CORSO SUI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA RISERVATO AI CITTADINI STRANIERI
BREVE DESCRIZIONE DEL CONTESTO
Ormai da diversi anni l'Italia è meta di un numero consistente di immigrati.
Tra il 2000 e il 2007 la popolazione immigrata è di fatto triplicata, raggiungendo i quattro milioni di unità.
Il fenomeno non appare governato e le previsioni sono concordi nel ritenere attendibile il dato di circa 400.000 nuovi ingressi all'anno.
L'esperienza ci ha dimostrato come in Italia sia più facile entrare irregolarmente, più che attraverso canali legali.
I motivi sono molti e concorrenti:
– le leggi in vigore e le complesse pastoie burocratiche rendono impossibile l'incontro fra domanda e offerta di lavoro;
– l'esistenza nell'economia italiana di una forte area sommersa funziona da elemento di attrazione dei migranti irregolari, in quanto privi di diritti, meno costosi e più flessibili;
– il forte delta demografico fra l'Italia e l'Africa, in particolare, si somma al delta dello sviluppo economico e rende la pressione sull'intera Europa certa e crescente anche nei prossimi anni.
Nel mercato del lavoro questo è evidente anche nella sua componente formale: infatti fra il 2000 ed il 2007 il 17,5% dei nuovi assunti è risultato essere nato fuori dall'Italia.
Il trend è fortemente in crescita: parte dal 10% del 2000 per toccare il 23,8% nel 2007.
Non c'è dubbio che tornerà a crescere.
I settori di maggiore presenza sono quelli legati all'assistenza alla persona, al commercio e servizi, all'agricoltura e nell'edilizia.
Anche in Emilia-Romagna tale fenomeno è in forte crescita.
Gli immigrati sono oltre 300.000 e rappresentano oltre il 7% della popolazione residente con una percentuale quasi identica di uomini e donne.
Un dato importante è rappresentato dal numero di minori residenti nella nostra regione che rappresenta circa un quarto del totale.
Inoltre circa il 16% dei nati in Emilia-Romagna ha genitori stranieri.
Le previsioni portano a ritenere che nei prossimi tre anni la popolazione straniera raggiungerà il 10% ed i nati il 20%.
Nella Provincia di Forlì-Cesena gli immigrati sono oltre 52.000 con una presenza pressoché identica nei due comprensori.
Questa breve descrizione quantitativa conferma la vastità del fenomeno che, purtroppo, a tutt'oggi non è stato governato in modo soddisfacente.
La pressione migratoria deriva nella grandissima maggioranza dei casi, dalla ricerca di condizioni di vita migliori, ma la mancata programmazione rischia di provocare crescenti fenomeni di rigetto, con lacerazioni profonde del tessuto sociale che non lascia immune nessuna delle sue componenti.
L'immigrazione rischia quindi di essere vista più come una minaccia, anche dalle componenti più popolari della nostra società, più che come un'opportunità.
L'Italia deve dotarsi di una nuova e più efficace politica di accoglienza e di integrazione in grado di regolare un fenomeno altrimenti dirompente sulla base di norme chiare ed applicabili sulle procedure di accesso, sui diritti e sui doveri di coloro che scelgono di vivere nel nostro Paese.
LA PROPOSTA
Sulla base di queste considerazioni,
l'Associazione Mazziniana di Cesena Sezione “Ugo La Malfa” si è interrogata su come contribuire, per quanto è nelle sue possibilità, per favorire l'inserimento dei cittadini stranieri nel nostro contesto sociale.
La nostra riflessione non si è dilungata su quale possa essere la forma di integrazione migliore fra quelle sperimentate nei diversi paesi europei in quanto questo tema è affidato in primo luogo ai partiti, alle istituzioni ed alle grandi organizzazioni rappresentative delle forze sociali ed economiche.
Tuttavia, partendo dal fatto che quest'anno ricorre il 60° Anniversario dell'entrata in vigore della Costituzione Repubblicana, riteniamo opportuno organizzare un percorso formativo/informativo su: “Principi Fondamentali” (articoli 1-12), e tutta la “Parte Prima” riferita al Titolo I sui “Rapporti Civili” (articoli 13-28), Titolo II sui “Rapporti Etico-Sociali” (articoli 29-34), Titolo III sui “Rapporti Economici” (articoli 35-47) e Titolo IV sui “Rapporti Politici” (articoli 48-54).
FINALITA'
Far conoscere i principi fondamentali della nostra Costituzione che sono alla base della nostra convivenza.
Informare che tali principi hanno valore universale e che, in quanto tali, possono e debbono convivere con i principi di persone con culture diverse dalle nostre.
La conoscenza e l'osservanza di tali norme non presuppone quindi una rinuncia alle culture di origine ma rappresentano la condizione per una crescita comune e pacifica delle nostre comunità.
DESTINATARI
Immigrati in grado di comprendere la lingua italiana.
Ciò significa che si tratterà di persone presenti da qualche tempo nel nostro Paese e che potranno trasmettere le nozioni acquisite ai familiari e alle loro comunità.
Per l'individuazione di tali persone è nostra intenzione rivolgerci alle Organizzazioni Sindacali CGIL-CISL-UIL di Cesena, che rappresentano molti lavoratori e che, se disponibili, potranno sostenerci nell'opera di divulgazione della nostra iniziativa.
(NB: POI LA CISL NON HA ADERITO)
MODALITA' DI SVOLGIMENTO
Pensiamo a cinque incontri serali di tre ore con docenti selezionati per competenza e con la chiara volontà di trasmettere in modo efficace i contenuti della nostra Costituzione.
Il numero di partecipanti per ogni serata non dovrebbe superare le 20 unità e provenire da paesi diversi.
tratto da
http://win.webandcad.it/AMI/comunicati/2008/9.htm