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Discussione: "Questi Sindacati"

  1. #1
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito "Questi Sindacati"

    Storie di sindacati
    "Costruzione del campo di calcio di Santa Lucia senza nessuna autorizzazione edilizia, nessun bando di gara, nessun preventivo: costo circa 200 milioni di lire"; "Costruzione di un fabbricato di Legnago, niente bandi né preventivi né fatture"; "Rimborso in nero ai consiglieri". Sono questi alcuni dei punti oggetto della denuncia compiuta da un membro del Dopolavoro di Verona (associazione no profit gestita dai sindacati che si prende cura del divertimento dei ferrovieri) che ha inviato alla rivista Osservatorio Ferroviario.

    Queste denunce sono ora all'esame della Procura di Verona che ha aperto un fascicolo su una vicenda che mette in luce il modo di gestire fondi e strutture pubbliche da parte dei sindacati. Ma non sono queste le uniche irregolarità rintracciabili nei dopolavoro ferroviari. Ad esempio i Nas hanno più volte visitato le mense del Dopolavoro ferroviario, in particolare di Roma e Napoli, riscontrandovi carenze igieniche che in alcuni casi hanno comportato la chiusura temporanea del servizio. Ma questa è un'altra storia.

    Nella lettera del consigliere del Dopolavoro veronese si legge il suo sfogo contro un sistema che non immaginava potesse essere costruito in quel modo: "Non avevo mai toccato con mano questa realtà così ben coperta e in stile quasi mafioso. Quando mi sono candidato per il Dopolavoro ingenuamente pensavo di poter rendere un servizio ai ferrovieri e avevo tanto entusiasmo e determinazione perché volevo ricambiare con i fatti la fiducia che mi avevano dimostrato votandomi tanto numerosi. Ora mi trovo a denunciare fatti gravissimi che sicuramente i ferrovieri neppure immaginano".

    Il consigliere del Dlf di Verona spiega anche che, per esempio, la Pineta di Verona è stata ristrutturata senza preventivi né fatture mostrate ai consiglieri, che "la mensa della Pineta non è in possesso di nessuna autorizzazione, nemmeno sanitaria, a fornire la registrazione". Ed ancora, "sono numerosi i rimborsi ai consiglieri giustificati con fattura emessa dall'agenzia di viaggi Altrevie e non dal Dopolavoro".

    Nell'editoriale che accompagna questa denuncia, l'Osservatore Ferroviario scrive: "La prima domanda che facciamo ai sindacati è la seguente: quando pensate di disinnescare questo ordigno? Con l'istituzione delle società commerciali bisogna necessariamente rifondare tutta l'associazione, stabilendo con chiarezza controlli e responsabilità".

    Possiamo pur stare certi che la risposta dei sindacati si farà attendere a lungo visto che quando sono loro a gestire responsabilità e strutture mostrano comportamenti altamente discutibili e "camurrosi".

  2. #2
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    Predefinito

    "Questi sindacati", tutti uguali. Di destra o di sinistra... basta la parola!!!!!
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  3. #3
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito I diritti dei lavoratori sono uguali. Quelli dei sindacalisti di più.

    Quelle leggi fatte su misura dei sindacalisti
    Da un'inchiesta del Giornale sui sindacati e sulla miriade di fondi e contributi che questi si vedono piovere in nome delle proprie lotte, è saltata fuori anche una indagine particolarmente interessante che fino ad oggi ci lascia tanti dubbi, domande senza risposte e no comment da parte di sindacalisti e organizzazioni. Grazie al decreto legislativo 564 del 16 settembre '96, infatti, tanti sindacalisti (Cofferati in testa) si sono visti aumentare la pensione in virtù di erogazioni ad personam compiuti dalle organizzazioni sindacali per i propri rappresentanti in aspettativa del loro posto di lavoro, che fino a quel momento maturavano solo una pensione a carico dell'Inps.

    Si tratta ovviamente di un qualcosa di legale, legalissimo, visto che la legge è stata fatta apposta per consentire ai diretti interessati di muoversi all'interno della legalità. Ma è più che lecito chiedersi come sia nata una legge simile, come mai nessuno abbia approfondito nel giusto modo un decreto voluto da un Governo che non fa altro che donare privilegi ad una determinata categoria di lavoratori e con quale faccia molte di quelle persone che oggi gridano la loro indignazione per l'attuale situazione politica del nostro paese, guidato da una maggioranza che fa gli interessi dei propri esponenti, sono le stesse che hanno beneficiato di leggi "ad hoc". Un silenzio deludente, soprattutto se questo persiste quando a codeste persone si chiedono spiegazioni e informazioni per comprendere, per cercare di accogliere la tesi dei diretti interessati, per confutare quella che li vede sfruttatori dei contributi dei lavoratori che ogni anno danno fiducia alle varie organizzazioni sindacali.

