

Ultima modifica di eq...; 15-09-09 alle 14:55
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


Povero Barzaghi..ormai, assieme a Sequeri e agli altri teologi che vanno dialogando con il Severino, ha ceduto su tutti i fronti e si limita a cercare i punti di convergenza con la teoresi severiniana..se non altro Messinese ha tentato (e per questo va lodato) di muovere critiche sostanziali, pur assecondando inizialmente la struttura concettuale del Bresciano..critiche prive di credibilità e che stonano eccessivamente con la sua intelligente comprensione della struttura originaria, come attesta il suo libro, per pensare che non se ne stia in malafede quando tenta surrettiziamente di reintrodurre il concetto di creazione, contingenza..
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Se le canta e se le suona da solo. La teodicea è un falso problema: una volta ammessa la Sua esistenza, Dio stabilisce cos'è buono, non gli uomini. Per cui hanno poco da lamentarsi: se proprio lo vogliono fare, sappiano che la loro posizione è irrilevante rispetto all'Onnipotente.
Ultima modifica di Prinz Eugen; 15-09-09 alle 15:01






Se l'isolamento non tramonta per tutti, contemporaneamente e istantaneamente non può tramontare per nessuno..non so come tu sia preso con la lettura, si tratta di disquisizioni presenti negli ultimi libri (Gloria, Oltrepassare) e che richiedono Essenza del Nichilismo e Destino della Necessità.
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Da Barzaghi leggo che Dio sarebbe somma bontà e somma intelligenza.
Non vedo specificata nessuna specifica accezione di questa bontà. So solo che Dio è sommamente buono. Quindi è buono ciò che vuole l'ente che so essere sommamente buono. Ogni altra interpretazione di bontà fuoriesce dai termini del discorso proposto e finirebbe col contraddire la premessa: ovvero la somma bontà e la somma intelligenza.
Ultima modifica di Prinz Eugen; 15-09-09 alle 15:09


Ma io non vedo perché muovere critiche sostanziali a qualcosa che risolve più problemi di quelli che crea.
D'altronde mi pare che lo spazio della speculazione teologica tradizionale sia ancora più angusto, dopo Gentile, N. e Leopardi, no?
Credi che la dovremmo fa con questi la convergenza?
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.



