Annarella, Nannarella e il Re degli Elfi
Codice:
Nannarella
Nannarella, nannarella.
il lupo mangiò la pecorella.
Passò di qua il re e la regina,
mi domandò della mia bambina.
Io gli dissi: “E’ a letto e dorme”.
Passò di qua il re con la regina
si innamorò della mia bambina
e disse: “Buona donna, me la dai?”
Io dissi: “Maestà, no, no,
mia figlia non ve la do”.
Der Erlkönig
(cliccare http://icking-music-archive.sunsite....g/erlkonig.mid per ascoltare la splendida coproduzione Schubert-Goethe)
Wer reitet so spät durch Nacht und Wind?
Es ist der Vater mit seinem Kind;
Er hat den Knaben wohl in dem Arm,
Er faßt ihn sicher, er hält ihn warm.
Mein Sohn, was birgst du so bang dein Gesicht? -
Siehst, Vater, du den Erlkönig nicht?
Den Erlenkönig mit Kron und Schweif? -
Mein Sohn, es ist ein Nebelstreif. -
"Du liebes Kind, komm, geh mit mir!
Gar schöne Spiele spiel ich mit dir;
Manch bunte Blumen sind an dem Strand,
Meine Mutter hat manch gülden Gewand."
Mein Vater, mein Vater, und hörest du nicht,
Was Erlenkönig mir leise verspricht? -
Sei ruhig, bleibe ruhig, mein Kind;
In dürren Blättern säuselt der Wind. -
"Willst, feiner Knabe, du mit mir gehn?
Meine Töchter sollen dich warten schön;
Meine Töchter führen den nächtlichen Reihn,
Und wiegen und tanzen und singen dich ein."
Mein Vater, mein Vater, und siehst du nicht dort
Erlkönigs Töchter am düstern Ort? -
Mein Sohn, mein Sohn, ich seh es genau:
Es scheinen die alten Weiden so grau. -
"Ich liebe dich, mich reizt deine schöne Gestalt;
Und bist du nicht willig, so brauch ich Gewalt."
Mein Vater, mein Vater, jetzt faßt er mich an!
Erlkönig hat mir ein Leids getan! -
Dem Vater grausets, er reitet geschwind,
Er hält in Armen das ächzende Kind,
Erreicht den Hof mit Mühe und Not;
In seinen Armen das Kind war tot.
(o per i più bravini, la partitura per pianoforte)
http://icking-music-archive.sunsite....g/erlkonig.pdf
e poi mi dava i calci dentro il letto (!)
(Chiedo scusa a Pensiero e a Nazim Hikmet ma non ho resistito...)
Anima mia
Andava a piedi nudi per la strada
mi vide come un ombra mi seguì
col viso in alto di chi il mondo sfida
e tiene in piedi un uomo con un si.
Nel cuore aveva un volo di gabbiani
e un corpo di chi ha detto troppi si
negli occhi la paura del domani
come un ragazzo me ne innamorai...
La notte lei dormiva sul mio petto
sentivo il suo respiro su di me
e poi mi dava i calci dentro il letto
c'e' ancora il suo sapore qui con me..
Anima mia, torna a casa tua, ti aspetterò
dovessi odiare queste mura...
anima mia , nella stanza tua, c'e' ancora il letto
come l' hai lasciato tu...
Avrei soltanto voglia di sapere......(non cercarmi)
che fine ha fatto e chi sta con lei (non pensarmi)
se sente ancora freddo nella notte
se ha sciolto i suoi capelli oppure no...
C'è qualcosa di estremamente poetico anche nel kitch più orrido?