Pagina 3 di 4 PrimaPrima ... 234 UltimaUltima
Risultati da 21 a 30 di 33

Discussione: Che Schifo!!!

  1. #21
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    1,666
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ben lieto, Claudio.
    Ed era appunto una scusa per ricominciare a discutere su basi reali, come hai fatto per l'appunto adesso.
    Di Tarchi ho lo stesso concetto che ho del termine che già conoscevo, coniato probabilmente più per l'assonanza che creano le due parole che per la possibilità di applicare in epoca tarda il sansepolcrismo: non mi convince .
    Che la destra non mi apprtenga (l'ho ripetuto per l'ennesima volta qualche thread più sotto al volonteroso 5@) è forse denominatore comune dei fascisti, per cui cominciamo a capirci sul fatto che ancora più tardosepolcrista è la distinzione destra/sinistra, che immobilizza, paralizzandola, ogni lotta reale al sistema inchiodando nel neoliberismo più (destra) e meno (sinistra) sfrenato ed apologizzato, fino al livello McDonald's, la realtà. Questo è funzionale al sistema. La moderazione, il sopirsi di qualsiasi istinto e realtà rivoluzionari.
    Solo che è davvero ora di abbandonare la distinzione (questa davvero di retroguardia) tra coloro, e stanno diventando davvero molti, che lottano contro l'attuale stato di cose sempre meno sostenibile dal sistema stesso.
    E' ora dunque di raccogliere i frutti dell' "Europa Nazione, Rivoluzione" degli anni di J will survive continuando coerentemente una battaglia iniziata e portandola a buon termine.
    Neanche allora ci sbagliavamo, ma è amaro dirlo.
    Lungi da me l'inamovibilità e la cristallizzazione nell'idolatria del fascismo; per giunta non sono neanche mussoliniano.
    L'unico insegnamento dell'irripetuta ed irripetibile ed esaltante esperienza dei nostri padri è sempre la stessa:
    GUARDA AVANTI E COSTRUISCI IL FUTURO .
    Perciò è sempre ottimo stigmatizzare nostalgismi fuori luogo.
    Ma, attenzione, i canoni di costruzione di questo futuro non possono stravolgere le basi di quel che è stato già fatto, cioè quel socialismo nazionale o europeo che dir si voglia che è e deve rimanere alla base della nostra idea.
    Altrimenti è costruire altro e per gli altri.
    Ribadisco che la destra, come la sinistra, non mi appartiene nel modo più assoluto perchè dell'individualismo non so che farmene se non lavora per la società da un lato, e hasta la victoria, se non rispetta quel fattore fondamentale della produzione che è l'impresa e la proprietà è basato sul nulla.

    Ciao.

  2. #22
    Veneta sempre itagliana mai
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
    Messaggi
    63,121
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    13 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by I'm Hate
    Ed ecco la conferma!
    http://www.tmcrew.org/mw4k/drugs/index.htm
    Per la gioia mia,e di tutti coloro che odiano i tossici di merda!
    E tu sei anche andato a postare il link......che schifo.....

  3. #23
    Membro
    Data Registrazione
    27 Sep 2002
    Località
    giaveno (to)
    Messaggi
    502
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    [QUOTE]Originally posted by angelo nero
    [B]Ben lieto, Claudio.
    Ed era appunto una scusa per ricominciare a discutere su basi reali, come hai fatto per l'appunto adesso.
    Di Tarchi ho lo stesso concetto che ho del termine che già conoscevo, coniato probabilmente più per l'assonanza che creano le due parole che per la possibilità di applicare in epoca tarda il sansepolcrismo: non mi convince .

    Sinceramente, Angelo, preferisco il tuo "non mi convince", oppure il dichiarato distacco dalle Nuove Sintesi di Patrizio rispetto alle dichiarazioni di coloro che, considerandosi di destra, oppure essendo legati a residui di neofascismo, continuano a citare Tarchi e De Benoist come dei maitre a penser.
    An continua a citare De Benoist, a invitarlo (a sua insaputa) alle conferenze, senza neppure riflettere sulle divergenze che la separano dal pensatore francese.
    L'estrema destra ogni tanto se ne esce con un taglia e incolla da De Benoist, senza neppure riflettere sulle sue posizioni in fatto di immigrazione e religione, oppure di nazionalismo.

