ducati multistrada....
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ducati multistrada....
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SPECIFICHE TECNICHE
Motore
Tipo Bicilindrico a L, distribuzione Desmodromica a 2 valvole; raffreddamento ad aria
Cilindrata 992 cc
Alesaggio per corsa 94 X 71,5 mm
Rapporto di compressione n.d.
Potenza max n.d.
Coppia max n.d.
Alimentazione Iniezione elettronica Marelli, corpo farfallato 45 mm
Scarico monosilenziatore
Trasmissione
Tipo 6 marce
Rapporti 1a 15/37, 2a 17/30, 3a 20/27, 4a 22/24, 5a 24/23, 6a 28/24
Trasmissione primaria Ingranaggi a denti dritti, rapporto 1.84
Trasmissione secondaria Catena, pignone 15, corona 40
Frizione Multidisco a secco con comando idraulico
Veicolo
Telaio Traliccio in tubi di acciaio
Interasse 1450 mm
Inclinazione cannotto 24°
Sospensione anteriore Forcella a steli rovesciati
Escursione ruota anteriore 165 mm
Ruota anteriore Lega leggera a 5 razze 3,50 X 17
Pneumatico anteriore 120/70 ZR 17
Sospensione posteriore Progressiva con monoammortizzatore
Escursione ruota posteriore 160 mm
Ruota posteriore Lega leggera a 5 razze 5,50 X 17
Pneumatico posteriore 190/50 ZR 17
Freno anteriore 2 dischi semiflottanti da 320 mm, pinza a 4 pistoncini
Freno posteriore Disco da 245 mm, pinza a 2 pistoncini
Capacità serbatoio benzina 20 l (riserva 4 l)
Peso 195 Kg
Altezza sella 820 mm
Strumentazione Contachilometri, contagiri, orologio, intervalli manutenzione, livello benzina, temperatura olio, spia pressione olio, spia, riserva, spia frecce, spia folle, vel. media, cons. medio, autonomia residua, diagnostica impianto iniezione
Versioni Biposto


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Kawasaki - ZX-6R Ninja
Con le nuove straordinarie Ninja ZX-6R e ZX-6RR, Kawasaki inizia una drastica inversione di tendenza rispetto al target ad ampio raggio cui si rivolgevano le motociclette precedenti, conferendo a entrambi i modelli un orientamento da pista molto più deciso. Come implica la linea aggressiva, il motore, il telaio e la posizione di guida, le prestazioni complessive delle nuove Six sono orientate verso l’autentica guida sportiva, i track day e le corse vere e proprie.
La ZX-6R mantiene la cilindrata di 636 cc della 6R dell’anno scorso (ma non molto altro), mentre la ZX-6RR è una moto da competizione a produzione limitata ed è contraddistinta da un motore e da un telaio con caratteristiche speciali per le competizioni della classe 600cc.
Entrambe le moto presentano nuovi telai leggeri in alluminio con una presa dinamica centrale Ram Air, una geometria di sterzo rivista e nuovi telaietti. Tra le numerose sofisticate caratteristiche troviamo le forcelle anteriori upside-down, le pinze del freno anteriore montate in posizione radiale, le ruote più leggere e il più sofisticato blocco di strumentazione esistente sul mercato, se si escludono quindi quelli destinatati alle moto da competizione.
Il nuovo motore a iniezione elettronica del carburante assicura una maggiore potenza, raggiunge un regime più elevato, pesa meno ed è più compatto. La testata, il gruppo delle valvole, il cilindro, la trasmissione, i basamenti e molti altri componenti sono completamente nuovi. Il peso del motore è stato notevolmente ridotto e le prestazioni nettamente migliorate.
Oltre alle modifiche sopra citate, il motore della ZX-6RR presenta un rapporto alesaggio/corsa superquadro superiore che offre migliori prestazioni a regimi elevati, pistoni da gara fucinati e un limitatore di coppia in scalata per la frizione. Il telaio è stato corredato da un perno regolabile per il forcellone. Un kit da gara opzionale offre un’ampia gamma di componenti per la messa a punto del motore, una ECU programmabile e componenti per l'ottimizzazione della frizione.


