L'area dei megaliti, vecchi di 5 millenni, rischia di essere assediata dal traffico. L'arte più antica della terra, quella incontaminata dai convenzionalismi borghesi è oggi più che mai minacciata dall'ingordigia e dalla mediocrità del turbocapitalismo.
E’ uno dei monumenti più antichi della Terra, classificato dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, ma adesso i magaliti di Stonehenge sono a rischio traffico. Già l’intera area (è difficile circoscrivere il monumento al solo circolo delle gigantesche pietre, senza includere il paesaggio circostante) è segnata dalla presenza di strade congestionate ma adesso il governo vuole ampliare la vicina A303 facendone una superstrada.
Un tunnel potrebbe salvare Stonehenge, facendo passare il percorso stradale sotto il sito storico ma tra governo ed associazioni di conservazione dei beni culturali è braccio di ferro. Le autorità britanniche propongono la realizzazione di un tunnel scavato a cielo aperto e poi ricoperto (quindi sostanzialmente un percorso che sfiori la superfice) la cui lunghezza non supererebbe i 5 chilometri. Un pericolo per il paesaggio ed i reperti archeologici che le colline della zona ancora conservano, secondo gli ambientalisti che invece sostengono un progetto (bocciato dal governo) di un tunnel profondo e lungo dieci chilometri che funga da bypass dell’intero sito.
Nel braccio di ferro, scende in campo anche il National Trust che boccia il governo. L’organizzazione più prestigiosa del Regno Unito nel campo della conservazione e della gestione dei ben culturali ha chiesto che il sia un tunnel “profondo” a correre sotto la piana di Salisbury seppur della lunghezza di 4.3 km. E l’opinione del National Trust non è da poco visto che, oltre alla sua autorevolezza, può far pesare sul tavolo della discussione anche la proprietà di una vasta area intorno al sito monumentale. E adesso il destino dell’area di Stonehenge con i suoi megaliti vecchi di 5mila anni, potrebbe non essere più segnato.


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