    Cofferati, il principale beneficiario della norma che ha ricevuto contributi dal sindacato nel'97 e nel '98 (non si è a conoscenza se i contributi sono stati versati anche negli anni successivi), non risponde sull'argomento, il suo portavoce, Massimo Gibelli, interpellato da un redattore de Il Giornale dichiara di non sapere nulla della legge e di questa forma di contribuzione (e noi lo invitiamo sommessamente ad informarsi perché è un dovere farlo!), l'Inps si appella al diritto alla privacy pur di non comunicare la lista di tutti i beneficiari della legge. Eppure la nostra richiesta è indirizzata a conoscere semplicemente i nomi di chi si arricchisce sulle spalle dei lavoratori, di chi sfrutta i versamenti per l'iscrizione ai sindacati per integrare la propria pensione, di chi ricopre un ruolo pubblico e di conseguenza dovrebbe rispondere delle azioni prodotte nell'ambito della gestione delle quote associative versate dai sottoscrittori. Si sa solo che i sindacalisti che usufruiscono della doppia pensione sono migliaia, anche se non sono obbligati a riceverla visto che il contributo sindacale è facoltativo e potrebbe essere rifiutato. Cosa peraltro abbastanza improbabile perché richiede un profondo senso della "giustizia" da parte dei diretti interessati.

  4. #4
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    Sul Legno Storto trovate qualche approfondimento sulla famosa "leggina": http://www.legnostorto.com/node.php?id=870

  5. #5
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    Originally posted by Dario
    "Questi sindacati", tutti uguali. Di destra o di sinistra... basta la parola!!!!!
    Già, hai proprio ragione. Figurati, poi, che ci sono sindacati che si credono più "sindacati" degli altri.... quelli sono proprio deliranti...

  6. #6
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    ma non dirlo a Pezzotta..si potrebbe offendere...
    Antonio

  7. #7
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    Predefinito Bilanci dei sindacati, Lega all'attacco per renderli pubblici.

    "I sindacati rastrellano soldi pubblici, centinaia di milioni di euro, attraverso i Caf (centri di assistenza fiscale) e i patronati, eppure non debbono redigere e presentare i loro bilanci. Non devono spiegare da chi prendono i soldi e come li spendono. E questo accade nel paese dove tutti, anche le associazioni di volontariato non-profit e le Onlus, sono obbligate per legge a tenere i conti in ordine e a renderli pubblici". Con queste dichiarazioni il ministro del Welfare Roberto Maroni aveva aperto una nuova ferita tra governo e parti sociali, scatenando le reazioni dei leader sindacali e in particolar modo di Savino Pezzotta. Il segretario della Cisl aveva subito definito l'uscita di Maroni "un dito nell'occhio del sindacato". Oggi, intervenendo a un convegno sull'energia, Pezzotta ha affermato che "non si capisce perché il governo debba mettersi a legiferare in materie sindacali come questa" (riferendosi all'eventuale modifica delle modalità di iscrizione al sindacato). Per fortuna il problema lo ha risolto questa mattina il Manifesto: a pagina 8 spiega che Maroni, i cui "chiodi fissi sono soldi e potere", surriscalda l'aria senza motivo, ignorando esistenza "di una legge, la 460, che già dal 1997 obbliga anche i sindacati a rendere pubblici i loro bilanci, come infatti avviene puntualmente ogni anno".

    NON ESISTE NESSUNA LEGGE 460 DEL 1997. Inutile cercare questa legge negli archivi. Esiste solo un decreto legislativo che si occupa in generale del "riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale". Comunque sia, essendo il decreto di ardua comprensibilità e rimandando a precedenti provvedimenti risalenti anche al 1973, siamo andati a chiedere lumi al senatore Antonio Vanzo, primo firmatario di un disegno di legge presentato recentemente dalla Lega proprio per riordinare questa materia. "Non mi risulta che esista questa legge - ha confermato Vanzo - e se esiste non viene certamente rispettata. Noi andiamo dritti per la nostra strada, non ci fermiamo, vogliamo cambiare la situazione attuale che è diventata insostenibile. Abbiamo due obbiettivi prioritari, rendere obbligatori i bilanci per i sindacati e abolire l'automaticità del prelievo alla fonte. Basti pensare che lo Stato retrocede ai sindacati ogni anno 360 miliardi solo per i patronati e che il giro d'affari di Cgil, Cisl e Uil è di circa duemila miliardi l'anno".

