Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito opinioni sul crocefisso

    Da "Gente veneta"



    > L'Islam e noi



    "Musulmani non metteteci in crisi!"
    Paure e debolezze sottese alla recente polemica sui crocefissi?

    Da Pietro Chiaranz, studioso dell'Università di ca' Foscari, riceviamo e volentieri pubblichiamo:

    In questi ultimi decenni nel mondo europeo occidentale stanno avvenendo radicali e molteplici cambiamenti. Anche i meno accorti, oramai, li stanno notando. Uno di questi è il fenomeno della plurietnicità. Se ci si reca nelle città turistiche, in un'ora in cui i ristoranti sono oramai chiusi, si nota che le vie sono popolate di forti presenze plurietniche: africani, pakistani, arabi, cinesi, romeni, ucraini, indiani... Ci troviamo senza dubbio davanti ad un mondo sempre più vario e composito!

    In questo quadro in rapido mutamento è scontato che possano avvenire incontri e scontri tra persone di culture e civiltà diverse. Sarebbe strano se non fosse così. Osservando tali fenomeni dovrebbe essere chiaro che una società multiculturale non si realizzerà mai completamente dal momento che chiede una costante disponibilità che non tutti sono in grado di dare. L'incidenza di attriti e incomprensioni è, dunque, direttamente proporzionale all' indisponibilità ad essere permeati e forgiati, almeno in una certa misura, dalla cultura dell'altro. Nei casi più difficili e complessi avvengono delle prevaricazioni di una parte su un'altra.

    La recente polemica sollevata da alcuni musulmani sull'opportunità di conservare i crocefissi nei luoghi pubblici entra in quest'ultimo esempio. Essa indica delle mentalità e degli atteggiamenti di fondo propri alle credenze mussulmane che, in questo caso, sono stati scatenati in forma piuttosto aspra sollevando diffuse polemiche. Indica, altresì, che si possono sviluppare autentici malesseri quando popoli troppo distanti per storia e sensibilità religiosa sono costretti a vivere su uno stesso territorio.

    Analizzerò questo caso non con l'intenzione di risolverlo ma soffermandomi sulla reazione ad esso conseguita. Non escludo che l'aspra dichiarazione contro la presenza dei crocefissi può essere scioccante ma ritengo molto più interessante osservare le argomentazioni della "parte lesa".

    Prima di tutto, ritengo che ci troviamo davanti ad una questione religiosa più che davanti ad un fatto culturale in senso lato. La difesa a favore della presenza dei crocefissi ha usato espressioni talora imbarazzate, talora più decise ma non ha sempre fatto emergere analisi brillanti. È proprio ciò che la può rendere poco convincente.

    Tra le molte reazioni prendo, a titolo di puro esempio e senza averne verso l'autore, quella di Ferdinando Camon apparsa in un articolo su "Il piccolo di Trieste", venerdì 20 settembre 2002: "Musulmani intolleranti? Se ne vadano". Cercherò di mostrare come alcune sue affermazioni siano, in realtà, quelle di ognuno di noi quando decidiamo aprioristicamente di chiuderci davanti ad ogni provocazione che ci giunge dal mondo esterno.

    Camon registra l'arroganza de l' "Unione musulmani d'Italia" i quali "hanno chiesto (anzi ordinato) di togliere i crocefissi da tutti i luoghi pubblici dove sono esposti". Questo "perché [il crocefisso] è una macabra raffigurazione d'un cadavere in miniatura". Il lettore che legge questa parte dell'articolo non può che stupire davanti a tale affermazione mussulmana che Camon non contestualizza e spiega, come sarebbe stato opportuno fare. Personalmente, pur essendo cristiano, non riesco a capire perché bisognerebbe stimolare nei cristiani la meraviglia per una tale affermazione. Comprendo ancor meno qualcuno che dicesse d'essersi scandalizzato. La spiegazione è semplice. A tutt'oggi, nei cosiddetti paesi di missione, quando gli indigeni non cristiani visitano per la prima volta una chiesa cattolica o protestante rimangono normalmente stupefatti davanti all' immagine o alla statua di un crocefisso. È lo stupore di chi non è abituato a determinati segni del Cristianesimo, stupore simile a quello di un bimbo che scopre, per la prima volta, qualcosa di molto strano e nuovo. È naturale che "lo strano" possa anche creare un netto rifiuto. In fondo, è anche per tale motivo che la croce, già ai tempi di san Paolo, era uno "scandalo per i giudei e una stoltezza per i pagani" (1 Cor 1, 23). Il cristiano comprende la misura dello scandalo e della stoltezza patita dagli altri ma, a differenza di questi, è abilitato ad "intuire", dietro a tale segno paradossale, il pulsare di un'altra vita. Ecco perché la croce gli diviene motivo personale di vanto (Gal 6, 14). Non possono avere quest' atteggiamento coloro che, non essendo nel Cristianesimo, non possono viverlo. Ecco perché lo scandalo dei musulmani non dovrebbe suscitare scandalo o meraviglia tra i cristiani ma, biblicamente parlando, un vero e proprio vanto. Il fatto che non sia così indica solo in quale drammatica misura molte popolazioni "cristiane" si siano de facto allontanate dalle fonti e dalla vita cristiana.

