Risparmiare "era" una virtù
Ci hanno sempre detto finora che ogni soldo risparmiato è un soldo guadagnato, che la cicala fece una brutta fine, che la parsimonia e il risparmio sono grandi virtù, che sono anzi le virtù capitalistiche per eccellenza, quelle della famosa "etica protestante" (pezze al culo e portafoglio pieno) che sarebbe alla base dello sviluppo capitalistico.
Sebbene negli ambienti cattolici il denaro sia spesso qualificato come "cacca del diavolo", anche il piccolo risparmio è benedetto da Dio. Un soldino oggi, un soldino domani ed ecco che nelle banche si forma l'ammasso da cui attinge il virtuoso capitalista per investire in sempre nuove imprese.
Viceversa la prodigalità e lo scialo senza costrutto in divertimenti e gozzoviglie sono sempre state additate come "male", "molto male".
Anche il codice civile si interessa allo spendaccione in quanto individuo incapace di badare ai propri interessi e per questo passibile di "inabilitazione". (Art. 415).
Ora Berlusconi, una zia monaca all'attivo, capitalista con la "c" maiuscola, ci invita a spendere e spandere senò diventiamo ancora più poveri e l'economia che neanche lui riesce a smuovere, non decolla.
Non vi pare che ci sia qualcosa che non torna ?




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