    Che la destra non mi apprtenga (l'ho ripetuto per l'ennesima volta qualche thread più sotto al volonteroso 5@) è forse denominatore comune dei fascisti, per cui cominciamo a capirci sul fatto che ancora più tardosepolcrista è la distinzione destra/sinistra, che immobilizza, paralizzandola, ogni lotta reale al sistema inchiodando nel neoliberismo più (destra) e meno (sinistra) sfrenato ed apologizzato, fino al livello McDonald's, la realtà. Questo è funzionale al sistema. La moderazione, il sopirsi di qualsiasi istinto e realtà rivoluzionari.
    Solo che è davvero ora di abbandonare la distinzione (questa davvero di retroguardia) tra coloro, e stanno diventando davvero molti, che lottano contro l'attuale stato di cose sempre meno sostenibile dal sistema stesso.
    E' ora dunque di raccogliere i frutti dell' "Europa Nazione, Rivoluzione" degli anni di J will survive continuando coerentemente una battaglia iniziata e portandola a buon termine.
    Neanche allora ci sbagliavamo, ma è amaro dirlo.
    Lungi da me l'inamovibilità e la cristallizzazione nell'idolatria del fascismo; per giunta non sono neanche mussoliniano.
    L'unico insegnamento dell'irripetuta ed irripetibile ed esaltante esperienza dei nostri padri è sempre la stessa:
    GUARDA AVANTI E COSTRUISCI IL FUTURO .
    Perciò è sempre ottimo stigmatizzare nostalgismi fuori luogo.

    Il tuo ragionamento fila, ma non lo condivido. Rispetto la tua posizione, ma non mi sento appartenente a un'area moderata. Le posizioni di Diorama (che condivido al 70%) non sono moderate perché criticano la destra più della sinistra 8senza per questo riconoscersi nella seconda). Hai ragione a dire che il fascismo non collima con la destra, e mi sembra assennato pensare che anche le suggestioni neofasciste vadano ripensate pur rimanendo fedeli ad alcuni principi.
    E' una scelta, ed è sulla scelta che bisogna ragionare. Insomma: va bene andare contro il sistema, ma come? Qual è il mondo che c'immaginiamo e nel quale vorremmo vivere. Come intendiamo mettere a frutto i risultati della nostra lotta (preferirei definirla critica) alla modernità?
    Qui si determinano le distinzioni. A me, che mi riconosco nell'attuale linea della Cultura delle Nuove Sintesi, non interessano le suggestioni del fascismo: no al nazionalismo, all'odio verso gli immigrati (critico l'immigrazione, ma non faccio di loro un capro espiatorio), al culto del Capo e ai facili miti consolatori come la famiglia del presepe, il cattolicesimo come collante ecc.
    Per me sono cruciali le questioni sul come superare le ideologie delle masse che hanno deteriorato il '900, pur rifuggendo la via liberale. Critica alla globalizzazione, che però è un dato di fatto, per cui parlerei di "glocalismo" (cura del locale nel globale); revisione dell'ideologia del progresso esponenziale per una ridefinizione dell'utilizzo delle risorse; impero democratico (democrazia rappresentativa) e federalismo europeo per rivalutare l'Europa rispetto agli States. Sono conservatore perché ecologista, non perché rimpiango i dittatori presunti illuminati. Non m'interessa classificare le razze, semmai agire perché le culture siano preservate: la cultura minacciata, attualmente, non è la mia, ma quella dei popoli che abbiamo sradicato nel corso dei secoli.

    Ma, attenzione, i canoni di costruzione di questo futuro non possono stravolgere le basi di quel che è stato già fatto, cioè quel socialismo nazionale o europeo che dir si voglia che è e deve rimanere alla base della nostra idea.
    Altrimenti è costruire altro e per gli altri.

    Cosa intendi per "socialismo nazionale o europeo"? Per me la socialità è qualcosa di molto complesso, che ha a che vedere col come gli uomini gestiscono, in interazione, la qualità della vita. Sono per il comunitarismo, che ha basi socialiste, ma ha poco a che vedere con il nazionalismo. Sogno un'Europa differenzialista, non per favorire la sopraffazione o il senso di superiorità di un popolo rispetto all'altro, ma per garantire la dignità di ognuno e permettere lo scambio democratico, che avviene per differenze.

    Ribadisco che la destra, come la sinistra, non mi appartiene nel modo più assoluto perchè dell'individualismo non so che farmene se non lavora per la società da un lato, e hasta la victoria, se non rispetta quel fattore fondamentale della produzione che è l'impresa e la proprietà è basato sul nulla.

    L'individualismo non piace neppure a me, ma neppure la massificazione. E' ora di finirla con le ideologie delle masse, con i sogni di potenza: che, spiega Bateson, nella postmodernità hanno la consistenza dei mulini a vento.

    Ciao.

