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  1. #1
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    Predefinito Tremonti sta battendo ogni record: 70mila miliardi di buco in quattro mesi

    Evvai... ad aprile siamo già a 8,5 mld di euro peggio dell'anno scorso, il famoso anno del buco delle sinistre.

    Le cause ve le ho già spiegate mille volte:

    1. fallimento delle leggi dei 100 giorni
    2. nessuna privatizzazione avviata per salvare le poltrone dei raccomandati in quota polo
    3. incompetenza di Tremonti che aveva previsto per il 2002 una crescita del 2,3% mentre era già chiaro che ci avviavamo ad un periodo di recessione a causa degli USA.

    Ad aprile il deficit di cassa è già di 36,8 miliardi di euro (pari a oltre 70mila miliardi di lire).


    Ma il botto arriverà a luglio, con i dati sull'autotassazione, che il governo ha previsto senza tener conto della recessione del secondo semestre 2001.

    Per salvare la faccia Tremonti sarà costretto ad inventarsi qualche trucchetto contabile che gli permetta di contabilizzare nel 2002 entrate del 2003, rimandando la dichiarazione di bancarotta di un anno. Scommettiamo?




    Il Tesoro imbriglia la spesa
    Il deficit pubblico cresce anche in aprile


    ROMA - Aprile non porta schiarite sul deficit pubblico. Secondo le stime preliminari del ministero dell'Economia, suscettibili ancora di variazioni, il fabbisogno è di 14 miliardi di euro. Che, sommandosi ai 22,8 già accumulatisi nel gennaio-marzo, porterebbero il deficit di cassa a superare i 36,8 miliardi di euro nei primi quattro mesi dell'anno: 8,5 miliardi in più dello stesso periodo del 2001. Intanto Giulio Tremonti imbriglia ulteriormente la spesa. Con una circolare il ministro dell'Economia ricorda che già nel 2002 sono esclusi aumenti di spesa non coperti e nel 2003 i consumi dei ministeri dovranno calare del 10 per cento. A essere escluse dal taglio saranno solo le uscite per materiale bellico, corsi di formazione, compensi per incarichi continuativi, missioni e rimborsi. Per ridurre la spesa farmaceutica, il ministro della Sanità Girolamo Sirchia ha deciso il taglio del 5% del prezzo dei farmaci. Quanto al rapporto tra indebitamento e Pil resta confermato l'obiettivo dello 0,5 per cento. Lazzi Gazzini A pag.3

    Venerdí 05 Aprile 2002

    quest'uomo è falso e pericoloso per tutti noi: fermatelo!


    Sabato 6 Aprile 2002, 14:41
    Secondo il ministro delle Finanze Giulio Tremonti l'economia italiana va bene e non ci sarà bisogno di manovre correttive. REUTERS/Ho.

  2. #2
    Sospeso/a
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    Predefinito

    Tutto va come previsto. Il buco sta esplodendo. TREMONTI DOVRA' ALZARE LE TASSE, SE NON E' UN INCOSCIENTE.

    Come avevo previsto sta cercando dei trucchetti contabili da commercialista di provincia per nascondere il buco.

    Sotto lo vediamo sbugiardato dalla banca d'Italia: il calo comunicato da Tremonti è di 3700 milioni di euro, quello reale senza trucchetti è di oltre 9000 milioni di euro: 18000 miliardini in due mesi, 18% in meno. Bravo Giulietto, belle le tue cavolate dei 100 giorni.

    Mercoledì 10 Aprile 2002, 19:08


    Fisco: Bankitalia, -8,14% Entrate Primo Bimestre 2002; Ma Il Calo Puo' Salire Al 18% Se Si Contano i Fondi Speciali
    Nei primi due mesi dell'anno, secondo le stime della Banca d'Italia, le entrate fiscali sono diminuite dell' 8,14% per cento rispetto allo stesso periodo del 2001. Il supplemento "Finanza pubblica" del bollettino statistico della Banca d'Italia afferma che a gennaio e a febbraio gli incassi hanno toccato quota 41.835 milioni di euro contro i 45.545 milioni di euro del primo bimestre del 2001, con un calo di circa 3.710 milioni di euro.