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Suzuki - SV 1000 - SV 1000 S
Bella, davvero. Bisogna guardarla dal vero per apprezzare quanto è "cattiva" nel look, quanto sprizza aggressività da tutti i pori. I più maligni hanno detto che il cupolino ha uno stile Fazer, ma la moto non è il cupolino. La Suzuki SV 1000 S è una vera streetfighter, spigolosa al punto giusto, con quel puntale che sa di moto di altri tempi, con quel codino all'insù che ci proietta nel futuro. Il tutto condito da un telaio con un bel traliccio a vista e da colorazioni davvero azzeccate.
Il motore del 1000 è il bicilindrico del TL con pistoni nuovi ed arricchito con l'iniezione elettronica a 32-bit. Interasse di 1435mm e sospensioni di tutto rispetto (regolabili entrambe) fanno della SV 1000 una moto davvero interessante e con caratteristiche di maneggevolezza entusiasmanti. Freni a 4 pistoncini con disco da 310mm all'anteriore e doppio pistoncino con disco da 220mm al posteriore completano la dotazione della SV. L'estetica è impreziosita da un cruscotto davvero originale e da un codino con luci a led.
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KTM - Duke 950
KTM a Monaco sfoggia un prototipo che dovrebbe lanciare la casa austriaca nel mondo delle stradali. Si tratta di una naked molto particolare, che ricorda molto da vicino lo stile KTM, ma che percorre strade completamente diverse da quelle solite del panorama naked. Iniziamo dal motore: la Duke 950 è equipaggiata con il nuovo LC8, un bicilindrico quattro tempi da 115 cavalli alimentato dall'iniezione elettronica e dal peso ridottissimo (solo 58 kg). Sei marce e 96nm a 7000 giri di coppia massima completano il quadro del propulsore. Il telaio a tubi tondi in cromo molibdeno è completamente nuovo e leggerissimo. Il peso a secco dichiarato da KTM è di soli 174 chili.
A prima vista la moto pare un po' ingombrante, soprattutto nella parte inferiore, dove è posizionato il puntale, ma poi guardandola bene quell'arancione tipico dei Kappa ci prende parecchio e il commento finale è sicuramente positivo. 17 litri di serbatoio e un codino davvero alto ci convincono della originalità del progetto, che dovrebbe essere nei concessionari a partire dal 2004. Per ora possiamo limitarci solo a giudicare l'allestimento di questa pre-serie che ci pare di tutto rispetto: strumentazione completa, sospensioni WP regolabili, doppio freno a disco anteriore Brembo da 320mm con pinza radiale a 4 pistoncini (da 240mm il posteriore), ruota da 17'' all'anteriore e da 18'' al posteriore.