  4. #24
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Messaggi
    14,440
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by pensiero


    E tu sei anche andato a postare il link......che schifo.....
    Certo pensiero,
    tanto so' che la droga nelle nostre parti e' molto molto rara(so' di certi che avendola solo provata presero tante,tante scarpate...)
    mentre nelle loro e' diffusissima,il solo pensiero che si guastino con le loro mani,mi riempie di gioia

  5. #25
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,411
     Likes dati
    1,422
     Like avuti
    1,210
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by I'm Hate
    Ci sono poche parole...
    per la mondezza,la soluzione e' la DROGA!
    Guai a chi lotta contro gli spacciatori,ci fanno un favore,
    loro vendono(gli spacciatori),i tossici(in genere sinistrati,ma anche vuoti apolitici)comprano,e col passar degli anni.diventano inoffensivi,la droga li riduce a dei vegetali2si creano danni irreversibili al sistema nervoso(per quel che gli serviva.....)3muoiono!
    Risultato finale furbi,i forti di spirito restano
    i deboli...beh,no.Selezione naturale.
    E non parlo per sentito dire,son tutte cose che ho visto,in quanto ho girato in ambienti simili per anni.
    88 saluti a todos
    fanculo a tmccrew(tmcjew )
    Toh, un altro che sostiene che l'uso di droga agevola la selezione della specie... E' bello trovare, ogni tanto, un collega di impopolarità...

    Saluti.

  6. #26
    vicepres Destra cricetale
    Data Registrazione
    29 Jun 2002
    Messaggi
    4,646
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    [QUOTE]Originally posted by ughetto claudio
    [B]
    Originally posted by angelo nero

    Sinceramente, Angelo, preferisco il tuo "non mi convince", oppure il dichiarato distacco dalle Nuove Sintesi di Patrizio rispetto alle dichiarazioni di coloro che, considerandosi di destra, oppure essendo legati a residui di neofascismo, continuano a citare Tarchi e De Benoist come dei maitre a penser.
    An continua a citare De Benoist, a invitarlo (a sua insaputa) alle conferenze, senza neppure riflettere sulle divergenze che la separano dal pensatore francese.
    L'estrema destra ogni tanto se ne esce con un taglia e incolla da De Benoist, senza neppure riflettere sulle sue posizioni in fatto di immigrazione e religione, oppure di nazionalismo.



    Il tuo ragionamento fila, ma non lo condivido. Rispetto la tua posizione, ma non mi sento appartenente a un'area moderata. Le posizioni di Diorama (che condivido al 70%) non sono moderate perché criticano la destra più della sinistra 8senza per questo riconoscersi nella seconda). Hai ragione a dire che il fascismo non collima con la destra, e mi sembra assennato pensare che anche le suggestioni neofasciste vadano ripensate pur rimanendo fedeli ad alcuni principi.
    E' una scelta, ed è sulla scelta che bisogna ragionare. Insomma: va bene andare contro il sistema, ma come? Qual è il mondo che c'immaginiamo e nel quale vorremmo vivere. Come intendiamo mettere a frutto i risultati della nostra lotta (preferirei definirla critica) alla modernità?
    Qui si determinano le distinzioni. A me, che mi riconosco nell'attuale linea della Cultura delle Nuove Sintesi, non interessano le suggestioni del fascismo: no al nazionalismo, all'odio verso gli immigrati (critico l'immigrazione, ma non faccio di loro un capro espiatorio), al culto del Capo e ai facili miti consolatori come la famiglia del presepe, il cattolicesimo come collante ecc.
    Per me sono cruciali le questioni sul come superare le ideologie delle masse che hanno deteriorato il '900, pur rifuggendo la via liberale. Critica alla globalizzazione, che però è un dato di fatto, per cui parlerei di "glocalismo" (cura del locale nel globale); revisione dell'ideologia del progresso esponenziale per una ridefinizione dell'utilizzo delle risorse; impero democratico (democrazia rappresentativa) e federalismo europeo per rivalutare l'Europa rispetto agli States. Sono conservatore perché ecologista, non perché rimpiango i dittatori presunti illuminati. Non m'interessa classificare le razze, semmai agire perché le culture siano preservate: la cultura minacciata, attualmente, non è la mia, ma quella dei popoli che abbiamo sradicato nel corso dei secoli.


    Cosa intendi per "socialismo nazionale o europeo"? Per me la socialità è qualcosa di molto complesso, che ha a che vedere col come gli uomini gestiscono, in interazione, la qualità della vita. Sono per il comunitarismo, che ha basi socialiste, ma ha poco a che vedere con il nazionalismo. Sogno un'Europa differenzialista, non per favorire la sopraffazione o il senso di superiorità di un popolo rispetto all'altro, ma per garantire la dignità di ognuno e permettere lo scambio democratico, che avviene per differenze.