    Il dato è influenzato dalla modifica di alcune scadenze, ma non tiene conto del valori attribuiti dalla Banca d'Italia ai Fondi speciali per la riscossione. Se si tiene conto anche di questi fondi, che rappresentano le entrate incassate ma non ripartite tra tributi e contributi, il calo delle entrate fiscali e contributive potrebbe ammontare a 9.311 milioni, mostrando così una flessione che tocca il 18,3 per cento.
    Mercoledì 10 Aprile 2002, 200


    Conti Pubblici: Dl Frena Deficit Domani In Consiglio Ministri; l'Opposizione, e' Una Manovra; Tremonti 'Non e' Vero'

    ROMA - Tagli ai benefici di cooperative e banche; limiti all' utilizzo dei fondi speciali, con i quali i diversi ministeri coprono le spese di nuove iniziative legislative. Il ministro dell' Economia Tremonti ha messo a punto un decreto legge 'frena deficit' che domani sara' all' esame del Consiglio dei Ministri. Sulla stretta dei fondi l'opposizione insorge, e' una manovra. Tremonti risponde: non e' vero. (ANSA).

  3. #3
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    Predefinito HO VINTO QUALCHE COSA?

    Originally posted by brunik
    Evvai... ad aprile siamo già a 8,5 mld di euro peggio dell'anno scorso, il famoso anno del buco delle sinistre.



    Per salvare la faccia Tremonti sarà costretto ad inventarsi qualche trucchetto contabile che gli permetta di contabilizzare nel 2002 entrate del 2003, rimandando la dichiarazione di bancarotta di un anno. Scommettiamo?
    Corriere della Sera, 25 aprile 2002
    CARTOLARIZZAZIONI



    L'Ue è scettica sugli effetti delle cartolarizzazioni: quella degli immobili potrebbe dare un gettito inferiore alle attese nel 2002 e soprattutto nel 2003. Quella relativa agli incassi del Lotto comporterà invece «una riduzione delle entrate negli anni successivi»

  4. #4
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    Predefinito HO ANCORA VINTO QUALCHE COSA?

    Originally posted by brunik
    Tutto va come previsto. Il buco sta esplodendo. TREMONTI DOVRA' ALZARE LE TASSE, SE NON E' UN INCOSCIENTE.
    27.4.2002
    L'Ocse all'Italia: serve una manovra

    Nuovo avvertimento sui conti pubblici. Il governo: tutto sotto controllo


    di Andrea Carli

    MILANO. Il futuro è abbastanza roseo. Ma il presente, secondo l'Ocse, presenta molte incognite e il governo dovrà mettere mano ai conti pubblici varando una manovra correttiva se vuole centrare il pareggio nel 2003. Dopo Fmi, Bce e Ue anche l'Ocse vede la crescita italiana a rilento nel 2002.

  5. #5
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    Predefinito Re: Tremonti sta battendo ogni record: 70mila miliardi di buco in quattro mesi

    Originally posted by brunik
    Evvai... ad aprile siamo già a 8,5 mld di euro peggio dell'anno scorso, il famoso anno del buco delle sinistre.

    Le cause ve le ho già spiegate mille volte:

    ...

    2. nessuna privatizzazione avviata per salvare le poltrone dei raccomandati in quota polo

    ...

    Per salvare la faccia Tremonti sarà costretto ad inventarsi qualche trucchetto contabile che gli permetta di contabilizzare nel 2002 entrate del 2003, rimandando la dichiarazione di bancarotta di un anno. Scommettiamo?
    [/i]

    Il Messaggero: Brunik, avevi ragione. Questi qua sono komunisti: statalismo, dirigismo, tasse alte: il loro credo. E in piu' sono maneggioni.

    Che il Berlusconismo sia destra è una grossa palla che vi hanno fatto bere. Il Berlusconismo è populismo + komunismo + culto della personalità + inefficienza.

