Alessandro Baxxxzi, il filosofo randagio che veste alla yankee
Quando si presentò in corridoio armato di giacca e pantaloni jeans sullo stile del più americano tra tutti gli yankee, ci scappò una risata. Non di scherno. Di simpatia, più che altro. Sembrava appena uscito da un fast-food in piena Miami, o piuttosto da una base militare tipo i film sulla Seconda Guerra Mondiale.
“Ehi, pilota, pronto per il volo di ricognizione sul settore H42?”, o qualcosa del genere. Fantastico.
Scherzi a parte, Alessandro Baxxxzi è Alessandro Baxxxzi. Non potrebbe essere altro, credo, sia perché non cambierebbe mai la sua pelle e il suo volto con quello di un Mario Rossi qualsiasi, sia perché pochi ne vorrebbero, al contrario, vestire i panni. A prescindere da giubbotti e pantaloni, Alessandro Baxxxzi rimane un personaggio. Ottimo per una chiacchierata su Platone o Sant’Agostino così come per uno scambio di battute sul bancone del bar. Pessimo nel ricordarsi qualsiasi cosa, a partire dagli orari di lezione. Entra in seconda quando dovrebbe essere in quinta, si affaccia in quarta e viene spedito in prima, crede di dovere andare in terza ma poi il bidello Renato gli spiega che la terza non esiste. Starebbe bene su quei fumetti della settimana enigmistica, o su un Lupo Alberto: il marito che si scorda degli anniversari, la moglie che lo aspetta sull’uscio col mattarello, ecco.
Amico dei ragazzi, più volentieri delle ragazze (e come dargli torto?), pronto alla risata, buon parlatore, e chissà, forse anche un po’ dandy. Il cocktail giusto per farne un prof. che diverte e che intrattiene come pochi sanno fare. Se poi, scordandosi di avere lezione ci regala inconsapevolmente un’oretta d’aria, ancora meglio.
Colonna portante dello Scientifico, distratto filosofo che sulle nuvole ha costruito ormai una decina di residence, tutti per sé, disordinato e scostante ma buono come un panino, Alessandro Baxxxzi non ha nemici. O, se ne ha, si tengono tutti ben lontani. E’ miracolosamente assente persino nelle invettive in toscanaccio della prof. di inglese, e vuol dire. La perfida Da Cortà, un paio di annetti or sono, lo squadrava come una barboncina da salotto può guardare un randagio che si affaccia sullo zerbino della villa dei padroni. Ma anche lei gli voleva bene, e si vedeva. Secondo miracolo, questo, di certo ancor più consistente.




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