    L'individualismo non piace neppure a me, ma neppure la massificazione. E' ora di finirla con le ideologie delle masse, con i sogni di potenza: che, spiega Bateson, nella postmodernità hanno la consistenza dei mulini a vento.

    Ciao.

    Con te concordo su molte cose, e su alcune altre differisco. In particolare sono d'accordo sulla fine delle grandi ideologie che puntano su un soggetto (la massa) che è una categoria della società mdoerna e industriale. Non conosco i tuoi riferimenti (Bateson, tarchi, de Benoist) per quanto li abbia sentiti nominare più volte.

    Qualche domanda:
    -fammi capire. Quando parli di "glocalismo" come l'intendi? E' l'arma di sopraffazione (in questo caso definitiva) di una parte oppure è la capacità di resistere e forse anche consumare produttivamente e quindi di riequilibrare?
    -se oggi la liberazione nn è + delle masse, essa si riduce a azione individuale. Esperienze come le comuni, gli squatters...sono politicamente velleitarie ma decisamente + efficaci delle grandi ideologie.
    -se la liberazione dell'individuo oggi è affare privato e individuale che ne pensi di esperienze come l'autogestione degli spazi sociali/culturali, la controinformazione e tutte quelle pratiche di produzione/consumo esterne alla logica industriale di pianificazione? Mi riferisco a quanto dicono De Certau e Fiske quando parlano di "consumo produttivo".
    -cos'è la cultura delle Nuove Sintesi?

    Ciao

  7. #27
    Membro
    Data Registrazione
    27 Sep 2002
    Località
    giaveno (to)
    Messaggi
    502
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    [QUOTE]Originally posted by enrique lister
    [B]


    Con te concordo su molte cose, e su alcune altre differisco. In particolare sono d'accordo sulla fine delle grandi ideologie che puntano su un soggetto (la massa) che è una categoria della società mdoerna e industriale. Non conosco i tuoi riferimenti (Bateson, tarchi, de Benoist) per quanto li abbia sentiti nominare più volte.

    Bé... Tarchi e De Benoist sono rispettivamente uno studioso di politica ed un pubblicista-filosofo per lungo tempo collocati a destra ma che hanno seguito un particolare, e personale, percorso di pensiero che li ha portati ad un distacco abbastanza radicale (sebbene senza abiure).
    Bateson è stato un antropologo-epistemologo morto negli anni 80. A lui si devono molte teorie sull'ecologia sociale. Dei suoi testi ti consiglio:
    - Verso un'ecologia della mente
    - Mente e natura
    entrambi pubblicati da Adelphi

    Qualche domanda:
    -fammi capire. Quando parli di "glocalismo" come l'intendi? E' l'arma di sopraffazione (in questo caso definitiva) di una parte oppure è la capacità di resistere e forse anche consumare produttivamente e quindi di riequilibrare?

    Per il concetto di "glocalismo" ti rimando a due testi pubblicati da Arianna:
    - Glocalismo
    - Un mondo di differenze
    La risposta è prendere atto della globalizzazione e rispondere al suo effetto sradicante rivalutando le comunità locali, il senso di appartenenza, un ecologismo che non sia solo facciata ma ridefinisca il concetto di "qualità della vita".
    Insomma: non possiamo pensare di tornare al passato. All'interno di un contenitore, bisogna recuperare il senso di una produzione diffrenzialista, rispettosa di culture e a misura d'uomo. All'individualismo si risponde con la democrazia partecipativa, fondata sull'assemblea locale, la progettazione partecipata e l'avvicinamento dei cittadini agli organi direttivi.

    -se oggi la liberazione nn è + delle masse, essa si riduce a azione individuale. Esperienze come le comuni, gli squatters...sono politicamente velleitarie ma decisamente + efficaci delle grandi ideologie.

    Gli squatters rifiutano la società. Soprattutto, non cercano di rapportarsi con la "società civile", che è il primo fruitore del "cambiamento". Non è con la violenza che si cambia la società, né con l'autismo: ma producendo quei presupposti culturali (e metapolitici) da riassumere antropologicamente. Gli squatters fanno un discorso solipsistico, e d'altra parte non sarà attraverso la scelta di un partito rispetto all'altro che si cambierà il modo di vivere. La socialità di cui parlo si basa sull'interazione e il riavvicinamento dei cittadini nell'etica della responsabilità.

    -se la liberazione dell'individuo oggi è affare privato e individuale che ne pensi di esperienze come l'autogestione degli spazi sociali/culturali, la controinformazione e tutte quelle pratiche di produzione/consumo esterne alla logica industriale di pianificazione? Mi riferisco a quanto dicono De Certau e Fiske quando parlano di "consumo produttivo".

