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  1. #1
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    Predefinito I cari "anticomunisti"...

    non si smentiscono mai!
    tra loro e la sinistra non so' chi sia piu' filosionista!
    Dal sito anticomunismo.too.it:


    Quante volte è capitato di vedere ragazzi con la keffiah palestinese come simbolo per la pace? Quante volte Arafat (soprattutto dopo il suo Premio Nobel per la Pace) è citato come Gandhi? Quante volte i movimenti comunisti pacifisti appendono cartelli "Libertà per il popolo palestinese. Morte all'imperialismo sionista. Viva l'Intifadah"? Sembrerebbe di trovarci di fronte a un caso di lotta di un popolo oppresso contro una potenza coloniale, dove la sinistra, per sua natura, parteggia giustamente per gli oppressi. No: da quello che so, chi veramente vuole la pace è Israele e non è mai stato Arafat.

    Anzitutto, la "resistenza" al sionismo non è nata dal popolo palestinese, ma nei palazzi delle monarchie arabe che non intendevano vedere insediati popoli di un'altra religione rispetto alla loro, su un territorio vicino. Sia ben chiaro che gli Ebrei confluiti nelle regioni palestinesi tra gli anni '20 e '40 non avevano trovato che deserto: erano regioni trascurate da tutti e senza alcuna forma di organizzazione politica. Durante la II Guerra Mondiale, gli Ebrei appoggiavano gli Alleati, mentre gli Arabi sono rimasti in disparte o si sono esplicitamente alleati con Hitler. Quando, dopo la II Guerra Mondiale, alle proteste dei monarchi arabi, gli Ebrei avevano proposto una spartizione dei territori, gli Arabi hanno rifiutato ed hanno attaccato gli inermi kibbutz, le comunità contadine ebraiche, massacrando indistintamente uomini, donne e bambini. A un certo punto gli Ebrei hanno reagito con l'Operazione Dalet con cui hanno cacciato gli Arabi lontano dalle loro comunità, ma sono sempre stati disponibili per ulteriori trattative. Quando è stato proclamato lo Stato di Israele nel 1948 (un grave errore, da un punto di vista libertario), tutte le monarchie arabe l'hanno attaccato, (forse anche con la collaborazione di ufficiali ex-nazisti). La I Guerra Arabo-Israeliana è stata la prima delle 4 guerre di sopravvivenza di Israele nei confronti di Stati vicini che non ne tolleravano l'esistenza stessa. Nei territori arabi occupati dalla controffensiva di Israele i Palestinesi, organizzati dai monarchi arabi, hanno continuato a combattere. Tra le varie organizzazioni paramilitari, la più feroce e intransigente era l'Al-Fatah di Arafat. Il suo programma era un esemplare di assoluta intransigenza religiosa: nell'Articolo 9 si affermava che la lotta armata fosse l'unico modo di trattare con gli Israeliani; nell'Articolo 19 veniva respinto ogni tentativo di connivenza con gli Ebrei; nell'Articolo 20 si negava alla comunità ebraica mondiale l'aspirazione ad una terra propria; nell'Articolo 22 venivano ripresi pari-pari i temi dell'antisemitismo nazista: il complotto sionista mondiale, collegato con l'imperialismo capitalista. L'intento appare chiaro: costruire uno Stato nazionalisticamente omogeneo, attraverso l'esclusione dello "straniero" con la forza.

    Sia per la presa che aveva sulla popolazione araba, sia per l'assenza di scrupoli di Arafat (che non ha esitato a eliminare anche fisicamente i gruppi palestinesi concorrenti), l'organizzazione è arrivata a egemonizzare l'OLP: lo Stato palestinese clandestino. Dopo aver creduto di sconfiggere l'esercito israeliano in una grossa imboscata a Karameh, Arafat venne invitato dalla Giordania con i suoi guerriglieri per "destabilizzare Israele" prima del nuovo attacco che gli Arabi preparavano. Fallita la Guerra dei Sei Giorni e fallita anche la Guerra di Suez, nel settembre 1970, re Hussein di Giordania decise di sbarazzarsi dello scomodo alleato e fece sterminare migliaia di Palestinesi: una lotta fra Arabi sotto lo sguardo costernato degli Israeliani. Da quel momento Al Fatah si è trasferita nel Paese più pacifico del Medio Oriente, il Libano, da dove ha continuato la guerriglia anti-israeliana ed ha organizzato una serie di attentati, sia contro Israele (il più noto è il barbarico omicidio di massa degli atleti israeliani alle olimpiadi di Monaco del 1972) sia contro i rivali arabi. La sua azione intransigente ha contribuito a rompere il fragile equilibrio fra comunità cristiane e musulmane che, da decenni, giunte cattolico-liberali tentavano di mantenere in Libano. E' stato grazie ai guerriglieri palestinesi che il Paese più pacifico del Medio Oriente si è trasformato in un decennale campo di battaglia fra musulmani (organizzati da Arafat) e cristiani (saltuariamente appoggiati da Israele). Durante la lunga guerra civile libanese, è stato più il sangue arabo versato dalle armi di Arafat che non quello israeliano.

