IL LEADER DELLA LEGA: «SI´» AI FONDI PER IL SUD MA SI DEVE ACCELERARE SUL FEDERALISMO
Muro contro muro con l´Ulivo, «sarà conflitto istituzionale»
ROMA
Il governo spinge l´acceleratore sulla devolution e si scontra con il muro dell´opposizione, che paventa il rischio di «un nuovo conflitto istituzionale». Umberto Bossi detta le sue condizioni al placet della Lega alle risorse previste in Finanziaria per il Sud: il trasferimento di poteri alle Regioni su sanità, scuola e polizia locale dovrà essere sottoposto all´esame del Senato prima che arrivi la legge di bilancio, entro metà novembre. Assicura il ministro delle Riforme: «Crediamo che tutte le aree del Paese debbano avere uno sviluppo. Spingeremo sugli investimenti anziché sull'assistenzialismo». Giornata tesa, ieri, dopo l´annuncio della linea scelta dalla Casa delle Libertà nel corso di tre ore di confronto tra i senatori della maggioranza e i ministri delle Riforme, Umberto Bossi, dell'Economia, Giulio Tremonti, e degli Affari regionali, Enrico La Loggia. E´ stato il «Senatùr» a lanciare l´allarme, condiviso dagli alleati: «In commissione Affari Costituzionali - ha spiegato il leader del Carroccio - ci sono 960 emendamenti, e in 10-15 incontri ne abbiamo esaminati solo una ventina; c'è un'atteggiamento chiaramente ostruzionistico». La devolution avrà la precedenza poiché, come disegno di legge costituzionale, necessita di quattro passaggi parlamentari. «Ma ciò non significa - ha precisato il capogruppo Udc a Palazzo Madama, Francesco D´Onofrio - che la maggioranza non intenda portare avanti anche il testo La Loggia di attuazione della riforma del titolo V della Costituzione. I due provvedimenti procederanno in parallelo, anche se la devolution andrà per prima in aula». Tempi più lunghi, invece, per il federalismo fiscale, sul tavolo di Tremonti. Per Bossi «può partire anche dopo», rispetto alle «competenze» delle Regioni su sanità, scuola e polizia locale. L´annuncio non è piaciuto affatto ai senatori dell´Ulivo, che hanno subito firmato - in testa l´ex ministro diessino Bassanini - una dichiarazione comune altrettanto compatta di quella della Cdl: «La maggioranza e il governo devono sapere che hanno di fronte due strade radicalmente diverse. L'iscrizione all'ordine del giorno del disegno di legge Bossi sulla devolution così com'è ci costringerà a un duro scontro politico, tale da pregiudicare ogni possibile intesa sull'attuazione del processo federalista». L´opposizione chiede una temporanea sospensione dell'esame della devolution, in attesa delle integrazioni e degli approfondimenti emersi in commissione, invece dovrebbe essere subito discusso il progetto del ministro La Loggia, che attua la riforma federalista varata in fine legislatura dal governo di centrosinistra: solo così, dicono, «si potrebbero creare le condizioni per una convergenza parlamentare». Non serve che D'Onofrio lanci un segnale di distensione all'opposizione: «Noi vogliamo rompere il confronto; ci sono margini di intesa, e invito il centrosinistra ad ascoltare la discussione generale prima di dichiarare guerra». Analogo il messaggio della vicepresidente forzista, Elisabetta Alberti Casellati: «La riforma del Titolo V della Costituzione varata dal centrosinistra era un primo passo verso il federalismo, anche se raffazzonato; sarebbe un controsenso se ora cercassero di bloccare il secondo passo verso la riforma federale». Il centrosinistra risponde con le condizioni del suo documento: «E´ indispensabile e prioritaria l´attuazione dell'articolo 119 della Costituzione sul coordinamento della finanza pubblica e sul federalismo fiscale, per garantire pari opportunità alle Regioni più deboli». Non a caso cita anche l'intesa inter-istituzionale tra Stato, Regioni e autonomie locali del giugno scorso, difesa anche dai governatori politici, affinché si eviti «un nuovo conflitto istituzionale». Replica il ministro La Loggia: «Non c'è logica nell'alimentare la contrapposizione tra devolution e le norme che mirano a eliminare i contenziosi tra Regioni e Stato. Non cadremo nella trappola del centrosinistra».
p.c.




Rispondi Citando