    Tuttavia le dichiarazioni de l' "Unione musulmani", riportate da Ferdinando Camon, dichiarazioni che creano reazioni decisamente interessanti, non terminano qui. I musulmani esprimono "schifo, disgusto e ripugnanza per il simbolo più riassuntivo della storia e della civiltà dell'Europa dell' Occidente". Non esaminiamo tale affermazione ma osserviamo la maniera con la quale si risponde. Camon controbatte: "Qui si tratta [...] di salvaguardare a noi la libertà di quello che siamo". Ma è qui che inizia il vero problema: cosa siamo? Non sollecito la solita scontata risposta dove, paragonandoci ai "peggiori", ci sentiamo degli illuminati. Voglio semplicemente che si noti e si prenda pacificamente atto che il nostro modo di essere, anche se si fregia e difende i segni cristiani, non è più cristiano da molto tempo. Basterebbe osservare come, nel passato, in nome della fede il nostro mondo non è stato meno brutale di altri; come, nel presente, la vita degli italiani sia spessissimo distante dai criteri evangelici; come la stessa legislazione statuale sia animata da un forte relativismo morale... Non sono per il ritorno di un ancien regime poiché credo che il Cristianesimo, pur essendo nel mondo, non è mai stato del mondo. Segnalo solo una clamorosa contraddizione che sarebbe ora finisse o fosse almeno ridimensionata. Tuttavia, riprendendo la frase di Camon, dobbiamo salvaguardare "la libertà di quello che siamo". Nel contesto di quanto sopra accennato cosa può significare tale frase? Mi sembra che possa legittimamente esser così intesa: "dobbiamo preservare la nostra libertà fondata su ideologie non cristiane che, qualche volta ipocritamente o per vano ricordo culturale, rivestiamo con segni e simboli cristiani, cose per noi in realtà passate, morte e sepolte". Ma durerà ancora molto questo gioco delle illusioni? Non si parla già da tempo di un'Europa da ricristianizzare? In questo deflagrato quadro il crocefisso da segno e simbolo venerato diviene l'icona postmoderna di qualcosa di tutt'altro che cristiano. E qui, purtroppo, l'iperbolica frase mussulmana da blasfema assume una valenza paradossalmente profetica: "[Il crocefisso] diviene simbolo riassuntivo d'una storia disgustosa e ripugnante". Infatti, nella prospettiva d'uno sguardo lontano dal Cristianesimo, si può benissimo fare quest' obiezione: "Chi mi può assicurare che, almeno una volta, alcuni cristiani di diverso ordine e grado non abbiano coperto con il crocefisso le loro storie disgustose e ripugnanti?" Si è costretti a rispondere che, purtroppo, non si è trattato d'una sola volta ed è questa la ragione per cui il crocefisso risulta ai "lontani" più un segno criticabile che un segno positivo...

    Per questo motivo non credo proprio a quanto continua a dire Camon: "In un tribunale il crocefisso è un tremendo ammonimento ai giudici". Chi ha studiato la nostra recente e passata storia italiana sa come il crocefisso, appeso nelle aule dei tribunali, più che segno d'ammonimento sia stato spesso il muto e negletto testimone di vere e proprie ingiustizie!

