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Discussione: Neoproletariato

  1. #1
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    Predefinito Neoproletariato

    Chi ha letto il volumetto di Tommaso Labranca?
    Introvabile quasi nelle librerie, se avete un po' di pazienza potete ordinarlo, costa solo 9 euro. Se no, esiste il sito dell'autore,
    www.labranca.co.uk , e da qui potete farvelo spedire.

    Si tratta di un piccolo saggio scritto con molta ironia, a volte anche amara, sul neoproletariato urbano.
    Chi sono i neoproletari? Sono i figli dei proletari di un tempo che oggi non lavorano più in fabbrica ma nel terziario. Grandi estimatori del pluscool, un valore aggiunto, immaginario quanto volatile , alle merci che acquistano, agli eventi a cui partecipano che rappresenta un fattore di gratificazione irrinunciabile pur collocandosi nella categoria del superfluo.
    I neoproletari si rifiutano di assomigliare ai loro padri e aspirano a realizzare i valori dell' eleghantia rifiutando in blocco quelli dell'intellighentia.

    Leggetelo, si tratta del migliore saggio di sociologia spicciola
    pubblicato negli ultimi tempi.
    Capirete da quello qual'è il male oscuro che ha minato la sinistra
    mr

  2. #2
    agaragar
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    sarebbero i proletarizzati...roba di 30 anni fa,
    già un certo manfredi ci fece un canzone ironica 25 anni fa....


    _______________
    mariarì....

  3. #3
    Hanno assassinato Calipari
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    Si ricollega in qualche modo all'analisi di "No Logo"?

  4. #4
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    Predefinito

    In qualche modo, ma naturalmente filtrati attraverso le nostre esperienze culturali e pseudoculturali.

    I neoproletari non sono coscienti della loro condizione, vivono delle esperienze estetiche o per lo meno credono di viverle per soddisfare un loro bisogno di eleghantia.
    Non lottano perchè migliorino le condizioni di tutti, ma ciascuno ricerca solo di migliorare le proprie. E sono ferocemente gli uni contro gli altri chiusi in un proprio individualismo che si alimenta di sogni.
    mr

  5. #5
    agaragar
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by mariarita
    Non lottano perchè migliorino le condizioni di tutti, ma ciascuno ricerca solo di migliorare le proprie. E sono ferocemente gli uni contro gli altri chiusi in un proprio individualismo che si alimenta di sogni.
    già....ma allora ke kazzo di proletari sono


    ____________
    mariarì

  6. #6
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    Predefinito Re: Neoproletariato

    Originally posted by mariarita
    Chi ha letto il volumetto di Tommaso Labranca?
    Introvabile quasi nelle librerie, se avete un po' di pazienza potete ordinarlo, costa solo 9 euro. Se no, esiste il sito dell'autore,
    www.labranca.co.uk , e da qui potete farvelo spedire.

    Si tratta di un piccolo saggio scritto con molta ironia, a volte anche amara, sul neoproletariato urbano.
    Chi sono i neoproletari? Sono i figli dei proletari di un tempo che oggi non lavorano più in fabbrica ma nel terziario. Grandi estimatori del pluscool, un valore aggiunto, immaginario quanto volatile , alle merci che acquistano, agli eventi a cui partecipano che rappresenta un fattore di gratificazione irrinunciabile pur collocandosi nella categoria del superfluo.
    I neoproletari si rifiutano di assomigliare ai loro padri e aspirano a realizzare i valori dell' eleghantia rifiutando in blocco quelli dell'intellighentia.

    Leggetelo, si tratta del migliore saggio di sociologia spicciola
    pubblicato negli ultimi tempi.
    Capirete da quello qual'è il male oscuro che ha minato la sinistra
    Sono stato sul sito di Labranca, ma lì, mi pare, si parla più di coatti che di neoproletari. Accidenti: nell'ultima serie di "Sciuscià" il compianto (per modo di dire...) Santoro ha fatto tanto per svelarci l'Italia dei veri neoproletari, e tu, Mariarita, ci vieni a proporre un libro sui coatti o sui tamarri di indole berlusconiana...
    Proponiglielo agli operai Fiat che stanno per essere licenziati, e alle loro famiglie, questo testo di filosofia spicciola, e vedi loro che hanno da dirti...
    Saluti.

