





Ed ora..FATTI.
Radio Islam: Milizie ebraiche
Scrive Faurisson
"Nei cinquanta casi passati in rassegna da Le Choc du mois, le vittime si contano a centinaia. Si sono riscontrati: omicidi, ferimenti seguiti da coma profondo, infermità permanenti, così come gravi postumi per ustioni da vetriolo, «compimento d'atti di barbarie», perdite di occhi, pestaggi in piena regola in presenza di guardie o agenti di polizia che si sono rifiutati d'intervenire, numerosi ricoveri ospedalieri, numerosi agguati -- di cui almeno uno con la complicità degli organi di stampa (il caso del quotidiano Libération). Queste aggressioni sono state per lo più taciute dai media o brevemente annotate. Alcune sono state approvate da pubblicazioni o da organizzazioni ebraiche che, in generale, dopo vaghe frasi di condanna, davano ad intendere che le vittime avevano meritato la loro sorte, che è «naturale e normale» e che non ci si deve attendere, per l'avvenire, nessuna indulgenza se mai di nuovo si suscitasse la «collera» degli ebrei."
"Tra gli attacchi e le aggressioni compiute da milizie od organizzazioni ebraiche, ci limiteremo a citare quelle di cui sono stati vittima, di volta in volta, François Duprat, un convegno del GRECE, Marc Fredriksen, Charles Bousquet, ancora Marc Fredriksen, Michel Caignet, Pierre Sidos, Olivier Mathieu, Pierre Guillaume, gli «Amici di Saint-Loup» e Robert Faurisson. Si potrebbero citare molti altri casi, dal 1976 (quando, il 2 novembre, lo stabile in cui abitava JeanMarie Le Pen fu interamente distrutto dopo essere stato lesionato su cinque piani da un attentato dinamitardo rivendicato da un «Gruppo della memoria ebraica») fino al 1991 (quando, il 2 aprile, Fabrice Benichou, strillone di un giornale di Jean-Edern Hallier, morì nella sua casa dopo essere stato brutalmente pestato nel quartiere ebraico del Sentier a Parigi)"
"François Duprat
Membro della direzione del Fronte Nazionale, autore e diffusore di scritti revisionisti, F.è stato ucciso il 18 marzo 1978 nella sua auto dall'esplosione di un sofisticato ordigno. Sua moglie è rimasta gravemente ferita. L'attentato è stato rivendicato da un «Commando della Memoria». Patrice Chairoff aveva pubblicato, nel Dossier neo-nazismo (Ramsay, 1977), d'accordo con Serge e Beate Klarsfeld, il nome e l'indirizzo di F.insieme a quello di numerose altre persone sospettate di fascismo, neo-nazismo o revisionismo (Le Monde, 23 marzo 1978, p. 26 aprile 1978, p.-9)."
"Il 29 gennaio 1981 lo studente Michel (Miguel) Caignet, 26 anni, che sta preparando un dottorato di linguistica anglo-tedesca, lascia la sua abitazione di Courbevoie per recarsi all'Università quando quattro individui lo affrontano, lo gettano a terra e lo immobilizzano: uno gli cosparge di vetriolo il volto e la mano destra.
M.era stato nel FANE ed era revisionista. Era stato denunciato dal settimanale VSD. In seguito all'azione devastante del vetriolo il suo volto è diventato così orribile che soltanto due giornali hanno osato pubblicarne la fotografia. L'autore principale dell'aggressione, Yves Aziza, studente di medicina, figlio di Charles Aziza (aiuto farmacista a Montreuil), è stato individuato dalla polizia subito dopo l'attentato, ma la polizia e la giustizia francesi, in condizioni scandalose delle quali sono conosciuti anche i dettagli, hanno lasciato a Y.tutto il tempo di fuggire verso la Germania e di qui verso Israele. Al ministero della Giustizia, un certo Main, appartenente alla direzione degli Affari criminali (direttore Raoul Béteille), glissa con tono sarcastico su tutte le domande relative al notevole ritardo (quattordici giorni) nell'apertura di un'inchiesta giudiziaria. Fra i corrispondenti di Y.-Aziza, si scopre il nome di Daniel Ziskind, figlio di Michèle Ziskind, sorella di Jean-Pierre Pierre-Bloch, lui stesso figlio di Jean Pierre-Bloch.
"
"Collusioni tra il ministero degli Interni e le milizie ebraiche
La signora Françoise Castro e suo marito, Laurent Fabius, sono entrambi ebrei. Nel 1986, all'epoca in cui L.era primo ministro di Francia, F.ha rivelato che il ministero degli Interni e le milizie ebraiche lavoravano in piena intesa. Ha dichiarato: «Straordinaria novità nel comportamento politico, la sinistra ha permesso a milizie ebraiche di installarsi in alcuni quartieri di Parigi, come anche di Tolosa, Marsiglia e Strasburgo [e di avere] contatti regolari con il ministero degli Interni» (Le Monde, 7 marzo 1986, p.-8).
Per una sorta di consenso generale sembra convenuto che in Francia gli ebrei debbano essere trattati come una minoranza privilegiata, di cui si deve perdonare la «collera» (questa parola ritorna in maniera tormentosa nella stampa). Le loro milizie sono le sole in Francia a beneficiare del diritto di essere armate (il 14 ottobre 1986 il giornale Libération pubblicava a p.la fotografia di un ebreo armato di una pistola mitragliatrice sul tetto di un immobile in rue de Nazareth). La polizia giudiziaria francese è paralizzata nelle sue inchieste sui crimini commessi da queste milizie («i giovani attivisti ebrei parigini», come si è arrivato pudicamente a definirli).
In Francia, queste milizie godono di una garanzia d'immunità almeno parziale. Il peggio che i suoi membri possano temere è di rimanere per qualche tempo in esilio in Germania o in Israele.
"
CHE SCHIFO!
E con situazioni paradossali come queste c'è chi ciancia di Eurabia e camerati sionisti!


Possibile che nessun camerata dotato di scanner abbia
articoli riguardo l'aggressione in via Domodossola al MPO?
Sarebbe interessante leggerli,sopratutto per i novelli.


" Cosa chiede tutta la folla moderna ? Chiede di mettersi in ginocchio davanti l'oro e davanti la merda "
L. F. Celine