    Tuttavia la confessione mussulmana riguardante il crocefisso, "macabra raffigurazione d'un cadavere in miniatura", dovrebbe farci pensare anche ad un altro aspetto. La ripugnanza mussulmana non potrebbe nascere pure dal fatto che l'arte religiosa occidentale non riesce più a trasmettere un trasfigurante senso della vita al di là della morte fisica? Non si può affermare diversamente quando si osservano molti crocefissi, brutti, neri, con espressioni disperate, che esalano quel mortifero pessimismo che ammorba l'arte religiosa contemporanea. Queste realizzazioni, non meno di certe opere religiose architettoniche, trasmettono nell'animo la stessa tristezza e lo stesso turbamento che potrebbe regnare nel cuore del loro artefice come, al contrario, le opere di un Beato Angelico trasmettono luce, gioia e calore. È ovvio che qui non è in gioco una questione culturale ma una questione di fede nel senso profondo del termine.

    Davanti a ciò che senso hanno le intenzioni di "salvaguardare la libertà di essere quello che siamo?". Dobbiamo, in altre parole, continuare a mantenere una fede assolutamente

    convenzionale in un Cristo del quale riconosciamo, quando va bene, solo il profilo umano poiché ci sfugge totalmente quello divino? Stando così le cose, è logico che lo scandalo altrui davanti al crocefisso divenga il nostro stesso scandalo, invece di trasformarsi in vanto e fierezza!

    Queste osservazioni sono le uniche che si possono fare dal momento che, parlando del crocefisso, tocchiamo un argomento primariamente ed essenzialmente religioso e, solo molto secondariamente, culturale.

    Perciò articolare un discorso attribuendo al crocefisso un significato differente da quello legato alla salvezza cristiana, come spesso si è fatto nel corso di questa polemica, mi sembra un semplice abuso.

    Da quanto sopra esposto si rivela che l' atteggiamento fortemente reattivo davanti alle provocazioni de l' "Unione musulmani d'Italia" è segno d'una evidente difficoltà a controbatterle. È anche fin troppo facile voler allontanare chi, con la sua critica magari arguta, feroce e inopportuna - non lo nego! -, mette a nudo una probabile debolezza e impreparazione da parte nostra.

    Quale dovrebbe essere, allora, l'atteggiamento da assumere davanti a musulmani polemici verso il Cristianesimo e i suoi segni? Rispondo sinteticamente con due punti.

    1) Un atteggiamento di dignitosa fermezza. Lo rinveniamo in san Giovanni Damasceno (652-749 circa) il quale scrisse tra i musulmani un'opera il cui titolo è particolarmente significativo: La centesima eresia: l'Islam. A questo atteggiamento il santo non associava la chiusura perché cercava di dare una vera risposta alle provocazioni che gli venivano rivolte.

    2) Un atteggiamento di profonda umiltà perché la storia degli uomini può passare attraverso infinite strade, anche attraverso vie "lontane" per giungere a Dio. Questa lezione la riceviamo osservando la storia di Charles de Foucault (1858-1916) il quale tornò alla fede in Cristo non per merito dei suoi connazionali francesi ma in modo paradossale: osservando la semplice religiosità degli arabi del deserto. All'inizio del suo percorso di fede Charles scrisse: "L'islam a produit en moi un profond bouleversement... La vue de cette foi, de ces âmes […], m'a fait entrevoir quelque chose de plus grand et de plus vrai que les occupations mondaines!"

    In questo caso, che può parere "strano" solo a chi si muove in prospettive molto anguste, la vita di altri, di "lontani", ha interrogato profondamente Charles e lo ha spinto a tornare al Cristianesimo del quale aveva perso il senso. Probabilmente ciò non sarebbe avvenuto se egli avesse avuto la paura e la chiusura che contraddistinguono molti uomini della nostra epoca.

    In conclusione a questo mio intervento, invito il lettore ad assumere alcuni utili e costruttivi atteggiamenti: la fermezza su solidi fondamenti, l'umiltà di fronte a tutti, una chiara identità e una pronta capacità al dialogo.

    Senza ciò si giocherà la possibilità di una pacifica convivenza nell'Europa di domani.