    Il Messaggero, 29.4.2002
    LO STATALISMO?
    RITORNA A SORPRESA

    di ANTONIO MEREU

    LE PROMESSE elettorali possono durare lo spazio di un mattino, senza colpa di chi, magari con qualche avventatezza od astuzia, le ha proclamate. Le situazioni cambiano e, almeno in questo caso, la flessibilità dovrebbe essere un valore da perseguire. Non possono tuttavia essere rinnegate o dilazionate in un avvenire lontano, troppo lontano, promesse elettorali definite idee-forza irrinunciabili.
    Parliamo di riduzione delle tasse e di privatizzazioni. La prima promessa può essere rinviata a tempi migliori, tenuto conto della congiuntura internazionale e dell'esigenza di rispettare il Patto di stabilità. Purché lo rispettiamo, si evitino sprechi, si realizzino i risparmi e s'incassino le entrate possibili. E purché si dica, finite le elezioni, la verità agli italiani.
    Le privatizzazioni sono tutt'altra cosa. E' stato un progetto considerato determinante dalla Casa delle Libertà. Adesso sembra una chimera, mentre un clima di revisionismo statalista sta pervadendo Governo centrale ed enti locali guidati da maggioranze di centro-destra. Qualcuno si è divertito ad enfatizzare il paradosso secondo il quale i governi di centro-sinistra servono per riformare la previdenza, il mercato del lavoro, per realizzare le privatizzazioni, contraddicendo le loro tradizioni. E' proprio il caso che i governi di centro-destra manifestino inclinazioni contrarie e contrapposte rispetto alle loro migliori tradizioni e alla loro migliore cultura?
    Il Governo italiano sostiene spesso di volere imitare Margaret Thatcher e la sua cosiddetta rivoluzione liberista. Un flebile programma. Sarebbe preferibile volare più alto, paulo maiora canamus scriveva Virgilio, indicando al suo popolo e a chi lo governava progetti e obiettivi ambiziosi, non solo a parole. La modernizzazione della Gran Bretagna è stata in verità la sua finanziarizzazione, con l'abbandono o la svendita all'estero delle parti pregiate dell'apparato industriale, una volta orgoglio degli inglesi. Per non parlare delle condizioni in cui la "dama di ferro" ha lasciato le poste, le ferrovie, la sanità. Se proprio dobbiamo imitare qualcuno, che sia di prim'ordine e la meta sia ambiziosa.
    Margaret Thatcher ha però avuto il merito della realizzazione di un poderoso progetto di privatizzazioni, avvicinato e non raggiunto dai Governi italiani guidati da Ciampi, Prodi, D'Alema, Amato. Il Governo italiano potrebbe proporsi di superare la Thatcher. Il Governo di Silvio Berlusconi declama l'esigenza di completare il piano di privatizzazioni avviato dai governi di centro-sinistra, ma alla prova dei fatti assistiamo alla riedizione di forme di statalizzazione e di spirito statalista non troppo velate. Gli esempi concreti sono numerosi, contraddicono impegni assunti e ostacolano il raggiungimento di obiettivi imperativi nella riduzione del deficit e dell'indebitamento dello Stato.
    Le cartolarizzazioni di Giulio Tremonti, operazioni creative quanto costose in un non lontano domani, non sono sufficienti per rispettare il Patto di stabilità e per confermare la cultura della stabilità nella finanza pubblica, voluta e difesa da Ciampi. L'andamento della congiuntura internazionale non supporta l'ottimismo sulla crescita della ricchezza nazionale indicata dal Governo. Sarebbe quindi opportuno reperire risorse per favorire l'espansione dell'economia e per proseguire il risanamento dei conti pubblici. Sarebbe quindi proficuo collocare sul mercato, senza prevaricarlo e senza mostrare insani interessi lottizzatori, Eni, Enel, Poste, Ferrovie, Finmeccanica, Alitalia.
    Orribile il caso di Trieste, dove l'impudenza lottizzatrice del Comune sta inducendo Generali, San Paolo, Lloyd Adriatico ad uscire dall'Acegas, società quotata in borsa e finora ben gestita. Le società municipalizzate che dovevano essere poste sul mercato interessano ai nuovi amministratori come centri di potere, mentre sarebbero utili per liberare risorse, per eliminare una sottocultura statalista, per non fare pagare alle collettività locali spese eccessive derivanti da riforme scolastiche e sanitarie poco avvedute, ancora, purtroppo, coperte dal Governo nazionale. Certe spese, prima o poi, comporteranno nuove tasse, l'abbassamento dei servizi o il loro restringimento.
    Perché non privatizzare, in maniera avveduta, le municipalizzate?
    La strada imboccata è però un'altra. Si privatizzano scuola e sanità, si mantiene pubblica la gestione di imprese manifatturiere e di servizi. C'è dell'altro. Il ministero dell'Economia ha emanato il nuovo regolamento sulle Fondazioni ex bancarie, introducendo criteri che ne trasferiscono il controllo agli enti locali, avallando la ripubblicizzazione di enti di diritto privato. In questo caso l'interesse preminente appare quello della conquista dei vertici degli istituti di credito al cui controllo partecipano le Fondazioni, oltre che del loro ingente patrimonio, stimato in poco meno di 40 miliardi di euro.
    Allo statalismo si aggiunge il dirigismo, quando si tende ad imporre alle Fondazioni l'investimento obbligatorio del 10% del loro patrimonio nelle grandi opere pubbliche: pubblicizzazione di enti resi privati dalla legge Ciampi e ritorno alla politicizzazione negli affari.
    Encomiabile reperire risorse per realizzare le infrastrutture indispensabili alla modernizzazione e alla maggiore competitività dell'Italia, per migliorare la circolazione di uomini e di merci, per non aggravare le imprese nazionali di oneri impropri rispetto alla concorrenza. Parimenti giusto favorire, come previsto nella legge Ciampi, la separazione tra Fondazioni e istituti di credito, o avviare il superamento di un sistema autoreferenziale che consente ai vertici delle Fondazioni di autocontrollarsi e autoperpetuarsi. Arbitrario e deleterio è fare ciò attraverso regolamenti che sanno di esproprio nei confronti di enti di diritto privato, che reintroducono forme di statalismo burocratico ed interessi politici nella gestione delle imprese.

