Immigrati, il cardinale contro Gentilini
Tonini: «Lo scandalo è considerare uno scandalo quelli che arrivano»
Paola Dall'Anese
TREVISO. «E' uno scandalo feroce e impietoso della modernità ritenere l'emigrato uno scandalo, e non faccio il nome di un certo sindaco». Tirata d'orecchie del cardinale Ersilio Tonini al sindaco Gentilini, l'altra sera all'auditorium Toniolo di Conegliano dove si teneva l'incontro organizzato dal Centro culturale Humanitas.
E una frecciata è arrivata anche dall'altro ospite dell'appuntamento: il fotografo Oliviero Toscani che, replicando al cardinale e facendo riferimento alle recenti uscite del sindaco Gentilini, ha detto: «Non ci sono le razze ma una razza quella umana, precisiamolo perché qui sono sensibili». Tutto esaurito in sala per ascoltare gli interventi degli ospiti dell'incontro che aveva il titolo: «Lo scandalo educa?».
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«E' uno scandalo feroce e impietoso della modernità ritenere l'emigrato uno scandalo, e non faccio il nome di un certo sindaco». Tirata d'orecchie del cardinale Ersilio Tonini al sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini, l'altra sera all'auditorium Toniolo di Conegliano, all'apertura del ciclo di incontri organizzati dal centro culturale Humanitas. E un'altra frecciata è arrivata anche dall'altro ospite, il fotografo Oliviero Toscani che, replicando al cardinale, ha detto: «Non ci sono le razze ma una razza quella umana, precisiamolo perché qui sono sensibili». Tutto esaurito in sala per i due ospiti illustri.
Tema dell'incontro: «Lo scandalo educa?». Un argomento che rientra nel tema generale della comunicazione, filo conduttore degli incontri dell'Humanitas. Sotto accusa programmi come il Grande Fratello, le Veline, i cartoni animati Simpson. «Una famiglia di pirla - li ha definiti il cardinale - guardare questi programmi è sintomo di abiezione del pensiero, nessuno ha mai detto che fanno schifo, ma è proprio il coraggio di ammetterlo il vero scandalo, perché scandaloso è ciò che turba la quiete». Immancabile la critica di Tonini sullo «scandalo delle sentenze pubbliche in televisione sul caso di Cogne, dove non c'è stato alcun ritegno». Anche Toscani ha criticato la tv, definendola «la negazione della comunicazione, perché guardare la tv significa negare l'esperienza diretta delle cose, essere passivi e soli». Toscani inoltre, partendo dalla definizione di creatività, ha analizzato l'attuale situazione dell'Italia cementificata, sfruttata, conformista, stereotipata dove ogni città è uguale all'atra «e Conegliano non è esclusa - ha detto il fotografo - La battaglia tra la creatività e il potere l'ha vinta il potere, ma purtroppo all'orizzonte non c'è una classe politica illuminata capace di alimentare la creatività. Anche la scuola è più attenta a giudicare che ad insegnare. Chi soffoca la creatività va contro gli interessi che dice di difendere». Si è parlato anche di valori e di famiglia. Tonini ha ricordato più volte la sua infanzia in un ambiente familiare pullulante di valori. «Perché la fede la trasmette la famiglia con l'armonia e le azioni quotidiane dei suoi componenti». Polemico invece il fotografo. «Lo scandalo è l'educazione impartita dalle mamme di oggi, perché educare significa andare contro il consenso in un mondo dove predomina il conformismo. La chiesa mi dà fastidio e anche le mamme - ha chiarito Toscani - perché nella realtà di oggi mentre ci vuole la patente per guidare, qualsiasi imbecille può fare un figlio». A proposito di mamme, Toscani ha letto anche un brano del suo libro, che parla di sua madre, «vero scandalo moderno per la sua sottomissione e fedeltà al marito, oggi inconcepibile». Il fotografo ha annunciato che realizzerà per la Regione Emilia Romagna una campagna contro le stragi del sabato sera




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