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TERREMOTO POLITICO NELL'ESTREMA SINISTRA VENTIMIGLIESE.

Nei giorni scorsi circa una cinquantina di compagni/e dei Giovani Comunisti
e del P.R.C. del Circolo di Ventimiglia che già da tempo collaboravano con
il nostro collettivo hanno deciso di lasciare il loro partito, di creare e
organizzare concretamente "movimento per il movimento" e di entrare a far
parte a tutti gli effetti de LA SCiNTiLLA.

Qui sotto potete leggere la lettera che i compagni hanno inviato
all'assemblea degli iscritti del Prc.
All'interno le motivazioni alla base di questa scelta.



Compagni e compagne,

con la presente intendiamo comunicare la definitiva posizione della nostra
area costituita da tesserati Giovani Comunisti e compagni adulti in merito
ai rapporti con il circolo P.R.C. di Ventimiglia e con il Partito.

Dopo una lacerante riflessione ed un dibattito interno in corso da mesi
intendiamo pertanto fare presente che dalla data odierna cessiamo qualsiasi
rapporto organico con il Partito della Rifondazione Comunista.

Noi, all’interno di Rifondazione Comunista siamo stati da sempre considerati
dei compagni “eretici”. La nostra presenza può essere stata considerata
“scomoda” da molti compagni: il ripudio e l’avversione di quello stalinismo
ancora ben vivo nelle pratiche e nelle menti di tante, troppe, persone che
definire compagni appare quasi un’eufemismo, l’autorganizzazione “dal basso”
come forma del vivere la politica e della costruzione delle iniziative, le
nostre sensibilità sono senza dubbio più vicine ai movimenti che affondano
le radici negli anni ‘70 che non a quelle del vecchio P.C.I.

Rendiamo quindi noto ai compagni presenti a questa assemblea di circolo che
il nostro gruppo sarà esso stesso movimento, andrà verso la vita, confluirà
nel Collettivo La SCiNTiLLA con cui molti di noi da tempo collaborano e con
questa struttura daremo vita alle nostre iniziative sul territorio.

Questa sofferta decisione deriva da una duplice constatazione:

- le inaspettate continue provocazioni ed umiliazioni ricevute da parte
del
direttivo intemelio, ai danni dei compagni dei Giovani Comunisti e di alcuni
altri militanti del P.r.c., culminate con il cambiamento della serratura ed
il “sequestro” coatto di tutto il nostro materiale, per altro fondamentale
per portare avanti le iniziative sul territorio.

- La situazione politica, i fermenti sociali, che stanno
caratterizzando da
mesi la situazione nazionale ed internazionale non hanno trovato in
Rifondazione Comunista, il soggetto sociale che potesse rappresentare lo
scontento e le istanze di ribellione di una crescente fascia di
proletariato. Non ci riconosciamo più in questa organizzazione appiattita
sul parlamentarismo e sull’elettoralismo a scapito dei veri fabbisogni
popolari. Le ultime prese di posizione a livello nazionale ed
internazionale: dai deliranti attacchi (degni della peggiore tradizione
stalinista del P.C.I.) fatti subito dopo Genova ad una serie di soggetti e
strutture alla sua sinistra, alla recente desolidarizzazione a Batasuna; dal
colpevole silenzio sulla lista nera di Bush alla non violenza d’accatto che
permea il gruppo dirigente di questo partito; dalla soffocante burocrazia di
apparato che inibisce qualsiasi anelito di cambiamento e conduce all’inerzia
più desolante, alla deriva disobbediente dei giovani comunisti che hanno
costituito un’alleanza organica con la parte più moderata e squalificante
del movimento, quelle tute bianche dalla “non-violenza a geometria
variabile”, che concertano finti scontri con le forze dell’ordine ad uso e
consumo mass-mediatico e nel frattempo hanno comportamenti squadristici nei
confronti di compagni che non si riconoscono nei loro fallimentari percorsi.


I Compagni e le compagne


P.S. Vogliamo terminare questa lettera, noi che non ci siamo mai ritenuti
maoisti, con una citazione del vecchio Mao:

"In ogni cosa noi comunisti dobbiamo saperci integrare con le masse. Se i
membri del nostro Partito passano tutta la loro vita seduti fra quattro mura
e non escono mai ad affrontare il mondo e sfidare la tempesta, di quale
utilità saranno per il popolo? Di nessuna utilità, e noi non abbiamo bisogno
di gente simile come membri del Partito. Noi comunisti dobbiamo affrontare
il mondo e sfidare la tempesta, il grande mondo e la violenta tempesta delle
lotte di massa"