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Ducati - 999
Hanno osato. Ce ne voleva di coraggio per abbandonare un progetto che ha fatto parte della fortuna Ducati negli anni Novanta. Ma era giunto il momento: la mitica 998, ex 996, ex 916, che gira e rigira era rimasta invariata (e apprezzata) per quasi un decennio, è stata archiviata.
È così giunto il tempo della 999. Un capitolo nuovo, che nasce in tempi in cui la moto che dovrà sostituire è ai massimi livelli. Stravince nelle gare e stravende nei negozi. Motivi in più, questi, per rendere l’operazione 999 azzardata e difficile. Già a partire dal profilo estetico: vita dura per i designer guidati da Pierre Terblanche (900 SS, MH 900E e Multistrada). Ebbene, di primo acchito, pare abbiano fatto un buon lavoro.
A voi il giudizio: vi piace, non vi convince? A noi sì, anche se riteniamo che come tutti i nuovi progetti che stravolgono il passato (soprattutto quando è di tale spessore) richieda un po’ di abitudine all’occhio. Cattiva è cattiva, non si può negare. Filante e leggera, magari un po’ meno, specialmente sul frontale e nella vista posteriore. Il design è stato realizzato mediante tecnologia CAD 3D e in sinergia con il progetto Moto GP Ducati. Particolare attenzione è stata prestata anche all’aerodinamica: sono stati infatti studiati i convogliatori d’aria e le feritoie anteriori. Inoltre, il cupolino presenta un profilo ristretto, i proiettori polielissoidali sono in posizione verticale e gli indicatori di direzione integrati negli specchi. Persino il silenziatore di scarico svolge una funzione aerodinamica attiva.
Pur mantenendo le caratteristiche proprie del marchio Ducati, la 999 è una moto riprogettata; presenta infatti vari miglioramenti e soluzioni tecnologiche innovative. È costruita attorno al fenomenale motore Testastretta, volutamente lungo, basso e stretto. Adattare la moto al pilota: con questi presupposti è nato il progetto 999, con l’obiettivo ultimo di ottenere la massima simbiosi all'insegna di comfort, controllo e sicurezza. Tutto ciò è stato ottenuto per mezzo di dispositivi regolabili quali le leve al manubrio, le pedane (su cinque posizioni) e, nella versione monoposto, anche il gruppo sella/serbatoio, che scorre longitudinalmente per meglio adattarsi all’altezza del pilota.
Ma c’è anche razionalità, nel progetto 999: semplicità costruttiva e facilità di manutenzione sono stati altri obiettivi perseguiti dai tecnici. Per esempio, questa moto presenta il 30% in meno di componenti rispetto al modello precedente e ridotti anche i tempi per la manutenzione ordinaria. Altre novità riguardano il sistema di scarico che ora ha una configurazione asimmetrica: i collettori terminano in un monosilenziatore posizionato sotto il codone e hanno lunghezze diverse per razionalizzare i volumi posteriori della moto.
Come telaio è confermato l’inconfondibile traliccio in tubi d’acciaio Ducati, in questo caso con avancorsa e inclinazione del cannotto di sterzo regolabili; il forcellone posteriore è di tipo bibraccio. Il bicilindrico a L di 90° con distribuzione desmodromica e alimentazione a iniezione si è visto migliorare le curve di potenza e coppia. Un motore che rientra nelle normative Euro 2. Sulla 999 è stato semplificato e ottimizzato l’intero sistema elettrico, utilizzando la tecnologia CAN (Controller Area Network); l’accensione è del tipo con bobine a sigaro direttamente inserite sulle candele. Il peso dell’intero sistema elettrico è stato di fatto ridotto di ben 2,9 kg.
Le versioni del Testastretta sono due: da 124 cv a 9500 giri con carter pressofuso a coppa alta e da 136 cv a 9750 con carter a coppa bassa e bielle in titanio. Il primo va sulla 999 (che costerà € 17.000) e il secondo sulla 999 S (€ 20.900). Oltre che per il motore, i due modelli si distinguono per le sospensioni: la base è equipaggiata Showa, la “S” con Ohlins. E per l’ammortizzatore di sterzo: marca Boge (non regolabile) per la 999 e ancora Ohlins (regolabile) per la “S”. Da non dimenticare, infine, che a differenza del modello meno costoso, la versione più specialistica della 999 è in versione monoposto. Il peso dichiarato per entrambe è di 199 kg a secco.


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Honda - CBR 600 RR
Il nuovo CBR 600 RR è chiaramente ispirato alla motoGP, da cui riprende molti concetti stilistici. Bella, davvero. La moto è completamente nuova, a partire dal telaio il alluminio pressofuso derivato dalla RC211V di Valentino Rossi, che garantisce doti di leggerezza e rigidità al top del segmento. Anche il motore è completamente nuovo e sviluppa una potenza di 86 kW a 13.000 giri, grazie a pistoni più leggeri (15g in meno di quelli della CBR 600 F), alle bielle prive di dadi (come pelle della VTR-SP2) e soprattutto grazie al doppio sistema di iniezione. L'innovativa doppia iniezione garantisce una curva di potenza lineare, ma poderosa, con picchi di massima potenza da infarto. Il telaio rappresenta sicuramente la parte più innovativa di questa CBR 600 RR. Realizzato grazie ad una fusione alveolare fine (questo il termine tecnico), che in parole povere si concretizza in un telaio leggerissimo dalle pareti di spessore non superiore a 2,5mm. La forma del serbatoio ha consentito di ottimizzare la gestione di masse e volumi, avanzando di circa 7 cm la posizione di guida del pilota in modo da guadagnare in maneggevolezza.
Anxhe le sospensioni sono al top: una forcella da 45mm all'anteriore e un nuovo forcellone al posteriore, supportato da un monoammortizzatore Pro-Link che risiede interamente nel forcellone, esattamente come nella MotoGP.
Completano il quadro i cerchi a tre razze, le pinze a quattro pistoncini che operano su dischi anteriori da 310mm, un nuovo cruscotto dicgitale e il sistema di accensione sicura (antifurto).
Per la CBR 600 RR sarà disponibile anche un kit racing destinato alla Supersport che con poche modifiche trasformerà la stradale in una moto da pista come quella che vedete nell'ultima foto


