L' altro giorno, chissà perché, ero un po' giù di corda.
Mi misi quindi a sfogliare i miei amati libri. Tomi preziosi quali: "La storia del Pci" di Paolo Spriano, Einaudi editore.
"I quaderni dal carcere" di A. Gramsci, sempre da Einaudi.
Infine una preziosa guida su "Come diventare perfetti stalinisti in 7 giorni" Berlusconi editore.
Ma non servi a nulla.
Perciò indossai le cuffie ed ascoltai i celebri cori della gloriosa Armata Rossa.
Niente di niente.
Infine, sempre più depresso, suonai un vecchio disco in vinile con su Bella ciao in versione originale.
Non quella dei partigiani cantata anche da Santoro, ma quella delle mondine vercellesi degli anni 30.
Più tardi adattata ad inno della Resistenza. La melodia è la stessa ma le parole son completamente diverse.
Eccovene un saggio:
Alla mattina, appena alzata,
o bella ciao ecc.
alla mattina, appena alzata,
laggiù in risaia debbo andar
e fra gli insetti, e le zanzare,
o bella ciao ecc.
e fra gli insetti, e le zanzare,
un dur lavoro mi tocca far.
Ascoltandola, mi sovvenni della prorompente Silvana Mangano in "Riso amaro" e tosto un po' di sangue mi colorò le guancie.
Eh si, la Rivoluzione socialista ed il Sol dell' Avvenire saranno una gran cosa, ma nell' attesa, anche la carne di noi rossi si dimostra debole quanto quella degli altri.
Ed il nostro pensiero sempre li va a parare. Naturalmente dopo aver reso debito omaggio alla memoria del nostro amato batiuska Vladimir Ulianov
saluti
Gianni Guelfi




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