Da "IL NUOVO" - ROMA - 14/09/2002 "La sinistra è come il cane di Pavlov nei miei confronti. Cioé ha i riflessi condizionati ogni volta che tiro fuori un problema, ma condizionatamente appunto come il cane di Pavlov, si lancia in una serie di insulti''.
Dopo le roventi polemiche di ieri , il day after di Roberto Castelli inizia con un riferimento dotto. Che il Guardasigilli pesca direttamente dal libro delle citazioni per far sapere alla sinistra che l'ha bollato come "un irresponsabile" che lui non arretra di un millimetro.
Sobillare i detenuti, fomentare la rivolta delle carceri per dare una spallata al governo: quel sospetto, grave e inquietante, esternato a Copenaghen non viene ritrattato, anzi . Il Guardasigilli piuttosto dichiara di aver ''raggiunto lo scopo'' che si era prefisso con quelle accuse, parole, dice, meditate per ''mesi''. "Era da tempo che ci pensavo - confessa a chi gli chiedeva se l'uscita era stata meditata a lungo - ora le acque si calmeranno".
Da "IL NUOVO" - ROMA - 26/09/2002 Carceri, Castelli fa dietro front
Il Guardasigilli apprende che il documento del Dap che indicava il coinvolgimento di alcuni parlamentari del centrosinistra nei disordini negli istituti di pena non è mai esistito: "Io l'avevo saputo dai giornali".
Il dossier non esiste. Il ministro della Giustizia ne prende atto, ma non modifica di una virgola quello che già aveva detto, e che ricalca il significato del contenuto del documento dell'amministrazione penitenziaria: alcuni parlamentari del centrosinistra userebbero "a fini politici", contro il governo Berlusconi, il malcontanto diffuso nelle carceri italiane. Una vicenda molto intricata, per chiarificare la quale sarà utile fissare una cronologia minima.
Prima che si diffondesse la voce dell'esistenza di un documento del Dap, ad alzare il primo polverone era stato lo stesso Guardasigilli, senza citare le fonti delle sue accuse: attenzione, aveva detto poco più di una settimana fa, alcuni parlamentari dell'opposizione fomentano le rivolte nelle carceri. Un'uscita che fece infuriare i deputati coinvolti, in primis Pietro Folena, che rivendicavano la propria scelta di solidarietà e negavano ogni responsabilità nelle agitazioni dei detenuti.
Alle reazioni indignate dell'Ulivo ha risposto oggi, da Urbino, proprio il ministro della Giustizia: "La sinistra ormai mi accusa di tutto e del contrario di tutto - dichiara Castelli - addirittura pretenderebbero che io vada in Parlamento per rendere conto di una notizia data da un giornale. Lo chiedano al giornale. Io ho letto sul Corriere che esiste questo documento. Il Dap ha smentito con un comunicato l'esistenza di questo documento e io prendo atto che questo documento non esiste".
-----------------------------------------------------------------------------------
Pensavo che la stupidità di certi politici fosse arrivata al suo apice e si fermasse lì. Vedere gente che sbraita "Ce l'abbiamo duro" ; che vanno sui vagoni dei treni a disinfettare le poltroncine ; che picchiano un ragazzino ; che latrano contro il Tricolore e molto altro, fosse un limite ormai insuperabile. Invece mi sbagliavo. I padanogeni stanno spingendo il limite della stupidità oltre livelli mai raggiunti prima da nessun altro animale di questo pianeta. Questo primato (non invidiabile) lo dobbiamo al min. castelli. Il quale per giorni non ha fatto altro che abbaiare contro chi faceva il suo dovere ed esercitava un suo diritto : quello di andare nelle carceri per accertarsi delle condizioni dei detenuti. E poi ? Da dove aveva preso la notizia del "sobillamento" ? Da un giornale !!!!!!!! Giornale che poi è stato smentito dal Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria. Ma un ministro della Giustizia si tiene informato di quel che accade nelle carceri leggendo i giornali ???!?!!! castelli = no limits.




Rispondi Citando