TESTIMONIANZA ILLUMINANTE
Caro DIARIO,
purtroppo nemmeno "Berlusconeide" è riuscito a far ragionare gli italiani. E dire che ne avete vendute tantissime di copie. Amarezza a parte, voglio segnalare brevemente due cose. Per amor di verità. La prima è una inesattezza. Sul numero 14 di "Diario" l'articolo di Antonio Massari sulla mafia a Bari cita una indagine svolta nelle scuole di Molfetta alcuni anni fa "quando il sindaco fu assassinato da un ambulante al quale aveva negato legittimamente una licenza."
La vicenda dell'omocidio di Gianni Carnicella è molto più complessa, e Cristoforo Brattoli, l'omicida, non era un ambulante ma un tipo poco raccomandabile titolare di una specie di agenzia di servizi, di quelle che lavorano per appalto dei Comuni e che del Comune di Molfetta era diventato "fornitore ufficiale" di transenne e tutto quanto serve per comizi e manifestazioni varie, grazie al modo mafioso di agire della DC locale.
Quando il nuovo sindaco tentò di far applicare le regole costui, che voleva fare il colpaccio organizzando un concerto di Nino D'angelo non tenendo conto delle norme di sicurezza, reagì sparando. Non era abituato a sentirsi dire di no. Non da un politico. Era il 7 luglio del 1992 e la prima Repubblica finì, a Molfetta, nel modo più tragico.
La seconda è molto più recente. Anche nel collegio numero 3 (molfetta-bisceglie-giovinazzo-terlizzi-ruvo-corato), come nella maggior parte della Puglia ha vinto, anzi stravinto, Forza Italia. Onore ai vincitori! Ma se i mezzi usati sono stati gli stessi in tutta Italia (del resto un articolo del Financial Time datato 8 maggio individua Molfetta come città decisiva e indicativa dell'equilibrio politico nazionale) comprendo meglio il perché di un tale risultato elettorale. Si dice che il senatore (uscente e rientrante) di F.I., Antonio Azzollini, ha letteralmente comprato i voti per sé ma ha anche per il candidato sindaco (naturalmente vincitore) da lui appoggiato alle amministrative.
Questi sistemi erano scomparsi nella nostra città negli ultimi anni ed eccoci invece tornati al punto di partenza: sono stati distribuiti buoni benzina, buoni per panini in salumeria, pacchi di pasta ma anche soldi in contanti: 50.000 per ogni voto. A nulla sono serviti gli ultimi sei anni di buona amministrazione del centrosinistra di fronte ad argomenti così convincenti. Forse non sarà illegale "regalare" panini in cambio di voti (come si può provare la compravendita di voti? chi mai testimonierà? eppure tutti sappiamo!) ma sfruttare la situazione di bisogno delle persone è perlomeno immorale. E non pensate che non sia possibile perché ci sarebbero voluti molti soldi: ce li ha, ce li ha. E' un personaggio losco e volgare costui ma pieno di soldi, non tutti puliti. (Chi vi ricorda?) E pensare che vogliono farlo sottosegretario di Stato. Siamo davvero alla frutta, povera patria! E allora, vi invito, cari amici di diario, a fare una bella inchiesta, di quelle che sapete fare voi, su di lui. Ne sapreste - e fareste sapere - delle belle!
Scusate se non firmo, non è nel mio stile ma di questa gentaglia ho davvero paura.
Povera Patria




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