



Quindi rimaniamo nell'ambito delle affermazioni arbitrarie, ma se le affermazioni sono arbitrarie io posso dire che l'Iran è uno stato laico.
Ti pare possibile che a confutarmi ci sia solo il voto popolare?
E se non mi confuta più che famo? Accettiamo l'Iran come stato laico?
Non ti pare che la definizione debba essere un po' più stringente per fugare le nostre paure?
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


La riflessione attuale attorno al fondamento dello stato si rivolge ormai unicamente all'ambito della prassi, dell'operatività, dei criteri funzionali immanenti a ciò che si ritiene già in partenza legittimo: per Nozick, Bobbio e i 9/10 degli autori il motivo per cui si dovrebbe adottare un sistema e non un altro è dovuto alla maggior convenienza dell'uno piuttosto che dell'altro, sicchè la verità dell'architettura costituzionale è dettata solo dagli effetti utili che esso consente di ottenere.
Leggendo i testi di Bobbio, ma anche dei libertari, è lampante che l'interesse è solo volto ai metodi e alle procedure interne al senso già stabilito, per renderlo pienamente efficiente.
Quando Marx parla della necessità del comunismo, o Hegel dello stato etico, entrambi sono attenti anzitutto all'incontrovertibilità dello stato delineato: dicono cioè che esso è l'unico davvero legittimo in quanto è autonegazione che si dia negazione di esso, di modo che i negatori di tali sistemi agiscano sul fondamento di un concetto astratto del pdnc, cioè si contraddicono.
Anche Platone ragiona in questi termini quando delinea la società ideale, è il senso teoretico dell'epistème che declina praticamente: lo stato laico e democratico e la cultura che lo accompagna rifiutano in blocco il senso forte della Verità, ritrovandosi così totalmente impossibilitati a giustificare alcunchè che non sia il semplice prodotto dell'arbitrio personale o della fede che utilizzando certe convenzioni si ottenga o meno un vantaggio sotto il profilo pratico e applicativo..
Ultima modifica di Platone; 13-09-09 alle 16:37
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Attenzione però, perché questo vale per Nozick che ha la necessità di fondarlo uno stato seppur minimo, quindi in questo contesto per i libertari anarchici il problema non si pone visto che non si vuole fondare alcunché.
Per esempio notavo come nell'introduzione a "L'azione umana", Mises sebbene in un breve trafiletto collochi la filosofia al posto giusto e si voglia fare portatore di una descrizione di ciò che "appare", il problema però a quel punto è che questa descrizione ha gli stessi limiti del metodo scientifico.
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


Mi riferivo ai libertari non anarcocapitalisti, visto che Pollock tiene alla distinzione tra minarchici e anarchici, ma le definizioni (convenzionali pure queste) cambiano poco, e relativamente al problema non cambian nulla: si potrebbe domandare a sua volta agli anarchici l'autentica e incontrovertibile fondazione dell'assenza dello stato..anche perchè l'anarchia è certamente il risultato più coerente di un certo modo di impostare la questione (quella per cui si considera lo stato come attività organizzatrice suprema dell'esistenza, laddove l'esigenza unificatrice è dettata dalla volontà di schematizzare il divenire delle cose, delle opere, degli individui, tentativo destinato a fallire), sicchè si tratta appunto di appurare la consapevolezza di invincibilità degli anarchici (relativamente a tale impostazione), che temo sia tutt'altro che acquisita da parte loro..
Destinata a fallire anche ogni tentativo di fondare lo stato se alla base vi è la concezione che Mises espone nella sua prasseologia: se l'essenza profonda dell'Io è l'individuo agente, autonomo, diveniente, isolato da qualsiasi nesso necessario, dotato di capacità decisionale, è palese che come ogni eterno anche la concezione eterna e immutabile dello stato sia al crepuscolo..
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.




"I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."


Ultima modifica di Hope; 14-09-09 alle 14:21




Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.