    E ora veniamo all'Intifadah: il più grande esempio di demente intransigenza trasformato, dalla nostra propaganda di sinistra, in un'eroica lotta anti-coloniale. Le aree di Israele abitate da maggioranze arabe dipendevano per il loro benessere, dall'economia israeliana. Arabi e Israeliani stavano iniziando a convivere, a commerciare e cooperare nell'amministrazione locale, ma nelle frange più emarginate della popolazione araba covava l'odio etnico (perché di odio etnico si tratta, non di lotta sociale) contro gli Ebrei. Gli estremisti arabi volevano a tutti costi un loro Stato islamico-progressista che escludesse completamente gli Ebrei. La scintilla è stato un banale incidente stradale: un camion israeliano che ha travolto, nella notte, un gruppetto di Arabi. Da quella notte gruppi di estremisti (soprattutto integralisti islamici) hanno occupato un villaggio dopo l'altro con la forza delle armi. L'OLP di Arafat ha potuto reagire solo in un secondo momento ed ha imposto la sua disciplina centralistica ai rivoltosi: una strategia anti-coloniale in stile Guerra di Algeria, basata sulla fine di ogni cooperazione con l'"occupante", sulla protesta fiscale, su scioperi a catena, sul boicottaggio dell'istruzione israeliana e su una lotta a oltranza contro l'esercito. Era questa una strategia che non poteva funzionare, se non con effetti controproducenti, in un territorio economicamente dipendente da Israele. Quest'ultimo reagì semplicemente non opponendosi al processo di rottura dei meccanismi di cooperazione: le università furono chiuse, i negozi cessarono le loro attività (chi tentava di continuarle veniva fatto a pezzi dai guerriglieri dell'OLP) con enormi perdite di guadagni e clienti. Il risultato fu un drastico abbassamento del livello di vita della popolazione araba, la sostituzione dell'istruzione pubblica (che era garantita a tutti) con l'ideologizzazione di massa da parte degli estremisti dell'OLP (i bambini erano, alla fine, diventati i combattenti più fanatici e intransigenti) e la fine di quel lento processo economico e sociale di integrazione fra Arabi ed Ebrei iniziato già dal '48 in quelle aree. Arafat sapeva dell'inutilità tattica di quella strategia, ma cinicamente, l'ha fatta continuare per il suo valore propagandistico: la lotta di un popolo contro un (inesistente) colonialismo.

    Quando Saddam Hussein, nel 1990, ha invaso il Kuwait dichiarandolo arbitrariamente la sua XIX Provincia, Arafat si è schierato con lui e lo ha seguito fino alla sconfitta. Nel 1991, con la sconfitta della causa irakena, Arafat si trovava contro tutta l'opinione pubblica araba e mondiale. Sputtanato senza possibilità di ripresa, non ha fatto altro che calare le brache e accettare il piano di coesistenza con gli Ebrei che Israele proponeva da decenni. Naturalmente, ora, il compito più gravoso per Arafat è quello di domare a forza migliaia di Arabi che, sobillati da 14 anni di "istruzione" anti-semita durante l'Intifadah, continuano ad attaccare gli Ebrei. Nonché di fronteggiare una generazione di Israeliani, resa furiosa dall'intransigenza araba e pronta ad appoggiarsi ai più intolleranti integralisti ortodossi.

    Tralascio le numerose bullshit presenti nel racconto.........
    CHE SCHIFO!
    FOTTETEVI SIONISTI DI MERDA!
    88!

  2. #2
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    Predefinito ..un altra chicca.

    DONNE ANTICOMUNISTE
    gestito da NeFy

    Oriana Fallaci
    si è combattuta, in un articolo, contro il gesto di ipocrisia dei manifestanti comunisti, che hanno sfilato, vestiti da kamikaze, bruciando le bandiere israeliane.
    La sinistra italiana, non avendo digerito l'articolo della scrittrice, l'ha criticata amaramente, difendendo così questo orribile gesto di retrogradezza.
    A lei va tutto il nostro appoggio

    A LEI VA TUTTO IL MIO DISPREZZO,E A VOI PURE SI INTENDE!
    MORTE A ISRAELE E AI SUOI SERVI!

  3. #3
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    Predefinito

    tu non sei anticomunista?

  4. #4
    Avanguardista
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    che sito di merda....tale e quale all'altro che tu hai segnalato qualche tempo fa.....come sempre la destra dimostra la sua solidarietà al sionismo.......


    ANTI-SIONISMO !! SEMPRE!!

  5. #5
    lobosinistro
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    Originally posted by Avanguardista
    che sito di merda....tale e quale all'altro che tu hai segnalato qualche tempo fa.....come sempre la destra dimostra la sua solidarietà al sionismo.......

    La destra parlamentare, che non è destra.


    Ciao

  6. #6
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    Predefinito

    Originally posted by Vassilij
    tu non sei anticomunista?
    Solo a livello ideologico
    cosi' come sono contrario all'islam,al giudaismo,al cristianesimo.
    Pero' a livello pratico,combatto contro problemi reali quali il sionismo,il dominio ebraico mondiale,la repressione.
    Questi invece son solo pagliacci perditempo,tali e quali agli antifascisti militanti,non a caso pure loro amici dei giudei.
    Disprezzo per gli uni e per gli altri.
    Saluti

  7. #7
    Avanguardista
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    Originally posted by lobosinistro



    La destra parlamentare, che non è destra.


    Ciao

    mah......puo darsi che tu abbia ragione..ma non attribuisco molta importanza al termine destra...ormai se lo sono accaparrato Fini e C. quindi io non sono più di destra...

  8. #8
    lobosinistro
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    Predefinito

    Originally posted by Avanguardista



    mah......puo darsi che tu abbia ragione..ma non attribuisco molta importanza al termine destra...ormai se lo sono accaparrato Fini e C. quindi io non sono più di destra...

    mmm che brutta cosa che dici!!! come mi dispiace, caro Avanguardista!

    Quelli si sono accaparrati altre cose, il potere, l'amicizia di Bush..., non la Destra! La vera Destra, che spartisce poco con la politica.

    Dunque, ti fai rubare cose che prima ti appartenevano da questi burattini? Non saresti più un uomo, ma uno di loro...


    Un caro saluto

 

 

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