…protagonisti della doppia giustizia.
Finalmente il Corriere della Sera dà ragione a Feltri. Certo non lo fa in prima pagina, figuriamoci, e sicuramente non lo fa nemmeno volentieri, ma negli ultimi giorni ben due volte la preziosa rubrica di Paolo Mieli ha affrontato il tema del doppiopesismo. Lo spunto viene dal recente fallimento dell’ennesima indagine basata solo sui pentiti: a Milano hanno assolto in appello quattro “neofascisti” accusati di aver organizzato l’attentato alla questura di Milano del 1973. L’evento sarà piuttosto importante quando si cercherà di riscrivere la storia del nostro Paese sbarazzandoci della chiave di lettura a lungo imposta dalla sinistra, la famosa teoria del “doppio Stato”, secondo la quale i nostri servizi segreti, in combutta con i fascisti, la massoneria e soprattutto la Cia, costituivano uno stato occulto, parallelo a quello “ufficiale”. Il “doppio Stato” compiva ogni genere di nefandezze, ma per fortuna ci sono stati loro, i comunisti, che ci hanno salvato. Ma mentre attendiamo che i libri di storia contemporanea che vengono imposti nelle scuole vengano “riequilibrati al centro”, l’assoluzione dei quattro ha destato pochissimo interesse. Certo, l’episodio risale a molti anni fa, ma forse certi “affievolimenti” rispondono anche a una legge fisiologica italiana: quella dello schieramento politico. Quando a Milano si fece il processo contro Sofri e compagni per un altro fatto antico, l’omicidio del commissario Calabresi, la copertura dei media era totale, come a farci capire che eravamo in presenza di una pagina fondamentale dello sviluppo democratico dell’Occidente. Conosciamo il doppiopesismo italico, e non ci scandalizziamo del fatto che la quasi totalità dei media mostrò pedissequamente simpatia per Sofri e distaccata antipatia per i “fascisti” processati nelle stesse aule a distanza di pochi mesi. Il problema è ancora più ampio: quello che fa la sinistra, anche nel male, è sempre interessante, quello che fa la destra è sempre banale. Quindi i reati commessi dalla sinistra meritano seminari e distinguo infiniti, i reati di destra vanno messi in un trafiletto accanto alle storie di pedofilia e di mafia.
Come dicevamo, Mieli, sollecitato da una lettrice, e poi da uno dei pm che come al solito diceva che prima di prendere sul serio l’assoluzione bisogna “leggere le motivazioni”, ha ammesso di aver notato più volte questa sperequazione, ma di non sapere dare né una spiegazione né una soluzione.
Ricorda ad esempio il caso di Mario Tuti, detenuto ininterrottamente da 28 anni, la cui odissea passa da sempre del tutto inosservata. Tuti è vittima di quello che si potrebbe definire un “caso da scuola”: quando la polizia si presentò a casa sua per arrestarlo con l’accusa di aver compiuto la strage sul treno Italicus, preferì fuggire, e per fuggire uccise due poliziotti. Venti anni dopo fu assolto dalla strage “per non aver commesso il fatto”, ma nel frattempo era stato condannato all’ergastolo per l’uccisione dei poliziotti.
Era lecita la sua fuga considerato che era innocente, e che un’assoluzione sarebbe arrivata dopo 20 anni di carcere”preventivo”? Comunque sia, il caso Tuti non è studiato nelle università, il paradosso della sua situazione non anima tavole rotonde o girotondi, e l’uomo non esce dal carcere perché da Roma il Ministero di Giustizia (quando era retto dalla sinistra, ma pare che l’atteggiamento sia confermato dalla nuova gestione) si oppone alle valutazioni positive che vengono espresse dai funzionari del carcere che lo conoscono personalmente. Da Roma sostengono che Tuti ha ancora il “cattivo carattere” di 28 anni fa. C’è da chiedersi chi sarebbe di buon umore dopo tale trattamento.
Di umore più sereno era invece l’ormai generale Amos Spiazzi, che da quando era tenente è stato arrestato per un totale di 19 volte con l’accusa di aver partecipato ora a questo ora a quel complotto fascista. Solo un giornale ha dato un minimo spazio alla storia di quest’uomo settantenne, che ha scontato 10 anni di carcere duro e 20 di libertà vigilata, e che oggi è stato assolto per la 19esima volta.
Diciannove assoluzioni e nessuna condanna.
Ma anche questo caso non sarà oggetto di studi accademici.
articolo apparso su Libero di mercoledì 9 ottobre e firmato…attenzione…
………Francesca Mambro.
saluti




Rispondi Citando
) si rese protagonista di una violenta rivolta prendendo ostaggi e tenendo in pugno il carcere di Porto Azzurro per diversi giorni............ Forse a "Roma" non hanno tutti i torti a ritenere che Tuti abbia ancora "il cattivo carattere" di 28 anni fa........, non credi???
racconta... 