Blitz delle forze speciali: oltre 60 morti

Nelle prime ore di questa mattina le forze speciali russe hanno effettuato un improvviso raid nel teatro controllato dagli estremisti ceceni che tenevano in ostaggio quasi 700 persone.

L'azione, durata circa 40 minuti, ha permesso ai militari di liberare i prigionieri, ma purtroppo non senza spargimento di sangue; il numero delle vittime è infatti molto alto: si parla di oltre 60 morti, tra cui almeno 30 civili e quasi tutti i sequestratori (in numero forse tra 30 e 40).



Nessuno tra i componenti dei reparti speciali è stato ucciso: si registrerebbe solo un ferito lieve.

Gran parte dei sequestratori, incluso Movsar Barayev, il loro presunto capo, sarebbero dunque stati uccisi, insieme alle numerose "donne-kamikaze", ossia vedove di guerra che si erano imbottite di esplosivo, pronte a farsi saltare in aria tra gli ostaggi; il che fortunatamente non è accaduto.
Al momento però non si esclude la notizia che alcuni di essi possano essere fuggiti attraverso i sotterreanei del teatro oppure si siano mischiati tra i prigionieri approfittando della confusione.

Tra i civili è elevato anche il numero dei feriti, che al momento stanno venendo evacuati con delle ambulanze giunte sul posto.
Non si conoscono ancora le circostanze in cui 30 di loro hanno perso la vita, ma si è ipotizzato che siano caduti sotto il fuoco diretto dei sequestratori, in rappresaglia dell'azione armata.

Probabilmente ad autorizzare il raid sarebbe stato il presidente Putin in persona: la decisione sarebbe stata presa in poche ore, accelerata probabilmente della drammatica dichiarazione di ieri sera dei guerriglieri, che avevano annunciato l'inizio delle "fucilazioni" degli ostaggi a partire dalle ore 6.00 di questa mattina. Ancora una volta questo ultimatum richiedeva un ritiro unilaterale delle truppe russe dalla Cecenia.

Non si sa ancora di preciso chi sia realmente dietro questa azione terroristica: il governo russo ha ritenuto diretto responsabile il presidente indipendentista ceceno Aslan Maskhadov (che risulta già implicato in altri episodi di questo genere), che però ha negato queste accuse. E' stata avanzata anche l'ipotesi che il sequestro sia stato organizzato da cellule di al-Quaeda, ma questa teoria non sembra trovare fondamento.

Barayev è stato spesso descritto come particolarmente incline alla violenza, più volte protagonista di efferati episodi verso truppe russe nel Caucaso, inclusa la decapitazione, nel 1999, di 4 soldati presi prigionieri.

Resta ora da attendere quello che accadrà in Cecenia nelle prossime settimane, e quale saranno le effettive ripercussioni sul conflitto in corso.
Corrono già voci di intensificazioni della campagna militare: numerosi rastrellamenti sarebbero infatti condotti in queste ore dalle truppe di stanza nella regione.