    Non conosco De Certau e Fiske e sarei felice se mi spiegassi qualcosa di loro. Da quanto dici, mi trovi abbastanza d'accordo: il recupero della politica deve avvenire attraverso l'auto-mutuo aiuto e il potenziamento delle microaree produttive. Penso agli esperimenti di progettazione partecipata avvenuti a Torino per opera di "Avventura Urbana", alle "Banche del Tempo", sistemi economici fuori dall'economia classica e favorenti lo scambio, con il sottostrato di "tribalità" (intesa come comunitarismo) e logiche antropologiche differenti.
    La caduta del Welfare State sta costringendo il vecchio proletariato a reinventarsi dei mezzi di aiuto e sussistenza in base a logiche che escludono i poteri centrali. Serge Latouche parla di "Bricolage".

    -cos'è la cultura delle Nuove Sintesi?

    Qui ritorno al principio. La "Cultura delle Nuove Sintesi" è la conseguenza di quel processo che un tempo fu chiamato Nuova Destra. Verso la fine degli anni 70, alcuni studenti appartenenti all'ex MSI, tra i quali Tarchi, Solinas, Del Ninno ecc, lasciarono il partito (furono cacciati) perché critici verso il suo immobilismo tardosepolcrista. All'inizio la loro intenzione era fondare una destra dinamica, nonché portare un po' di cultura in area neofascista. Con gli anni, tuttavia, questi ragazzi si staccarono dall'area d'appartenenza: ci furono defezioni (alcuni, ora, espongono sempre i soliti santini destrorsi in AN, accettando nel contempo di convivere con Forza Italia), mentre alcuni, Tarchi soprattutto, aprirono un dialogo con la sinistra eterodossa (Cacciari, Barcellona ecc), presero contatti con De Benoist e soci e finirono per non sentirsi affatto vicini alla destra. Si radicò il rifiuto della dicotomia destra/sinistra all'interno della postmodernità.
    Nuova Destra fu un appellattivo coniato dai media, mai accettato da Tarchi e soci, che preferiscono parlare di Nuova Cultura o Cultura delle Nuove Sintesi.
    La rivista promotrice di questo pensiero (metapolitico, nel senso che non si occupa di politica movimentista e preferisce agire sulla cultura) è Diorama Letterario: www.diorama.it
    ci scrive anche il sottoscritto, che non è mai stato di destra e non si sente tale.
    Su Diorama si parla di quanto ti ho spiegato: democrazia partecipativa, federalismo europeo, comunitarismo, critica all'individualismo e all'ego-emotività, salvaguardia delle culture (non in senso lepeniano di rifiuto dell'altro, non in senso nazionalista, ma di confronto e nella consapevolezza che solo attraverso il rispetto dell'altrui modo di essere è possibile crescere).


    Ciao

    PS: se vai sul sito e clicchi il n. 253 di Diorama, puoi trovare un mio articolo che chiarisce meglio la visione del mondo che espongo qui sopra.

  8. #28
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    1,666
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by ughetto claudio
    E' ora di finirla con le ideologie delle masse, con i sogni di potenza.
    Ciao.
    Ecco, Claudio, partiamo da qui, forse riabbracciamo un pò tutto.
    Iniziamo col dire che sono perfettamente d'accordo su questo mentre qualcuno ci sbatte ancora contro.
    E' inammissibile infatti pensare che, nell'epoca nella quale i bimbi di una anno si sono già sorbiti dodici mesi di mass media con un bombardamento di informazioni (e deformazioni) senza eguali, le masse poi possano essere condotte alla grande rivoluzione che sancisce il trionfo di questo o quel ducetto.
    Io credo che questo sia anche uno dei più grandi misunderstanding tra i personaggi del nostro forum e te.
    Se poniamo un sondaggio in questo senso sono sicuro che non c'è divergenza.
    Ne consegue che un timore del riaffacciarsi di epoche dittatoriali è semplicemente risibile più che contestabile.

    Ma è diverso il resto.

    Sintetizzo: svellere per rifondare o cercare di modificare?

    E' tutto qui, Claudio, non c'è altro.

    Fatte salve alcune correzioni da apportare (mai asserito che l'immigrazione sia un capro espiatorio, e infatti proprio dalla destra radicale trovi le critiche più profonde all'operato dell'onu servo, mai asserita la fedeltà assoluta ad un Capo o Duce il quale pure avendo io amato riposa in pace e non è ripresentabile), rimane l'interrogativo caro a Gaudenzi:

    CHE FARE?