  7. #7
    Diabolik
    Ospite

    Predefinito Re: Neoproletariato

    Originally posted by mariarita
    Chi ha letto il volumetto di Tommaso Labranca?
    Introvabile quasi nelle librerie, se avete un po' di pazienza potete ordinarlo, costa solo 9 euro. Se no, esiste il sito dell'autore,
    www.labranca.co.uk , e da qui potete farvelo spedire.


    Chi sono i neoproletari? Sono i figli dei proletari di un tempo ...
    Caspita, un vero genio questo Labranca...

  8. #8
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    Predefinito

    Vietato dare giudizi senza leggerlo.
    Se lo farete, vi renderete conto che la mentalità nreoproletaria, molto subdola, a volte, pervade anche chi crede sempre di essere molto autocritico verso i propri comportamenti.
    Le debolezze di cui parla sono quelle che in qualche modo in forma più o meno leggera hanno contagiato tutti. Poi naturalmente ci sono i neoproletari per vocazione che si spendono le loro poche sostanze per attuare esperienze destinate ad alimentare la propria autostima o i propri ideali estetici.

    E' più facile essere proletari o neoproletari?
    Indubbiamente è più facile lottare per il sushi che per un lavoro a tempo indeterminato, per l'abbronzatura tutto l'anno che per una rappresentanza parlamentare.

    El pueblo unido jamàs sarà vencido. La mancanza di unidad caratterizza il neoproletario che è destinato alla continua sconfitta, di cui per altro manco si accorge perchè quello che perde in potere politico gli sarà restituito in pluscool.
    ( ottima droga sociale)
    mr

  9. #9
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    Predefinito Re: Re: Neoproletariato

    Originally posted by patatrac


    Sono stato sul sito di Labranca, ma lì, mi pare, si parla più di coatti che di neoproletari. Accidenti: nell'ultima serie di "Sciuscià" il compianto (per modo di dire...) Santoro ha fatto tanto per svelarci l'Italia dei veri neoproletari, e tu, Mariarita, ci vieni a proporre un libro sui coatti o sui tamarri di indole berlusconiana...
    Proponiglielo agli operai Fiat che stanno per essere licenziati, e alle loro famiglie, questo testo di filosofia spicciola, e vedi loro che hanno da dirti...
    Saluti.
    Credo che gli operai della Fiat avrebbero molto da riflettere su questo libro.
    Naturalmente ricorderai che più della metà degli operai hanno votato Berlusconi che , ora, lascerà fallire miseramente la Fiat .
    Anzi, Berlusconi gode come un pazzo sulle grane degli Agnelli.
    Tra poco l'unica grande impresa in Italia resterà la sua. Un impresa che per intenderci non produce nulla. Niente ricchezza nè valore aggiunto. Produce appunto PLUSCOOL.
    mr

  10. #10
    agaragar
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by mariarita
    Vietato dare giudizi senza leggerlo.
    Se lo farete, vi renderete conto che la mentalità nreoproletaria, molto subdola, a volte, pervade anche chi crede sempre di essere molto autocritico verso i propri comportamenti.
    Le debolezze di cui parla sono quelle che in qualche modo in forma più o meno leggera hanno contagiato tutti. Poi naturalmente ci sono i neoproletari per vocazione che si spendono le loro poche sostanze per attuare esperienze destinate ad alimentare la propria autostima o i propri ideali estetici.

    E' più facile essere proletari o neoproletari?
    Indubbiamente è più facile lottare per il sushi che per un lavoro a tempo indeterminato, per l'abbronzatura tutto l'anno che per una rappresentanza parlamentare.

    El pueblo unido jamàs sarà vencido. La mancanza di unidad caratterizza il neoproletario che è destinato alla continua sconfitta
    ahhhhhh, i d'alemiani...........

 

 
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