Che fine ha fatto Mordechai Vanunu?
16 anni di carcere per la denuncia del potenziale atomico del suo paese. Oggi il caso si «riapre»
MARINELLA CORREGGIA
Davvero gli Stati Uniti sono mossi dalla volontà di bloccare con la guerra chi in Medio Oriente possiede armi nucleari e di distruzione di massa? Allora dovrebbero puntare a Tel Aviv, anziché a Baghdad. Lo stato ebraico detiene fra 200 e 500 armi termonucleari e nel ramo è la quinta maggiore potenza; con il suo arsenale nucleare, chimico e biologico, induce altri stati dell'area a seguire la stessa strada ed è una minaccia per la pace e la stabilità in Medio Oriente, area del mondo per la quale le risoluzioni del 1991 post guerra all'Iraq chiedono il disarmo non convenzionale. Lo scorso aprile decine di deputati inglesi hanno presentato la proposta di mozione 1213 che «riconosce Israele come stato nucleare grazie alla coraggiosa testimonianza di Mordechai Vanunu». Mordechai Vanunu, israeliano di origine marocchina, dopo aver lavorato per nove anni come tecnico nella base nucleare di Dimona, nel 1986 rivelò a Peter Hounam del Sunday Times il segreto nucleare di Israele, testimoniato da foto e notizie. Una realtà conosciuta alle potenze del mondo ma tenuta nascosta ai popoli, a cominciare dagli israeliani. Per questo «tradimento» Vanunu fu rapito dal Mossad a Fiumicino il 30 settembre 1986, ricondotto in Israele e condannato a 18 anni di carcere. Ad Askhelon ha subìto condizioni durissime: i primi due anni sotto illuminazione 24 ore su 24, i primi tredici in isolamento. Nel 1998 Vanunu ha passato la boa dei due terzi della pena ma la liberazione condizionale non è mai venuta. Israele sostiene che egli è tuttora è una minaccia per la sicurezza; ma in realtà si tratta di una punizione «esemplare»: «Mordechai ha sempre detto di voler continuare dopo la liberazione la sua battaglia antinucleare. Ci ha scritto più di una volta: è tempo di disarmo, in Israele e nel mondo» spiega Ernest Rodker della Campagna inglese Free Vanunu. Al detenuto è anche rimproverata la simpatia per la causa palestinese: i suoi avvocati hanno deunciato per calunnia il quotidiano Yediot Aharonot secondo il quale Vanunu avrebbe fornito informazioni su armi nucleari a membri di Hamas, colleghi di carcere. Le stesse autorità di Askhelon hanno negato.Mordechai Vanunu, prigioniero di coscienza, è un simbolo per i pacifisti perché, scrive David Polden sul bollettino della campagna inglese, «uno stato di Israele senza armi nucleari renderebbe più probabile un Medio Oriente senza nucleare e un accordo di pace comprensivo per l'area». Fra pochi giorni, finalmente,Vanunu sarà riascoltato dal tribunale israeliano: una prima tappa per una nuova richiesta di scarcerazione. Quest'anno l'anniversario del 30 settembre è stato e viene celebrato in molte città del mondo con sit in, veglie e appelli. Fra le città mobilitate Hiroshima (le cui autorità hanno più volte chiesto la scarcerazione del pacifista), Oslo, Lisbona, Londra, Toronto, Washington, Sydney, Boston, Stoccolma, Bologna e Roma. Il sit in romano (oggi 2 ottobre a largo Argentina, ore 18,30) è organizzato dal Comitato Vanunu, dalle donne in nero e dalla Wilfp, e sarà pro Vanunu e contro la guerra. Quali le possibilità che Mordechai sia finalmente liberato? Finora il governo di Israele ha ignorato i numerosi appelli di premi Nobel parlamentari, scienziati (una raccolta di adesioni è in corso in Italia da parte del Comitato Vanunu), governi e cittadini. C'è anche una via legale. In Italia il giudice Sica aprì un'inchiesta sul rapimento; poi archiviò il caso sostenendo curiosamente che era una montatura e Vanunu doveva essere in combutta con le autorità del suo paese: un'assurdità evidente dopo 16 anni di carcere. Per riaprire il caso giudiziario - cosa imbarazzante per Israele e che potrebbe contribuire alla liberazione anticipata del detenuto pur di evitare una simile grana - occorrono elementi nuovi. E sembrano esserci: un gruppo di marinai israeliani dichiarò anni fa di aver effettuato un viaggio dall'Italia in Israele con il prigioniero a bordo. Alcuni legali si stanno muovendo. Il sito: http://www.nonviolence.org/vanunu chiede di inviare a Mordechai (Mordechai Vanunu, Askhelon prison, Askhelon, Israele) cartoline di buon compleanno: 48 anni il 13 ottobre.
il manifesto 2 ottobre 2002
http://www.ilmanifesto.it


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