    Ho compreso la socialità alla quale ti riferisci, ma purtroppo dovremo anche disinteriorizzarci qualche volta, per concludere qualcosa di pratico ed enunciare qualche principio (pochi) che valga oggettivamente! (Tra l'altro mi piace moltissimo la tua sensibilità interiore).

    Svellere la struttura non significa (e non può significarlo) svellere l'uomo ed i suoi principi. Io credo che siamo andati troppo avanti con la mentalità buonista e l'abbraccio universale che hanno favorito solo l'attecchire della bolla speculativa e della delocalizzazione industriale. Il sistema (ho compreso che ci intrendiamo su questo) teme moltissimo i paletti dei localismi, proprio per come tu li intendi. Alcuni dicono le piccole patrie , il concetto rimane. Ma rimane un rimedio locale, topico.

    Il nemico alla lunga vince. I tempi stringono, sono passati almeno sessant'anni. Ora devono perdere.

    Vero che stanno implodendo, vero che (ritengo) questa è una crisi definitiva e non momentanea, ma dobbiamo fare la nostra parte ora altrimenti assisteremo ad una rinascita con poche modifiche della stessa cosa.

    L'uomo, tanto portato alla tentazione dell'egoismo, non si struttura socialmente se non costretto, pur rimanendo la socialità il suo anelito teorico .
    Attenzione, questo ci dividerà.

    Metti insieme i due fattori.

    Socialismo + nazionalismo vietano il nascere e, ove presente, il riprodursi del sistema capitalistico speculativo (il capitale è un importante fattore della produzione e non deve essere umiliato), garantendo nei fatti e sancendola per legge una mutualità giusta che deve riproporre quella interiore.
    Il capitale deve trovare i suoi limiti nella struttura della società, non nelle promesse che in futuro, forse, ma, la manovra, e quant'altro.
    Lo smantellamento dello stato sociale, pur da rivedere per essere aggiornato ai tempi, non è cosa da poter permettere.
    La sussidiarietà, molto bella a parole, deve risiedere nei fatti e nelle leggi , perchè a parole siamo tutti bravi e nei fatti tutti insensibili.

    Non ho finito, ma già questo mi pare abbastanza per continuare a dialogare.


    Ciao.

  9. #29
    vicepres Destra cricetale
    Data Registrazione
    29 Jun 2002
    Messaggi
    4,646
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito x claudio

    - non credo che la globalizzazione abbia un effetto di "sradicamento". E di glocalismo parlano da tempo le stesse multinazionali. In definitiva il glocalismo è la globalizzazione stessa: produzione globale di prodotti culturali e materiali (Coca-cola, soap operas, film, mc'donald's.....) e consumo localizzato socialmente e culturalmente. Con buona pace di tutte le teorie dell'imperialismo culturale,d a destra a sinistra, che nella globalizzazione vedono la scomparsa delle differenze, l'omologazione....

    -il mio riferimento allo squatter sta nella sua "liberazione" assolutamente individuale e non ideologica. La costruzione di gruppi sociali metropolitani non integrati e non ideologizzati, che riescono a costruire una sfera sociale completamente diversa.

    -De Certau e Fiske proveniendo dall'ambito dei Cultural Studies sono quelli che hanno ripreso il "consumo produttivo" di Marx. l'ipotesi di fondo è che qualsiasi testo (sia esso un film oppure anche uno spazio fisico) riflette al proprio interno la logica che l'ha prodotto (Eco parla di "isotopia"). Quindi il testo produce anche i propri consumatori, cioé tutti coloro che si trovano d'accordo con questa logica.
    E' improbabile infatti che film particolari (per. es tutti i recenti polpettoni hollywoodiani catastrofisti) siano destinati ad un pubblico antiamericano. All'interno del film infatti viene proiettata una logica determinata per determinati spettatori.
    Il "consumo produttivo" consiste proprio nel rivoltare questa logica e consumare testi provenienti dall'ideologia dominante (la frase non è proprio corretta ma è x capirsi) attivamente.
    De Certau fa l'esempio dei ragazzi che passano la giornata nei centri commerciali. Un centro commerciale è uno spazio fisico ma anche culturale organizzato e dotato di senso: risponde ad un'ideologia particolare (quella del consumo e quindi del reinvestimento del capitale) e prevede che tutti i suoi frequentatori (= lettori) adottino quei percorsi e modalità di consumo che sono inscritti nella sua stessa isotopia. Tuttavia tutti quei ragazzi che passano la loro giornata nei centri, senza spendere, dando vita a pratiche sociali che non sono iscritte in quel testo (per es. parlare,s cherzare, fare casino, rimorchiare una ragazza....) rifiutano l'ideologia dello spazio che pure consumano e fruiscono questo spazio in modo proprio, alternativo, non codificato a priori e soprattutto non rispondente ad alcuna logica produttiva.
    Addirittura Fiske parla di "cultura popolare" per intendere queste pratiche.

