...Repubblica.
Nella prima pagina dell’edizione del 19 settembre si leggevano queste parole, di Ciampi, tra virgolette:”Difendo la scuola pubblica”. Parole mai dette, durante il suo discorso articolato e meno barricadiero. E’ il vezzo, poco onesto nei confronti dei lettori, di buttar lì pensieri mai detti e talvolta nemmeno mai “pensati” dai protagonisti.
Altro esempio sullo stesso numero, riportando una intervista dal Tagesspiegel a Tony Blair. Il titolo è:”Blair: ‘Convincerò anche i tedeschi’”. Ma nell’articolo quella frase non c’è, e Blair non pensa di convincere nessuno.
Nell’intervista a Daniel Cohn-Bendit il titolo è:”La sinistra vincerà in Germania perché non si è piegata agli Usa”. Parole mai dette; mentre interessante è questa frase:”Non abbiamo ancora vinto, piano con gli entusiasmi”, quasi che qualcuno lo abbia avvisato del vizietto di Repubblica.
Anche le parole ‘virgolettate’ dell’attore Marco Paolini non sono mai state dette:”2004, odissea nel processo, questa legge farà solo danni”. Nessun essere umano parla così. L’intervista è di Liana Micella, sulle pièce scritte da Edmondo Bruti Liberati, delle quali Paolini interpreta il tasto che simula il processo così come saeà ridotto dalla legge Cirami. Spiega Paolini:”Comincia tutto con un rapporto della polizia di una cittadina del Nord-Est che rimane senza nome:’Oggi, 20 luglio 2002, una pattuglia di questa squadra mobile, in servizio di appiattimento camuffato(…)”. “Ma dice proprio appiattimento?”, chiede Micella, vuolsi che trattasi di esperta di mattinali di questura. Paolini a domanda risponde (ADR):”Mi lasci guardare, no, dice “appiattamento”, ma io sono un attore e per me una simile parola è oro”. Micella:”Che vuol dire?”. ADR:”Che io sono un attore, che la mia è una trasposizione teatrale, che vado in scena con un testo scritto da due magistrati, ma lo trasformo in teatro. Sono prima un cittadino e poi un attore. Voglio capire e poi raccontare. Andare al di là di un titolo che fa fracasso, ma che lascia dietro di sé il vuoto. Devo superare quell’oblio regolare che produce solo tracce senza far capire cosa realmente sia accaduto”.
Senza far capire, appunto. E’ permesso applaudire l’autore?
Tralasciamo Giuseppe D’Avanzo che spera che Ciampi “se la prenda comoda” nel promulgare la legge Cirami (non spera più che non la firmi?). E aggiunge:” E’ evidente il disagio del Capo dello Stato, che si trova precipitato in un gioco che lo trasforma da garante di tutti ad arbitro di una particolarissima partita”. E dai col "povero" Ciampi! Chissà come la penserà il Presidente, qualora leggesse questo giudizio del D’Avanzo.
Per finire, la telenovela dell’inviato a Baghdad, che ancora non c’è. Ieri Pietro Veronese è partito grazie a Guido Locaputo, direttore del festival di Bisceglie e Converano e amico di Makki Awed, uno degli attori iracheni preferito da Saddam.
saluti




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