…razzisti.

Lo dice l’Unità e prende per i fondelli i suoi lettori cercando di dimostrare che la cultura abita solo a sinistra. E per far questo parla anche di libri che non ha mai letto.
Tutto nasce dalla polemica tra l’Unità e la Padania sulla presunta (e falsa) identificazione fra svastica e triskel. Il quotidiano fondato da Antonio Gramsci riportava ieri, in prima pagina, una frase tratta appunto dal n° 3 di Triskel:”Il libro del mese è ‘Indirizzi per una educazione razziale’ di Julius Evola. E’ evidente che l’argomento del libro è la razza. Sentite il commento dell’Unità:”Triskel vuol dire svastica. Sono della Lega Nord tre ministri della Repubblica”.
Conclusione: la Lega invita a leggere Evola, Evola è razzista, la lega è razzista. Tanto più razzista che adotta simbologie naziste. Et voila il gioco è fatto, la “lezione di cultura di sinistra è servita”.

Ma evidentemente nessuno dell’Unità ha letto il libro di Evola,
perché il filosofo era tutt’altro che razzista, nel senso che diamo a questa parola.
Razzismo: "dottrina e movimento che tende ad affermare per le razze pretese superiori il destino storico al dominio sulle altre". Dalla Enciclopedia Universale Rizzoli Larousse.
Evola fu un autentico “anti-razzista” sostenendo che la razza, lungi da poter essere un pretesto di superiorità dell’uomo sull’uomo, è invece affermazione della qualità sulla quantità e dell’uomo come “persona” a prescindere dal colore della pelle. Il valore dell'uomo è cioè determinato da quello che ognuno è interiormente e spiritualmente.
Quindi assolutamente nemico del razzismo biologico, di quello imbracciato dal nazismo.
Sentite questa frase:”Bisogna prendere decisamente posizione contro quel razzismo che considera ogni facoltà spirituale ed ogni valore umano come semplice effetto della razza biologicamente intesa, operando così una mortificante deduzione di ciò che è superiore e di ciò che è inferiore…”.
Bene: la citazione qui sopra, ma guarda un po’, è tratta proprio da “Indirizzi per una educazione razziale” di Julius Evola, che i leghisti-razzisti invitano a leggere.
Ora, per quel minimo di onestà intellettuale che si deve concedere anche a chi scrive sull’Unità, è evidente che il libro in questione non lo hanno letto. Altrimenti sarebbero dei "falsari".
Bugiardi in buona fede, allora…o soltanto buffoni?

Bossi e i suoi leghisti saranno gente rozza, gente con il razzismo e la xenofobia nel sangue, come “predica” il giornale fondato da Antonio Gramsci.
Ma questa gente rozza almeno i libri li legge.

liberamente da Libero di giovedì 10 ottobre 2002

saluti