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Honda - Varadero
La formula è collaudata e funziona benissimo: look avventuroso, versatilità e attitudine al turismo. È così che modelli come la Honda Varadero o la BMW GS sono diventati i preferiti dai turisti a tutto campo. A quattro anni dal suo debutto, cambia la Varadero ricevendo una serie di importanti migliorie. L’immancabile restyling ha conferito maggiore dinamicità. La nuova Varadero ha linee più aerodinamiche, un cupolino dai fari più piccoli e accattivanti, le fiancate che coprono i radiatori sono adesso più movimentate e integrano le frecce, mentre il manubrio conserva gli utili paramani. Chi viaggia tanto sarà felice almeno per due motivi. Il motore (sempre da 94 cv) ha ora l’alimentazione a iniezione e il cambio a 6 marce contro il precedente a 5; in questo modo Honda dichiara di aver tagliato drasticamente i consumi ad alta velocità, vero tallone d’Achille della Varadero che “prosciugava” il serbatoio una volta superati i 150 orari. Secondo punto a favore: il vetro del cupolino può essere regolato in altezza su tre posizioni (tramite viti) per riparare adeguatamente. Migliora l’equipaggiamento, grazie agli scarichi in acciaio inox, alla nuova strumentazione arricchita e al nuovo set di borse e bauletto offerto in optional.


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Yamaha - YZF R6
Yamaha propone una nuova supersportiva di media cilindrata che prosegue (ed esalta) il concetto proposto sin dal lontano 1998 quando debuttò la prima R6. I cambiamenti sono molti e non solo estetici. Il mototre è sempre un 4 cilindri in linea, 16 valvole raffreddato a liquido (123cv a 13.000 giri) e sebbene alesaggio e corsa rimangono invariati sono molte le modifiche rispetto alla vecchia versione. Debutta l'iniezione elettronica con valvole - saracinesca a depressione: 8 sensori rilevano parametri fondamentali per ottenere una perfetta erogazione. Identificano il cilindro, rilevano il numero di giri, la pressione atmosferica e quella dell'aria in aspirazione, la temperatura dell'aria in aspirazione, la temperatura di raffreddamento, la posizione della valvola a farfalla e la velocità della moto. Tutti questi dati vengono processati da un microcomputer e ritrasmessi al controllo dell'iniezione che adega il flusso del carburante iniettato attraverso corpi farfallati da 38mm.
Anche la cassa del filtro aria è stata maggiorata (7,6 litri) per garantire una migliore erogazione a tutti i regimi. I cilindri sono stati realizzati con un brevetto esclusivo Yamaha, senza camicia e con il riporto ceramico applicato direttamente alle pareti del cilindro. Ovviamente anche i pistoni e le distanze tra le fasce sono stati modificati riducendo sensibilmente anche il consumo dell'olio. Ri-bilanciato anche l'albero motore e cambiati i bulloni di fissaggio, sono state adottate anche nuove valvole e l'alzata è stata maggiorata.
Lo scarico è ora un 4 in 2 in 1: completamente nuovo e con l'interno in titanio per risparmiare circa un kg di peso e nel contempo rispettare le norme Euro 2 grazie al catalizzatore.
Dunque siamo di fronte ad una moto che non lascia spazio a compromessi e che non lascia nulla al caso nemmeno sotto l'aspetto ciclistico. Il nuovo telaio Deltabox III in alluminio, costruito con sole due saldature, è più leggero e rigido rispetto a quello della versione 2002. Il forcellone oscillante (bellissimo!) e il telaietto reggisella sono nuovi e in alluminio per guadagnare in leggerezza e prestazioni. Nuove ruote a 5 razze e nuove pastiglie sinterizzate completano il quadro delle novità, insieme ad un vano per il lucchetto ad U e all'immobilizer che blocca la centralina elettronica. Per i più assatanati è disponibile una versione speciale "Extreme Yellow" in 2.000 esemplari, che prevede il codino monoposto, parabrezza a doppia bombatura, parafanghi in carbonio e protezione piastra forcelle in carbonio. Ovviamente sarà a disposizione anche un Kit Racing per chi vuole cimentarsi in pista.


queste son quelle che + mi hanno colpito....
poi metterò altre novità, anche degli scooter....