"DOSSIER CARCERI - LA SITUAZIONE IN PIEMONTE": SINTESI CONFERENZA STAMPA RADICALE




SINTESI CONFERENZA STAMPA RADICALE DI PRESENTAZIONE

"DOSSIER CARCERI – LA SITUAZIONE IN PIEMONTE"


(TORINO, CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE, 27/09/2002)


Dopo l'introduzione del consigliere regionale Carmelo Palma, ha preso la parola Rita Bernardini (Presidente di Radicali Italiani), che ha fornito, innanzitutto, una serie di dati relativi agli istituti di pena piemontesi : il 31 luglio 2002, le 14 carceri piemontesi ospitavano 4.615 detenuti, cioè 1.115 presenze in più rispetto alla capienza fissata dal Ministero di Giustizia (3.500 d.ti – tasso di sovraffollamento pari al 31,8%). Il carcere delle Vallette di Torino ospitava 1.268 d.ti (capienza prevista 1.030 – sovraffollamento pari al 23,1%). Gi istituti di Asti e Vercelli detengono il record di sovraffollamento: Asti con il 94,3% (346 d.ti, capienza 178); Vercelli con il 77,4% (344 d.ti, capienza 194).

Rispetto ai dati relativi al 31/12/01, i detenuti stranieri presenti nelle carceri piemontesi erano 1.643 (37,49% del totale, una percentuale molto più alta di quella nazionale: 29,74%). I detenuti tossicodipendenti erano 1.456 (1.041 italiani e 415 stranieri, il 33,22% del totale, rispetto ad una media nazionale del 27,93%). I detenuti TD in trattamento metadonico erano solamente 73 (5,01% del totale di detenuti TD, mentre la media nazionale è del 10, 91%). I radicali hanno qui sottolineato come continua a persistere una differenza stridente fra la quantità di trattamenti metadonici effettuati in carcere e quelli effettuati fuori (quasi il 50% dei trattamenti complessivi); hanno altresì rilevato che una circolare emanata nel dicembre 1999, e tuttora vigente, d! al Dr. Giancarlo Caselli (allore Direttore del DAP/Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) ribadisce la piena legittimità dei trattamenti metadonici di mantenimento in carcere.

I detenuti ristretti per violazione dell'art. 73 del Testo Unico 309/90 (spaccio) sono in Piemonte 1.832 (il 41,8% del totale). I tossicodipendenti in galera per il reato suddetto sono 696 (47,8% del totale dei TD detenuti in Piemonte). Rita Bernardini ha sottolineato come siano migliaia in Italia i cittadini tossicodipendenti incarcerati per piccolo spaccio, costretti dal regime proibizionista a doversi procurare così, ogni giorno, i soldi per la dose; ha poi ricordato lo stato della giustizia nel nostro Pase, contraddistinto dalla lunghezza dei processi e dalla scarsa capacità di colpire gli autori dei reati. A fronte di tutte le cifre elencate, la risposta del Ministro Castelli è unicamente quella di costruire nuove carceri…

E' intervenuto poi Sergio D'Elia(Direzione Radicali Italiani, segretario di "Nessuno tocchi Caino), che ha ricordato di aver visitato, lo scorso luglio, assieme all'eurodeputato radicale Maurizio Turco, le due sezioni "41 BIS" esistenti in Piemonte, a Cuneo e Novara, dove sono rinchiusi in totale 171 detenuti (90 a Cuneo e 81 a Novara). Rispetto a quanto visto a Cuneo, D'Elia ha sottolineato l'inumanità e la gratuita crudeltà di celle con finestre dotate di quattro distinte protezioni, che non fanno filtrare alcuna luce naturale; molti reclusi soffrono di forti problemi alla vista. A Novara, gli spazi per i colloqui non sono più grandi di una cabina telefonica; i familiari in visita devono fare i turni al vetro divisorio per parlare con il detenuto.

D'Elia ha definito la Commissione Giustizia del Senato (che ha deciso ieri di rendere definitivo il regime di carcere duro) una "Commissione di giustizialisti"; prima di arrivare a simili decisioni, deputati e senatori avrebbero, almen, dovuto seguire l'esempio dei radicali, andando a vedere di persona come vivono migliaia di loro concittadini. "Il diritto è un limite – ha concluso D'Elia – che noi poniamo al nostro sacrosanto senso di giustizia affinchè non esso si tramuti in vendetta; secondo il diritto internazionale il regime del 41 Bis è tortura."

Infine, Iolanda Casigliani (Comitato Nazionale Radicali Italiani) ha ricordato la fitta corrispondenza che sta intrattenendo con i detenuti delle carceri piemontesi, che le scrivono per segnalarle: la cronica mancanza di educatori e di assistenti sociali; la carenza di assistenza sanitaria; l'assoluta mancanza di lavoro e di prospettive di reinserimento. Permane, poi, la situazione assurda del carcere di Asti, che continua a non essere allacciato all'acquedotto comunale.

Torino, 27 settembre 2002

Per ulteriori informazioni: Carmelo Palma (348/5335301)

Il "Dossier Carceri" è disponibile nell'home page del sito www.radicali.it

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