  8. #8
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    Chissà che ne pensa l' Ugl ?e il sindacato padano?

  9. #9
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    Ma si Osterreicher ci hai convinto.
    Mettiamoli fuorilegge sti sindacati.

    Nella spazzatura insieme ai magistrati, per una scelta di libertà, di democrazia.

    Si avvicina l'autunno caldo, si odono i primi rombi di cannone...

  10. #10
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    Predefinito Mentire, mentire sempre. Qualcosa resterà.

    Originally posted by Österreicher
    "I sindacati rastrellano soldi pubblici, centinaia di milioni di euro, attraverso i Caf (centri di assistenza fiscale) e i patronati, eppure non debbono redigere e presentare i loro bilanci. Non devono spiegare da chi prendono i soldi e come li spendono. E questo accade nel paese dove tutti, anche le associazioni di volontariato non-profit e le Onlus, sono obbligate per legge a tenere i conti in ordine e a renderli pubblici". Con queste dichiarazioni il ministro del Welfare Roberto Maroni aveva aperto una nuova ferita tra governo e parti sociali, scatenando le reazioni dei leader sindacali e in particolar modo di Savino Pezzotta. Il segretario della Cisl aveva subito definito l'uscita di Maroni "un dito nell'occhio del sindacato". Oggi, intervenendo a un convegno sull'energia, Pezzotta ha affermato che "non si capisce perché il governo debba mettersi a legiferare in materie sindacali come questa" (riferendosi all'eventuale modifica delle modalità di iscrizione al sindacato). Per fortuna il problema lo ha risolto questa mattina il Manifesto: a pagina 8 spiega che Maroni, i cui "chiodi fissi sono soldi e potere", surriscalda l'aria senza motivo, ignorando esistenza "di una legge, la 460, che già dal 1997 obbliga anche i sindacati a rendere pubblici i loro bilanci, come infatti avviene puntualmente ogni anno".

    NON ESISTE NESSUNA LEGGE 460 DEL 1997. Inutile cercare questa legge negli archivi. Esiste solo un decreto legislativo che si occupa in generale del "riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale". Comunque sia, essendo il decreto di ardua comprensibilità e rimandando a precedenti provvedimenti risalenti anche al 1973, siamo andati a chiedere lumi al senatore Antonio Vanzo, primo firmatario di un disegno di legge presentato recentemente dalla Lega proprio per riordinare questa materia. "Non mi risulta che esista questa legge - ha confermato Vanzo - e se esiste non viene certamente rispettata. Noi andiamo dritti per la nostra strada, non ci fermiamo, vogliamo cambiare la situazione attuale che è diventata insostenibile. Abbiamo due obbiettivi prioritari, rendere obbligatori i bilanci per i sindacati e abolire l'automaticità del prelievo alla fonte. Basti pensare che lo Stato retrocede ai sindacati ogni anno 360 miliardi solo per i patronati e che il giro d'affari di Cgil, Cisl e Uil è di circa duemila miliardi l'anno".
    Io ho sempre sostenuto che la malafede e l'ignoranza sono i più gravi malanni di questa povera Italia, dove ognuno dice o smentisce quello che gli fa comodo. Io capisco che Maroni, dall'alto del suo 'incompetence level' ignori l'esistenza di leggi, leggine e gabelle, ma che un senatore abbia IL LUME spento mi sembra grave.

    Ironia della sorte, proprio nel sito del ministero del lavoro (quello di Maroni) si trova il DL 460/97:
    http://www.minlavoro.it/terzosettore/Dlgs460del97.htm

    Disciplina delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale
    Decreto Legislativo 4 Dicembre 1997, n. 460
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2 gennaio 1998 - Supplemento Ordinario n. 1


    Chi, per motivi suoi propri, non si dovesse fidare di Maroni, lo può trovare anche sotto il sito del parlamento italiano:
    http://www.parlamento.it/parlam/legg...he/97460dl.htm

    Qualcuno potrebbe insegnare al sen. Vanzo ad usare Internet e google? Si risparmierebbe queste figure barbine, ed eviterebbe di dire pietose bugie.

    Certo che un legislatore che ignora le leggi esistenti sulla materia su cui vuole legiferare, è proprio un vanto di uno stato culla della legge.....
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

 

 
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