  6. #6
    Ospite

    Predefinito

    Per la miseria Brunik:
    accidenti quanti elettori del Polo hanno risposto!sembrano davvero pieni di cose buone da rispondere.

    non è che magari si stiano rendendo conto di aver votato un governo di merda?

  7. #7
    agaragar
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    è l'eterna regola del nostro paese:
    "si stava meglio quando si stava peggio".

  8. #8
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    Predefinito

    Questa volta però era facile da capire che tante promesse, l'eldorado per tutti, erano solo propaganda elettorale. Già avevamo visto che cosa il Duo Fasano (Berlusconi - Tremonti) avevano combinato nel 1994.

  9. #9
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    Predefinito Tu quoque Fazio, filii mi...

    Si sta svegliando anche Fazio, sembra che l'infatuazione per Tremonti e per la sua politica da commercialista stia scemando.

    Oggi la Banca d'Italia si è decisa a segnalare quello che anche l'Europa (OCSE) aveva già capito da tempo: il debito pubblico italiano corre velocemente, battuto ogni record. Le entrate fiscali del primo trimestre sono in netto calo. Per forza.

    Fra poco si accorgeranno che anche i contributi INPS sono in diminuzione, e che fra qualche anno non saranno più in grado di pagare le pensioni.

    Speriamo che in molti si accorgano di queste cose, hai visto mai che si riesca a mettere a posto le cose prima del previsto?

    A proposito di Giulio Cesare: sembra che la sua famosa frase sia stata soffocata dalle pugnalate, e che la frase originale, ricostruita da Striscia, fosse: "Tu quoque Bruto, filii mi..gnotte"

  10. #10
    Sospeso/a
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    Predefinito

    Forse lo sta capendo anche il Berlusca che se il PIL non aumenta ci sarà un GROSSO buco.

    M;a non ci aveva promesso un bel 4% all'anno, l'Uomo del Fare? Cosa gli succede, ha perso la bacchetta magica che spacciava di possedere?


    Venerdì 24 Maggio 2002, 219


    Debito Pubblico: Berlusconi,Verso 3 Milioni Di Miliardi Lire; 'Se Non Aumentano Le Entrate Pil Non Potremo Aumentare Spese'

    ROMA - 'Il debito pubblico si sta avviando pericolosamente vero i tre milioni di miliardi di vecchie lire...'. Il premier Berlusconi, parlando a Villa Madama, ha posto l'accento sull'aumento del debito sottolineando la necessita' di 'pensare al suo pagamento'. 'Se non aumentano le entrate a seguito dell'aumento del Pil non potremo aumentare le spese'', ha tra l'altro detto. (ANSA).

 

 
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