Si chiama Diabrotica virgifera, è arrivato a bordo dei caccia Usa durante la prima guerra nella ex-Jugoslavia. E si è diffuso in tutta Europa. Distrugge il mais, e l'unica cura è la modificazione genetica.
PARIGI - Il suo nome scientifico è "diabrotica virgifera". Il suo aspetto, a metà tra una mosca e una grossa ape, con striature nere e rosse. Niente più che un insetto, insomma, ma certamente capace di fare grandi cose. La prima, ad esempio, è trasvolare l'Atlantico, a bordo di aeroplani in arrivo dagli Stati Uniti, per sbarcare in Europa, terra di conquista visto che nel Vecchio Continente, la diabrotica, non si era mai vista.
Una bella impresa, certo, sebbene già compiuta da altri "colleghi", prima fra tutte l'ormai famigerata zanzara tigre. La diabrotica però, ha una particolarità che la rende unica. Avrebbe, infatti il potere di fare quello che Wto e lobbies di pressione americane, ancora non sono riuscite a concludere: obbligare l'Europa a portare in tavola gli Ogm. Sì, perché secondo i ricercatori del Laboratorio di Fitofarmacia dell'Inra, a Versailles, la diabrotica, vero e proprio killer del mais, è ormai una realtà in Europa.
Originaria del Messico, ma da decenni saldamente istallata negli Usa, il suo arrivo ha perfino un luogo di sbarco e un data: è stata infatti individuata per la prima volta nei dintorni degli hangar dove venivano lavati i caccia militari Usa vicino all'aeroporto di Belgrado, nel '92.
Secondo gli esperti avrebbe viaggiato a bordo dei primi caccia militari americani giunti nella ex-Jugoslavia. Da qui però, viaggiatrice formidabile, si è diffusa in Europa nel giro di un paio d'anni. Nel '95 è stata scoperta in Ungheria e Croazia, nel '96 in Romania, l'anno dopo in Bosnia, nel '98 in Bulgaria, Montenegro e in Italia, nel Duemila in Slovacchia e Svizzera, lo scorso anno in Ucraina, e nell'agosto scorso in Austria.
Un cancro insomma, che si diffonde con la rapidità di una metastasi impazzita, e che per ora non ha veri e propri imedi scientifici.
Già, perché il modo più efficace per combatterla, scoperto negli Usa da marchi come Pioneer e Monsanto, contempla proprio una modificazione genetica delle colture, con inserimento di un "insetticida naturale" come il Bacillus Thuringinsis, che le rende inattaccabili all'insetto.
Insomma, dagli Usa arriva la malattia, e dagli Usa la cura. Unico problema: la terapia prevede lo stravolgimento delle colture europee, e l'accettazione di mais e soja geneticamente modificate. Una situazione che ha fatto gridare allo scandalo le associazioni ambientaliste. Criigen, un'organizzazione francese che si batte contro gli Ogm, lancia sospetti gravi, puntando il dito contro le multinazionali statunitensi e definendo "sospetta" sia la rapidità con la quale la diabrotica è arriva e si è diffusa in Europa, sia la capacità di reazione mostrata delle grandi "griffes" dell'Ogm internazionale, che in Francia hanno già compiuto vari studi sulla questione, e avanzato proposte di soluzione alle autorità competenti. Soluzioni che prevedono, ovviamente, l'utilizzo del mais-frankestein.
Insomma, l'accusa, neanche troppo velata, è che le grandi multinazionali contino di usare la diffusione dell'insetto in Europa come grimaldello per scardinare l'ostilità del Vecchio Continente verso il mais modificato. E qualcuno avanza il sospetto che addirittura l'insetto possa essere stato diffuso ad arte. Illazioni che, le grandi industrie, respingono fermamente. La diabrotica, che per decenni ha rappresentato un gravissimo problema per gli Stati Uniti, è stata debellata grazie alle bio-tecnologie, ma la sua capacità di adattamento e modificazione resta altissima.
E la Monsanto giura di non avere allo studio alcun progetto relativo a quella europea, visto che il Vecchio Continente ha deciso una moratoria degli Ogm che impedisce qualsiasi ricerca. Di fatto però, accusano le associazioni anti-Ogm, anche i programi di studio che miravano a debellare l'insetto con metodi più "tradizionali" rispetto alla bio-ingegneria, sono stati inspiegabilmente cassati, o sono rimasti senza fondi.
L'Europa insomma, rischia di trovarsi indifesa di fronte a un insetto capace di distruggere le coltivazioni tradizionali. L'appello-allarme, è fin troppo scontato. Quando la diabrotica avrà invaso tutte le pianure del Vecchio Continente, l'unica arma, resterà proprio il calice amaro degli Ogm, offerto dalla Monsanto.
(da IL NUOVO - 26 SETTEMBRE 2002)




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la terza mi pare sia un po' gay... che sia stata geneticamente modificata nello sfintere?