    -in breve: allora tutti questi fenomeni (la controinformazione, l'occupazione e autogestione degli spazi, il consumo produttivo, il commercio equo e solidale....) diventano secondo me l'unica strada percorribile, alla faccia dei rivoluzionari duri e puri che, oltre ad essere inutili, sono pure parecchio rompiballe....

    -tra l'altro è proprio il capitalismo che offre la via d'uscita, che è al tempo stesso una nuova via d'entrata. Cos'è + utile: 300.000 persone che protestano a Genova contro il liberismo oppure una sola persona che compra alle botteghe del commercio equo e solidale? Si dovrebbe cercare di rendere l'ambientalismo, la sensiblità ecologica, la solidarietà sociale....un business, renderlo cioé appetibile per le grandi aziende.
    Quando la P&G si dovesse accorgere che nessuno compra più i suoi cosmetici perché sono testati sugli animali, probabilmente cambierà strada.

    Ciao

    PS: se ti capita dai un'occihata alla sezione "Ambientalismo e animalismo". Lì ho postato una lista di prodotti cosmetici e d'igiene eprsonale e della casa che non vengono testati sugli animali

  10. #30
    Membro
    Data Registrazione
    27 Sep 2002
    Località
    giaveno (to)
    Messaggi
    502
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    [QUOTE]Originally posted by angelo nero
    [B]

    Ecco, Claudio, partiamo da qui, forse riabbracciamo un pò tutto.
    Iniziamo col dire che sono perfettamente d'accordo su questo mentre qualcuno ci sbatte ancora contro.
    E' inammissibile infatti pensare che, nell'epoca nella quale i bimbi di una anno si sono già sorbiti dodici mesi di mass media con un bombardamento di informazioni (e deformazioni) senza eguali, le masse poi possano essere condotte alla grande rivoluzione che sancisce il trionfo di questo o quel ducetto.
    Io credo che questo sia anche uno dei più grandi misunderstanding tra i personaggi del nostro forum e te.
    Se poniamo un sondaggio in questo senso sono sicuro che non c'è divergenza.
    Ne consegue che un timore del riaffacciarsi di epoche dittatoriali è semplicemente risibile più che contestabile.

    Mi piace proprio questa discussione, angelo nero.
    Quando si centrano le tematiche, mi sembra si possano trovare stimoli anche nella divergenza d'idee.
    Sarei ancora più felice se intervenisse qualche esponente di Forza Nuova et simili, perché si chiarirebbero gli equivoci. Si capirebbe che non amo insultare e condivido gli argomenti con chi li ha. Ma forse gli argomenti sono difficili da leggere e da capire, per alcuni, mentre gli insulti si leggono subito - come si capiscono le facce da scimmia sulle donne nere.


    Sintetizzo: svellere per rifondare o cercare di modificare?




    CHE FARE?

    Ho compreso la socialità alla quale ti riferisci, ma purtroppo dovremo anche disinteriorizzarci qualche volta, per concludere qualcosa di pratico ed enunciare qualche principio (pochi) che valga oggettivamente! (Tra l'altro mi piace moltissimo la tua sensibilità interiore).

    Svellere la struttura non significa (e non può significarlo) svellere l'uomo ed i suoi principi. Io credo che siamo andati troppo avanti con la mentalità buonista e l'abbraccio universale che hanno favorito solo l'attecchire della bolla speculativa e della delocalizzazione industriale. Il sistema (ho compreso che ci intrendiamo su questo) teme moltissimo i paletti dei localismi, proprio per come tu li intendi. Alcuni dicono le piccole patrie , il concetto rimane. Ma rimane un rimedio locale, topico.

    Sono d'accordo. Più della bolla buonista, senz'altro presente, ha potuto l'economicismo elevato a filosofia, con le derivazioni individualiste e utilitariste.
    Credo fermamente nel rimedio locale, che comporta anche delle scelte, non sempre piacevoli, ma non per questo catastrofiche. Adesso c'è la sindrome FIAT, e sinceramente mi dispiace per i lavoratori che perderanno il posto, ma questa conseguenza la dobbiamo anche alla globalizzazione, e soprattutto ad una concezione di sviluppo esponenziale che ha determinano l'irrinunciabilità all'auto. Potremmo trovarci ad essere meno ricchi, soprattutto meno consumatori, e non per questo morire di fame o dover rinunciare a forme diverse di divertimento, forse davvero socializzanti.
    Si parla di federalismo (che a livello nazionale non m'interessa, preferirei parlare di maggiore autonomia regionale), ma un vero federalismo comporterebbe (anche) una diversa collocazione delle risorse economico-industriale, su base geopolitica.

