Originally posted by Österreicher
"I sindacati rastrellano soldi pubblici, centinaia di milioni di euro, attraverso i Caf (centri di assistenza fiscale) e i patronati, eppure non debbono redigere e presentare i loro bilanci. Non devono spiegare da chi prendono i soldi e come li spendono. E questo accade nel paese dove tutti, anche le associazioni di volontariato non-profit e le Onlus, sono obbligate per legge a tenere i conti in ordine e a renderli pubblici". Con queste dichiarazioni il ministro del Welfare Roberto Maroni aveva aperto una nuova ferita tra governo e parti sociali, scatenando le reazioni dei leader sindacali e in particolar modo di Savino Pezzotta. Il segretario della Cisl aveva subito definito l'uscita di Maroni "un dito nell'occhio del sindacato". Oggi, intervenendo a un convegno sull'energia, Pezzotta ha affermato che "non si capisce perché il governo debba mettersi a legiferare in materie sindacali come questa" (riferendosi all'eventuale modifica delle modalità di iscrizione al sindacato). Per fortuna il problema lo ha risolto questa mattina il Manifesto: a pagina 8 spiega che Maroni, i cui "chiodi fissi sono soldi e potere", surriscalda l'aria senza motivo, ignorando esistenza
"di una legge, la 460, che già dal 1997 obbliga anche i sindacati a rendere pubblici i loro bilanci, come infatti avviene puntualmente ogni anno".
NON ESISTE NESSUNA LEGGE 460 DEL 1997. Inutile cercare questa legge negli archivi. Esiste solo un decreto legislativo che si occupa in generale del "riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale". Comunque sia, essendo il decreto di ardua comprensibilità e rimandando a precedenti provvedimenti risalenti anche al 1973, siamo andati a chiedere
lumi al senatore Antonio Vanzo, primo firmatario di un disegno di legge presentato recentemente dalla Lega proprio per riordinare questa materia.
"Non mi risulta che esista questa legge - ha confermato Vanzo - e se esiste non viene certamente rispettata. Noi andiamo dritti per la nostra strada, non ci fermiamo, vogliamo cambiare la situazione attuale che è diventata insostenibile. Abbiamo due obbiettivi prioritari, rendere obbligatori i bilanci per i sindacati e abolire l'automaticità del prelievo alla fonte. Basti pensare che lo Stato retrocede ai sindacati ogni anno 360 miliardi solo per i patronati e che il giro d'affari di Cgil, Cisl e Uil è di circa duemila miliardi l'anno".