    25 settembre 2002

  2. #2
    Moderatore
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Cermenate (CO)
    Messaggi
    23,560
     Likes dati
    136
     Like avuti
    264
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito IL CROCEFISSO

    CARISSIMO PROFESSORE,

    GRAZIE PER AVERCI SEGNALATO L'ARTICOLO DI "gente veneta": CREDO CHE A QUESTO GROTTESCO SETTIMANALE "DIOCESANO" NON POTESSIMO CHIEDERE DI PIù.
    VI RITROVIAMO TUTTI I TRITI LUOGHI COMUNI DEL "DIALOGO" E DELLA "CONVIVENZA", MESCOLATI A QUALCHE RIFLESSIONE ABBASTANZA ORIGINALE.
    SOLO PRENDENDO SU NOI IL CROCEFISSO NELLA SUA ASSOLUTEZZA RELIGIOSA E INTEREZZA STORICA (RELIGIONE E CIVILTà CATTOLICA), POSSIAMO PENSARE DI POTER RISPONDERE ADEGUATAMENTE (E RESISTERE) ALL'INVASIONE ISLAMICA.
    IL RESTO SONO CIARLE, APPUNTO, DA SETTIMANALE "DIOCESANO" E NON BASTA UNA FUGGEVOLE CITAZIONE DI SAN GIOVANNI DAMASCENO PER NOBILITARE UN ARTICOLO BEN MISERO.
    RAMMEMORO AL FORSE IGNARO ARTICOLISTA CHE IL CROCEFISSO è SIMBOLO NON GIOIOSO MA TERRIBILE DI UNA MORTE ATROCE CHE DIO HA ACCETTATO PER REDIRMERCI. (PER CRUCEM AD LUCEM)
    INUTILE PRENDERSELA CON I CROCEFISSI SOFFERENTI ED AGONIZZANTI DI TANTI SECOLI DI ARTE CRISTIANA: MOLTO DIVERSI DA CERTI SGORBI STILIZZATI CHE CAMPEGGIANO UN PO' OVUNQUE OGGI.
    PERCHè VI SIA LA PASQUA, BISOGNA PASSARE ATTRAVERSO IL VENERDì SANTO: QUESTO è UN PUNTO CAPITALISSIMO PER I CATTOLICI.
    D'ALTRONDE I MUSULMANI NON TEMONO IL CROCEFISSO (NON SONO MICA I SELVAGGI DEL BORNEO) MA ODIANO "RELIGIOSAMENTE" IL CROCEFISSO.
    SFUMATURA DI NON LIEVE PORTATA.

    GRAZIE PROFESSORE

    UN SALUTO MOLTO CORDIALE

    GUELFO NERO




    "TRAPASSARONO LE MIE MANI E I MIEI PIEDI, CONTARONO TUTTE LE MIE OSSA"

  3. #3
    scemo del villaggio
    Data Registrazione
    01 Jul 2002
    Località
    Villafranca Padovana
    Messaggi
    2,222
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Carissimo Guelfo Nero,

    grazie per la bellissima risposta. Già volevo replicare al settimanale e ora ti chiedo di lasciarmi attingere qualche concetto e qualche immagine al tuo post, ovviamente con citazione della fonte (sei ormai diventato un mio "auctor").
    Segnalo che qualche elemento simile all'articolo del Chiaranz si trovava giorni fa in un pezzo di Veneziani sul "Giornale": difesa del crocefisso ma presa di distanze dal suo aspetto sofferente, perchè (ipse dixit) "la salvezza viene dalla Resurrezione", "di morire sono capaci tutti, di risorgere solo Uno" (citazione a memoria). Mi piacerebbe che qualcuno dei forumisti prendesse visione di questo articolo (doveva essere di martedì o di mercoledì) e rispondesse adeguatamente, cosa che temo di non avere il tempo di fare io (lettori@ilgiornale.it). Giusto sotto, delirio "liberale" di Stefano Zecchi: accanto al crocifisso dovrebbero esserci, in ogni aula, una stella di David e un Corano. Prima pagina del "Giornale". Parce DomineT
    Dicevi di qualche valutazione originale nell'articolo di Chiaranz. Beh, a me sono venute in mente tre cose: in un dibattito su "Telenuovo" il rappresentante musulmano ricordava (giustamente, ahimè) che il crocifisso negli ospedali non impedisce che vi si perpetrino aborti; personalmente aggiungo che ho smesso di entrare in una farmacia sotto casa dove all'ombra del crocifisso si vendono preservativi (a nulla è servito l'ammonimento scritto al titolare, a nulla l'appello a un consigliere comunale "cattolico" - la farmacia è comunale) e che sotto gli occhi dei riabilitati crocifissi nelle aule scolastiche si continuerebbe a insegnare "educazione sessuale" e a denigrare Nostro Signore e la Sua Chiesa. Forse è meglio che non ci siano.