    Il nemico alla lunga vince. I tempi stringono, sono passati almeno sessant'anni. Ora devono perdere.

    Vero che stanno implodendo, vero che (ritengo) questa è una crisi definitiva e non momentanea, ma dobbiamo fare la nostra parte ora altrimenti assisteremo ad una rinascita con poche modifiche della stessa cosa.

    L'uomo, tanto portato alla tentazione dell'egoismo, non si struttura socialmente se non costretto, pur rimanendo la socialità il suo anelito teorico .
    Attenzione, questo ci dividerà.

    Non sono così convinto. Una formazione Kropotkiniana mi porta a diffidare di Hobbes preso in assoluto. Come sai, il principe anarchico, ma molto organicista, era convinto che gli esseri viventi non tendono "soltanto" a sopraffarsi, ma anche a mutuo-aiutarsi, altrimenti non sarebbe possibile la sopravvivenza.
    In condizioni di complessità, e quindi di democrazia secondo il modello ateniese, è possibile favorire la tendenza alla collaborazione e al comunitarismo, nei limiti di regole di cittadinanza e di leggi necessarie.

    Socialismo + nazionalismo vietano il nascere e, ove presente, il riprodursi del sistema capitalistico speculativo (il capitale è un importante fattore della produzione e non deve essere umiliato), garantendo nei fatti e sancendola per legge una mutualità giusta che deve riproporre quella interiore.
    Il capitale deve trovare i suoi limiti nella struttura della società, non nelle promesse che in futuro, forse, ma, la manovra, e quant'altro.

    Il capitalismo stesso si è snaturato. Oggigiorno non siamo più di fronte alla "contrattazione", ma alla trasformazione della società in luogo di mercato. Si è tolto spazio alla politica, intesa come interazione, che prevedeva tra le sue caratteristiche la contrattazione insieme alla collaborazione.
    Per quanto riguarda il nazionalismo, io credo che gli stati nazionali siano troppo piccoli per i i rpoblemi gradni e troopo grandi per i problemi piccoli. Seguo De Benoist nell'idea imperiale di Europa: Impero inteso come idea accomunante, contenitore di differenze in comunità democratiche (democrazia partecipativa) e di federazioni.

    Lo smantellamento dello stato sociale, pur da rivedere per essere aggiornato ai tempi, non è cosa da poter permettere.
    La sussidiarietà, molto bella a parole, deve risiedere nei fatti e nelle leggi , perchè a parole siamo tutti bravi e nei fatti tutti insensibili.

    Sono d'accordo, anche se (io lavoro nel sociale) di fronte a certi eccessi di burocrazia talvolta ne auspicherei davvero la distruzione. Poi ci ripenso. Non mi sembra il caso di dare spago ai governi populisti che hanno solo da guadagnarci da una pessima gestione dello stato sociale, in modo da imporre la privatizzazione turbocapitalista.
    Di certo ne va ripensata l'ottica centralista e falsamente risolutrice: bisogna opporre il lavoro di rete, l'empowerment, il mutuo aiuto ecc, con professionisti pieni d'inventiva che sappiano guidare queste cose. Favorire la ripresa dal basso, in senso socialitario.
    Naturalmente bisogna preservare la sanità pubblica, perché saremmo davvero nel mondo dell'arbitrio e dell'ingiustizia se venisse privatizzata. Ma è necessario farla funzionare, altrimenti gli squali avranno buon gioco.

    Non ho finito, ma già questo mi pare abbastanza per continuare a dialogare.

    Neppure io ho finito, ma sono ben contento di dialogare.

    Ciao.

 

 
Pagina 3 di 4 PrimaPrima ... 234 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Fitch, questa finanziaria fa schifo, Prodi fa schifo!
    Di italoconservatore nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 36
    Ultimo Messaggio: 02-10-07, 13:11
  2. Schifo, mi fate tutti schifo, mi fate solo schifo
    Di Dottor Zoidberg nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 54
    Ultimo Messaggio: 21-11-06, 13:44
  3. Video: Speroni:"L'Italia fa schifo, gli italiani fanno schifo".
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 29-06-06, 15:21
  4. Schifo....schifo...e ancora schifo....
    Di pensiero nel forum Padania!
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 08-10-05, 19:52
  5. Schifo in TV
    Di ORONZO nel forum Fondoscala
    Risposte: 39
    Ultimo Messaggio: 12-01-04, 00:31

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito