
Originariamente Scritto da
salerno69
Ammirevole lo sforzo di Bruno Vespa. Pur di non parlare del referendum, ha dedicato la serata di giovedì a una bella rimpatriata monarchica. Lo studio pieno di vecchie cariatidi rievocava alla perfezione una scena del film di Dino Risi «Una vita difficile». Lì si raccontava l'esito del referendum monarchia-repubblica in un tombale interno aristocratico, mentre a Porta a porta si faceva la festa alla democrazia e al servizio pubblico messi insieme. Così abbiamo dovuto sentire la ridicola tesi secondo cui il minimo re, detto Sciaboletta, sarebbe stato troppo rispettoso dello statuto albertino per firmare lo stato d'assedio e impedire il colpo di Stato fascista. Perfino Bruno Vespa ha sollevato delle timide obiezioni, mentre ha lasciato correre su tante altre cose, per rispetto verso «sua altezza» Vittorio Emanuele, sostenendo che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli. Giusto. Proprio per questo ci domandiamo perché il popolo italiano, che ha già sofferto tanto per le colpe dei Savoia, ora deve sopportare anche la nullità dei figli e dei nipoti.