...populismo.
Discutendo con l'ex ambasciatore Sergio Romano D'Alema è tornato a denunciare il "populismo", lo spettro che si aggira per l'Europa danneggiando la Sinistra. Con "populismo" si indicano le formazioni di destra che basandosi su forti leader-ship riescono ad attirare anche forti consensi. Cita Le Pen e Fortuyn ma pensando all'Italia quando identifica nel populismo un atteggiamento "spregiudicatamente televisivo".
Ma attenzione, si riferisce a Berlusconi o a Cofferati? Dice:"Sta succedendo a sinistra, per certi aspetti, quello che è successo a destra con Silvio Berlusconi: di qui un sindacalista, di là un imprenditore".
In realtà D'Alema è preoccupato per il "populismo di sinistra": l'appello diretto al conflitto sociale, i girotondi, le manifestazioni pacifiste e antiamericane. E sopratutto perchè i populisti di sinistra di identificano in un leader che non è lui, ma Cofferati. (per ora).
Ma cosa voglia fare per contrastare detto polulismo non è chiaro.
Rivendica un atteggiamento non ostile verso l'America ma rinnega il voto favorevole a Enduring Freedom dell'anno scorso.
Ricorda di aver proposto, da premier, di sospendere l'art. 18 per le aziende minori ma appoggia lo sciopero della Cgil di Cofferati contro una norma che giudicava opportuna.
Non basta presenziare alla canonizzazione del fondatore dell'Opus Dei mentre la sua sinistra si batteva, con sfortuna, in veneto contro i buoni scuola in polemica aperta con la Chiesa.
Per reggere il confronto con il "populismo di sinistra" non servono gli atteggiamenti, ci vuole una "politica".
saluti




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Il povero Frattini è stato spento troppo facilmente e l'eminenza grigia Romano non è parso come fonte autorevole e incontestabile, come di solito gli riesce.