  4. #4
    Moderatore
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Cermenate (CO)
    Messaggi
    23,560
     Likes dati
    136
     Like avuti
    264
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    CARISSIMO PROFESSORE,

    GRAZIE PER L'INTERVENTO RICCO, STIMOLANTE E AMARAMENTE VERO. CREDO CHE POTRà DARE NUOVI SPUNTI DI APPROFONDIMENTO E DI DISCUSSIONE AGLI ALTRI AMICI DEL FORUM.
    SONO ONORATO DI ESSERE ANCHE UN PO' IL SUO "AUCTOR": USI PURE I MIEI MISERI SCRITTI COME PREFERISCE.
    IO STESSO HO IMPARATO MOLTO LEGGENDOLA.


    UN SALUTO DEFERENTE E CORDIALE

    GUELFO NERO

  5. #5
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    22 Jul 2002
    Messaggi
    17,109
     Likes dati
    18
     Like avuti
    1,849
    Mentioned
    24 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    vorrei lanciare , da profano , 2 piccole provocazioni:
    se l'unione è quello dello scozzese adel smith (enologo)la sua rappresentazione dei musulmani si approssima allo zero.
    sarebbe come i musulmani prendessero, come esempio di cristinanesimo il predicatore coi baffi finti e il suo pupazzo rosa.

    se all'esposizione del crocifisso si accompagna una condotta totalmente atea, anche da parte di chi promulga l'iniziativa (non credo a niente,rubo, penso solo ai quattrini, incito alla violenza e al razzismo etc) che valore può avere?

  6. #6
    Moderatore
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Cermenate (CO)
    Messaggi
    23,560
     Likes dati
    136
     Like avuti
    264
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    LA SECONDA CONSIDERAZIONE, CARO SHAMBLER, è AMPIAMENTE CONDIVISIBILE:
    GESù CRISTO NON IMPERA SUGLI STATI, SE PRIMA NON REGNA SUI CUORI.

    GUELFO NERO

  7. #7
    Moderatore
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Cermenate (CO)
    Messaggi
    23,560
     Likes dati
    136
     Like avuti
    264
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito ARTICOLO DI DON UGO CARANDINO

    CARI AMICI,

    ECCOVI UN BELL'ARTICOLO DI DON CARANDINO, PUBBLICATO SUL GIORNALE "LA PADANIA" DEL 1 OTTOBRE 2002.
    CREDO POSSA FARVI PIACERE LEGGERE QUESTE RIGHE, IN PIENA SINTONIA CON LO SPIRITO DI QUESTO THREAD.

    UN SALUTO A TUTTI

    GUELFO NERO


    Napoleone lo volle cancellato dalla coscienza dell'uomo:
    La Chiesa era un nemico da abbattere

    Crocefisso, la dignità di essere cristiani

    All'anticristianesimo neo-giacobino si è poi accodato
    lo stile "sessantottino"

