Borghezio: grazie al buonismo della sinistra
di Gianluca Savoini
«Il libro scritto da Magdi Allam rappresenta un’ennesima conferma di quanto denunciato dalla Lega Nord e dal sottoscritto a più riprese: Torino, il suo hinterland e i comuni limitrofi, come Carmagnola, sono diventati punti- chiave per il reclutamento dei terroristi islamici».
Mario Borghezio non ha ancora letto il libro scritto da Magdi Allam, ma bastano le anticipazioni pubblicate sui giornali a rendere l’idea di una rete terroristica integralista che ha trasformato l’intero Paese, ma soprattutto le città padane, in una sorta di avamposto dell’estremismo musulmano in Europa.
Onorevole Borghezio, il quadro offerto dal libro “Bin Laden in Italia” è angosciante, ma non ha colto di sorpresa chi, come lei e altri esponenti leghisti, da tempo lanciano l’allarme sull’infiltrazione di terroristi islamici nel nostro territorio.
«La situazione è ormai gravissima e preoccupante. Molti hanno sottovalutato e trascurato il segnale rappresentato dal pullulare di moschee e di centri islamici sorti come funghi grazie all’attivismo di certi personaggi assai sospetti. Hanno dovuto ipocritamente bendarsi gli occhi e turarsi le orecchie per non vedere e non sentire ciò che in tutta evidenza si stava tramando a casa nostra».
Molti, lei dice, hanno fatto finta di non vedere. Si tratta forse degli stessi che adesso criticano in maniera esasperata la nuova legge sull’immigrazione, la Bossi - Fini?
«La sinistra, i buonisti, i cattocomunisti, i mondialisti, le lobbies dell’alta finanza hanno voluto per anni una legge sull’immigrazione dalle maglie larghissime, una vera e propria legge delle “frontiere colabrodo”, la Turco - Napolitano, grazie alla quale sono entrati indisturbati frotte di clandestini e di individui che non sono le mammolette raffigurate dal “politicamente corretto”. Trattasi invece di terroristi islamici, di criminali che sono pronti a scatenare la guerra santa contro gli “infedeli”, cioè noi. Adesso, finalmente, con la Bossi - Fini esistono gli strumenti adatti per impedire l’ingresso sul nostro territorio di chi non è in regola e vuole entrare illegalmente. Al tempo stesso esistono le norme atte a provvedere immediatamente all’identificazione di quei personaggi, di quei “guerriglieri di Allah” che hanno potuto agire indisturbati per anni, trasferendosi addirittura nei loro Paesi di provenienza per essere addestrati e poi far ritorno in Italia».
L’imam Abdul Qadir, considerato un ambasciatore di Osama Bin Laden in Italia, ha raccontato allo scrittore che da noi ci sono circa 2000 terroristi di Al Qaida che si sono recati in Afganistan.
«Aggiungendo che costoro sono andati da Bin Laden sotto falso nome e quindi non sono identificabili. Grazie a leggi scriteriate e al peloso buonismo di chi le ha volute adesso, in mezzo a noi, si nascondono pericolosi terroristi pronti, quando verrà dato l’ordine, a tagliarci la gola».




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