ROMA - Il richiamo di Umberto Bossi ai centristi «è giusto e riguarda il rispetto dei programma di governo». Ad affermarlo è il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Alessandro Cè, secondo il quale il ministro per le Riforme ha voluto richiamare i centristi agli obblighi contratti con il voto degli italiani. «Bossi - ha spiegato Cè - ha espresso un giudizio storico politico indubbiamente pesante su come una classe politica ha gestito le risorse. Ed ha detto “attenzione, abbiamo fatto un programma elettorale con Berlusconi leader, che punta chiaramente al cambiamento rispetto al passato”. Insomma si cambia: basta assistenzialismo, basta centralismo, basta favori ai poteri forti. E qualche segnale forte dall’Udc l’abbiamo avuto, da Tabacci sulle Fondazioni, da Follini sulle pensioni, sull'immigrazione, da Casini che ha ancora una volta criticato la devolution facendo un’invasione di campo assolutamente inaccettabile». «Allora - ha affermato Cè - vuol dire che se continuate su questa strada non volete cambiare rispetto al passato e allora siete ladri di voti, i voti ricevuti da Berlusconi in nome del cambiamento. Questo era il senso delle parole di Bossi. Chiaramente sono stati usati toni aspri, ma è sbagliato collegare quanto detto da Bossi con le dichiarazioni di La Russa nei giorni scorsi. E loro da buoni navigati della politica adesso utilizzano questo malinteso di fondo». «Nessuno - ha sottolineato il presidente del gruppo leghista a Montecitorio - vuole dare sugli Udc un giudizio morale, lo vogliamo dare politico e sull'attualità. Nei mesi scorsi ci siamo resi conto che c'è una parte politica che frena sulle riforme costituzionali ed economiche ed è proprio l’Udc».




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