani.
Il secondo è la Finanziaria: «Ho letto che la giunta ha deciso un taglio del 5-10 per cento e una riduzione del 63 per cento all'assessorato alla Cultura (guidato dall'udierrino Beniamino Scarpa). Credo che i giornalisti abbiano sbagliato, perchè la giunta non ne ha mai parlato con i partiti della maggioranza e qui non siamo al teatro delle marionette, la concertazione è la prima regola dello stare insieme».
Il terzo è la verifica di giunta: «Noi non chiediamo il secondo assessorato, ci spetta e basta in virtù della nostra rappresentanza. Mi chiedono lealtà, a me che ho rinunciato alla presidenza col Centrosinistra. Dico piuttosto cosa ci fa in giunta Tore Amadu, che rappresenta se stesso e che nel 1999 andò col Centrosinistra per fare l'assessore».
Il quarto appuntamento è la riforma elettorale: «Per noi sarà il banco di prova per stabilire le future alleanze»; un esplicito segnale sia al Centrodestra sia al Centrosinistra.
La conferenza stampa ha deluso il segretario sardista. Giacomo Sanna ha replicato con durezza: «Floris ha sì divulgato un bando, ma per una nuova poltrona assessoriale della giunta Pili. E' la stucchevole riproposizione della politica della compravendita, largamente collaudata anche con la sua giunta. Sono bastate davvero poche ore perchè dalla riverniciatura nazionalitaria che si è dato di recente per far riemegere le ruggini della vecchia politica. Se così non fosse, non avrebbe rifiutato la proposta del Psd'Az per una vera alternativa nazionalitaria e di libertà. Invece, vuole solo pesare di più nel bilancino di Pili e Comincioli».
E sui problemi politici sardi è tornato ieri Cossiga. Il quale, dopo aver attaccato nuovamente il leader del Riformatori Massimo Fantola sulla questione dell'Assemblea costituente, ha auspicato che gli «amici dell'Udr» prendano le distanze («traendone le conseguenze politiche») dalla giunta e dalla maggioranza. Pili ha attaccato Fantola dicendo di aver appreso che «ora che è col sedere per terra» pare «vada dicendo in giro, e con lui Pili, che gli arriverà presto una lettera dell'on. Vizzini con l'assicurazione che il disegno di legge del consiglio regionale per l'istituzione di un'Assemblea Costituente sarà reinserito nell'ordine dei lavori della commissione bicamerale per gli affari regionali. Sono esterrefatto e mi meraviglia che un bravo e intelligente ragazzo come Fantola possa credere che i sardi siano tutti cretini o se ne possa prendere scherno per rimanere nella maggioranza». Secondo Cossiga l'Udr dovrebbe trarne le «le doverose conseguenze» guardando «soprattutto alla prospettiva nazionalitaria».




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