



Al riguardo, vorrei consigliare questo libro.
http://www.lindau.it/schedalibro.asp?idLibro=1007
IL LIBRO
Molto è stato scritto sui motivi per i quali, a partire dal Medioevo, l’Occidente ha sopravanzato il resto del mondo. Le spiegazioni più comuni hanno riguardato la felice configurazione geografica, l’espansione dei commerci, il progresso della tecnologia. Ma è stato completamente trascurato un fatto: nessuno sviluppo sarebbe stato possibile senza una profonda fiducia nella ragione, che affonda le proprie radici nella religione cristiana.
In La vittoria della ragione, Rodney Stark propone quest’idea rivoluzionaria: le più significative innovazioni intellettuali, politiche, scientifiche ed economiche introdotte nello scorso millennio sono riconducibili al cristianesimo e alle istituzioni a esso collegate. Secondo Stark, non sono state la contrapposizione tra la società laica e quella religiosa, né la competizione tra scienza e fede a farci progredire. Al contrario, è alla teologia cristiana che dobbiamo attribuire la vera origine della ragione. Mentre infatti le altre grandi religioni hanno posto l’accento sul mistero, sull’obbedienza e sulla meditazione, il cristianesimo ha abbracciato la logica e il pensiero deduttivo aprendo la strada alla libertà e al progresso.
Nella sua analisi della supremazia occidentale, Stark ridimensiona in modo convincente «verità» ormai accettate da tempo. Dimostra, ad esempio, che il capitalismo prosperò secoli prima che esistesse un’etica protestante del lavoro, ovvero ben prima della Riforma, confutando l’idea che sia stata essa a favorirne la nascita. Nel V secolo, osserva Stark, sant’Agostino lodava sia il progresso teologico sia quello materiale, mentre, parecchio tempo prima di lui, Aristotele aveva condannato l’attività commerciale come «incompatibile con la virtù umana». Ciò rafforza l’idea che il Medioevo non sia stato un periodo di decadenza o di stasi (i famigerati «Secoli Bui»), ma al contrario la culla delle future glorie dell’Occidente.
La vittoria della ragione è un’analisi di ampio respiro che accompagna il lettore dal Vecchio al Nuovo Mondo, dal passato al presente, ribaltando in questo percorso non solo secoli di pregiudizi accademici, ma anche la radicata tendenza antireligiosa della nostra epoca. Quest’opera dimostra che ciò che più ammiriamo della realtà che ci circonda – il progresso scientifico, la democrazia, il libero commercio – è in larga misura dovuto al cristianesimo, e che noi oggi siamo gli eredi di questa grande tradizione.
L'AUTORE
Rodney Stark è docente di Scienze Sociali presso la Baylor University. Tra le sue opere più importanti ricordiamo The Rise of Christianity, One True God: Historical Consequences of Monotheism e, con Massimo Introvigne, Dio è tornato. Indagine sulla rivincita delle religioni in Occidente.


Il libro di R. Stark mi è stato caldamente consigliato anche da altre persone. Evidentemente vale la pena di comprarlo...
“Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”


"per millenni l'uomo aveva pensato che per una affermazione possono esistere solo due possibilità: o è vera o è falsa. Non può esserci una terza possibilità. È questo il famoso principio del terzo escluso. Gödel scopri invece che, nel cuore della Logica Matematica, c'è la terza possibilità"
Concedi alla ragione il privilegio di essere l'ultima pietra di paragone della verità. (Immanuel Kant)


Quando Dennett (e con lui il matematico italiano Piergiorgio Odifreddi) divide l'umanità in due categorie, i «Bright», i Brillanti che hanno una visione naturalistica del mondo, e gli Ottusi od Oscuri che restano ancorati alle fandonie soprannaturali della religione (di tutte le religioni), a quale dei due club iscriverebbe un Coyne, o gli astronomi della Specola Vaticana, o il cosmologo inglese Martin Rees, presidente della Royal Society, per il quale molte questioni ultime «si collocano oltre la portata della scienza»? O il genetista Francis Collins, responsabile dello Human Genome Project, che afferma di avere ritrovato la fede proprio nelle spire della doppia elica? « Il Dio della Bibbia - ha scritto Collins - è anche il Dio del genoma. Può essere venerato nella cattedrale o nel laboratorio. La sua creazione è maestosa, terribile, intricata e bella e non può essere in guerra con se stessa. Soltanto noi, uomini imperfetti, possiamo scatenare simili battaglie. E solo noi possiamo porvi fine.» La realtà è che i Dawkins e i Dennett non rappresentano il punto di vista predominante nella comunità scientifica. Anzi, stando ai sondaggi sono un' esigua minoranza.
D'altra parte quello che può apparire un arretramento del mondo religioso di fronte all'assalto della scienza, qualcuno legge, alla rovescia, una rivincita dell'Assoluto e del Sacro su una scienza che nonostante i suoi successi, su molti fronti appare in fase di impasse o di aperta crisi, o comunque incapace di suscitare grandi speranze. Le innegabili conquiste della medicina, della genetica e delle biotecnologie, l'allungamento della vita media, i prodigi dell'informatica e delle telecomunicazioni non bastano a dissipare un senso complessivo di frustrazione. L'emergenza non ancora risolta dell'AIDS, il morbo della mucca pazza e l'influenza aviaria, la ricomparsa della TBC, lo sviluppo di ceppi di batteri resistenti agli antibiotici, i dubbi risultati della terapia genica, gli annunci miracolistici - poi puntualmente smentiti - di cure decisive contro il cancro, la colossale bufala della fusione fredda, gli scenari catastrofici del riscaldamento globale, i livelli insostenibili di inquinamento dell' aria nelle città, le incognite degli OGM: tutti questi elementi, e l'elenco potrebbe continuare, vanno a comporre un quadro di crescente sfiducia verso la scienza e la tecnologia, che spiega il motivo per cui lo scontro tra scienza e religione vada discapito prima di tutto del mondo della ricerca scientifica.
Come dice padre Marc Lederc, epistemologo dell'Università Gregoriana di Roma: «Si può credere nel disegno provvidenziale di Dio nella creazione, senza farne una 'teoria scientifica' concorrente ad un' altra: il piano di interpretazione è decisamente diverso. Questo però presuppone, reciprocamente, che nessuna teoria scientifica si voglia ergere a spiegazione ultima della realtà, ciò che ne farebbe o una pseudo-metafisica, o una pseudopseudo-religione, in ogni caso, il contrario della scienza».


Le descrizioni meccaniciste dell'Universo sono superate ed è quindi ragionevole pensare che l'ateismo militante di Odifreddi e Dawkins non sia tanto seguito dai fisici che supportano teorie più complesse sull'Universo.


Concedi alla ragione il privilegio di essere l'ultima pietra di paragone della verità. (Immanuel Kant)


Zicchichi no , per favore no.
Discreto fisico sperimentale , ottimo procacciatore di fondi , pessimo divulgatore , splendida quella del tempo immaginario.




Per le radici della scienza moderna è molto più significativo questo di libri:
http://books.google.it/books?id=7UuR...esult&resnum=2