    di Don Ugo Carandino

    Tutto cominciò con le radiose giornate della Rivoluzione francese, esportate negli Stati della Penisola dalle baionette di Napoleone. Si, proprio quel Napoleone esaltato dai programmi televisivi il quale, considerandosi una specie di Padreterno, temeva probabilmente la rivalità di Gesù Cristo e della Chiesa da lui fondata.
    Infatti il generale (non ancora auto-proclamatosi ?imperatore?) scatenò, in modo sistematico e pianificato, una violentissima repressione nei confronti della Chiesa Cattolica: ovunque chiese profanate, conventi trasformati in caserme, biblioteche monastiche saccheggiate, comunità religiose disperse, ecclesiastici perseguitati. Il Crocefisso doveva essere cancellato, non
    solo dagli edifici, ma soprattutto nelle coscienze delle persone, poichè si voleva formare l?Uomo Nuovo, destinato a diventare il servizievole suddito del Nuovo Ordine.
    Ora, ritengo che le vicende degli ultimi decenni siano riconducibili alla stesso furore anticristiano che animò la Rivoluzione francese. Il pensiero sessantottino ha infatti accelerato il processo di sovversione sociale e ha partorito un nuovo anticristianesimo, erede diretto dei fanatismi giacobini e delle mistificazioni illuministiche.
    La parola d?ordine è stata quella di demonizzare la storia della Chiesa e della civiltà nata dal Cristianesimo. Secondo l?efficace, quanto vile, programma di Voltaire: «Calunniate, calunniate: qualcosa rimarrà sempre», i neo-giacobini hanno riscaldato le vecchie minestre preparate dalle conventicole settecentesche illuministe, attraverso una vasta e spudorata opera di revisionismo storico. La storia del Cattolicesimo E' stata così falsata, travisata, ridicolizzata,
    attribuendo alla religione di Cristo ogni tipo di malefatte: ecco allora i pontefici oscurantisti, i biechi crociati, gli inquisitori psicopatici, i gesuiti fanatici e, in genere, i popoli cristiani rozzi, ignoranti e violenti. Nello stesso tempo i padri (e i "Fratelli") della cultura ufficiale, hanno esaltato le pretese culture dei popoli non "corrotti" dal Cattolicesimo: se gli usi e costumi della cristianissima Europa andavano disprezzati, l'interesse e l'ammirazione dovevano essere riservate alle consuetudini religiose e sociali delle tribù animiste africane, dei villaggi induisti, dei paesi maomettani, delle comunità degli esquimesi e degli aborigeni australiani. L'esaltazione delle culture "extracomunitarie" e il contemporaneo disprezzo verso la Cristianità ha provocato, a partire dagli anni '60-'70, delle nefaste conseguenze nelle nuove generazioni: innanzitutto conseguenze d'ordine psicologico, in quanto molti giovani si sono ritrovati dissociati dalla propria storia, sradicati dalle proprie tradizioni, stranieri nella propria terra. Queste masse giovanili, disorientante dal lavaggio del cervello sessantottino, hanno poi scimmiottato i modelli consumistici americani o hanno aderito al materialismo marxista o ancora si sono intruppate in inquietanti deviazioni religiose: il '68 ha partorito così i cittadini del villaggio globale mondialista, senza tradizioni, senza identità, senza fede, smarriti, fragili, irresponsabili.
    Dal Cristianesimo al Nichilismo. In questo contesto non c?è spazio per il Crocifisso, considerato come il simbolo di una religione e di una visione dell?esistenza condannate dalla storia. Soprattutto considerato come un simbolo da temere, poichè potenziale richiamo alle coscienze inebetite dalla rivoluzione neo-giacobina, che rischierebbero così di uscire dal gregge mondialista e di ritrovare la dignità di uomini liberi e cristiani.
    Ecco allora, da parte dei neo-giacobini, la strumentalizzazione delle arroganti pretese dei musulmani presenti nella repubblica italiana che porta, in nome della tolleranza, alla più totale intolleranza nei confronti del simbolo della Fede cattolica e della Cristianità europea. Ai propositi anticristiani dei nostalgici delle ghigliottine parigine e dei massacri napoleonici, si accoda l'avvilente compagine dei catto-comunisti e catto-mondialisti, sempre schierata dalla parte sbagliata e quindi favorevole a rimuovere i Crocefissi in nome della convivenza multi-religiosa. Dopo Caino, anche Giuda da il suo contributo al dibattito. Ma la maggioranza delle persone si riconosce nella Fede in Gesù Cristo e vuole che i Crocefissi siano esposti in pubblico, poichè il Cristianesimo cattolico fa parte del Dna dei nostri popoli, ne costituisce la componente essenziale e imprescindibile; malgrado i duecento anni di Rivoluzione, i neogiacobini non sono riusciti a cancellare due millenni di tradizione. Quella che potrebbe sembrare un battaglia di retroguardia, diventa allora un importante banco di prova di uno scontro che vede contrapposte una minoranza particolarmente urlante e una maggioranza troppo spesso silenziosa. Quello che i neo-giacobini vorrebbero rimuovere e cancellare, deve essere conservato, difeso, amato e fatto rispettare. Quindi abbiamo il dovere, oltre che il
    diritto, di conservare e di difendere i Crocifissi, di amare e di far rispettare il simbolo più sacro della Religione Cattolica. Napoleone non è riuscito a vincere la Croce: non ci riusciranno neppure gli attuali tiranni del pensiero unico.

 

 

Discussioni Simili

  1. Il Crocefisso
    Di Luca nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 19-03-11, 12:59
  2. Dioniso crocefisso
    Di sideros nel forum Paganesimo e Politeismo
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 13-04-09, 13:56
  3. Crocefisso
    Di grande roberto nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 19-10-02, 12:14
  4. Un crocefisso é...
    Di Wotan (POL) nel forum Padania!
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 29-09-02, 21:32
  5. L'EBREO e IL CROCEFISSO
    Di MThule nel forum Destra Radicale
    Risposte: 54
    Ultimo Messaggio: 27-09-02, 14:20

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito