Il direttore del Tg5 ha diffidato la Mondadori dal pubblicare
capitoli del nuovo libro del collega "lesivi" della sua immagine
Scontro Fede-Mentana
sulla "Cena dei cretini"
La replica del direttore del Tg4: "Non cambio una virgola"
di ALESSANDRA RETICO
ROMA - Un chicco tira l'altro. E qualche volta qualcuno se li tira l'un l'altro. Inizia per gioco, diciamo un gioco cretino. Tipico di quelle - molto di moda e snob - "cene dei cretini" che dalla Francia (vedi il recente e omonimo film di Francis Veber) sono sbarcate anche in Italia. Inizia così, come un passatempo per intellettuali che dalla noia che dicono si accompagni al potere cercano di salvarsi ricorrendo al brivido del prosaico. Potrebbe finire, come nel caso di cui andremo parlando, persino in tribunale.
Non è detto che vadano così le cose ma l'antipasto velenoso scambiato tra il direttore del Tg4 Emilio Fede e quello del Tg5 Enrico Mentana preannuncia un dessert quanto meno amaro. La vicenda inizia col nuovo libro di Fede, "La cena dei cretini", in uscita a metà settembre da Mondadori. L'omaggio del titolo è alle famose cene che si svolgono ogni mese al ristorante 'La Risacca' di Milano, che il direttore del Tg4, autodenunciatosi con orgoglio "presidente dei cretini", organizza periodicamente con alcuni colleghi direttori, in primis Carlo Rossella, Pietro Calabrese, Vittorio Feltri, Paolo Liguori. "Tutti 'cretini-direttori' che mensilmente si ritrovano con me, presidente dei cretini, a fare il punto della situazione".
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Il punto della situazione su Mentana, in uno di questi incontri "cretini", ha dato vita a tre succosissimi e da altri punti di vista velenosi - dicono - capitoli del libro di Fede: "Chicco di nozze", "Fra un chicco e l'altro" e "Il chicco di ieri". Dove si racconta, stando allo stesso autore, "delle sue nozze a luglio con Michela Rocco di Torrepadula nella villa di Diego Della Valle, dove sono stato l'unico direttore Mediaset non invitato, nonostante Mentana mi debba solo e soltanto gratitudine". E qui, pare di capire, il "chicco" lanciato contro lo sposo Mentana è dichiaratamente vendicativo e rancoroso.
"Nel secondo", prosegue Fede, "parlo appunto dei due 'Chicchi', Chicco Mentana e Chicco Testa (nonché ex compagno della Rocco di Torrepadula, ndr.). Infine, nel terzo, quello che probabilmente 'brucia' di più, racconto un episodio di quando eravamo entrambi in Rai, ma non posso dire altro...". Insomma, chicco dopo chicco, ne è venuta fuori una spremuta di veleni.
Perché, se per il direttore del Tg4 "non dico niente di censurabile", di tutt'altro avviso è l'oggetto del gossip "da cretini", Mentana, che ha diffidato la Mondadori dal pubblicare quei capitoli in cui vi sarebbero - scrive l'avvocato del direttore del Tg5 Francesco Rotunno nella diffida inviata a Segrate - "alcuni commenti ed espressioni lesivi della professionalità e della persona del mio assistito".
Rotunno chiede di eliminare dal volume "tutti i brani lesivi, offensivi, denigratori e/o diffamatori della professionalità e della persona" di Mentana. Se così non sarà, l'avvocato avverte che, a seguito della diffida "l'editore non potrà addurre, a giustificazione dell'eventuale pubblicazione di brani offensivi e/o diffamatori contenuti nel libro, la buona fede o la mancata conoscenza dei brani medesimi". Dunque, se i brani in questione non verranno eliminati, Rotunno promette battaglia in tribunale. "Sarò costretto - afferma - a tutelare tutti i diritti alla reputazione e all'immagine del mio assistito dinanzi alle competenti autorità giudiziarie, nessuna esclusa".
La promessa di battaglia legale non ha fatto che rinvigorire lo 'spirito', così consono al cotè culturale del libro, di Fede: "Forse si è arrabbiato perché mi tolgo alcuni 'chicchi' dalla scarpa", replica tra il livoroso e il gogliardico il direttore del Tg4. Che però dice di non scherzare affatto: "Io, comunque, non modifico una virgola". Il libro con tutti i suoi "chicchi" e le sue chicche insomma deve uscire così per Fede. Il problema, suggerisce Fede, sta nel rispetto della libertà di espressione: "Mentana ha toccato il fondo", si scalda Fede brandendo l'ideale. "Questa volta non si ferma alla minaccia di querela, vuole la censura preventiva, dimostrando di essere uomo di libertà d'espressione e di sani principi. Non male per un direttore di tg...".
Scaramucce che prenderanno la strada dell'aula di tribunale? Fede si dice "tranquillo": "Lo cito una decina di volte attenendomi alle cronache, a episodi di vita vissuta. Non vedo come potrebbero punirmi, visto che Nanni Moretti ha potuto dire di me che uso le parole come il manganello e, dopo la mia querela, è stato prosciolto...".
I due direttori non sono nuovi allo scontro. Sempre per un libro di Fede ("Finché c'è Fede") Mentana, racconta il direttore del Tg4, "minacciò di querelarmi chiedendo due miliardi di danni. Non so ora cosa tema per rivolgersi alle autorità giudiziare, 'nessuna esclusa', come scrive il suo avvocato. Che vuol dire? Forse vuole rivolgersi al governatore del Texas, dove esiste la pena di morte...", ironizza il direttore del Tg4. "Con me, comunque, Mentana ha chiuso". Bisogna avere pazienza e aspettare per capire come andrà a finire. Non è intempestivo, ci pare, sapere come andranno le vendite in libreria.
(26 agosto 2002)
Lasciando perdere l'articolo secondo voi questa non è una vera e propria lobby?




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