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  1. #1
    libero pensatore
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    Question Ipotesi storiche fantasiose ... sul Fascismo e sul neo-fascismo ...

    [mid]http://www.irevan.com/nap/La_Marianna_k_.mid[/mid]

    Un po' di Fantapolitica o meglio di Fantastoria.
    Da una discussione di Prezzolini sul Fascismo
    " Fu una rivoluzione incompiuta: la guerra lo stroncò. E' stato l'intervento straniero che ha sconfitto il fascismo. Altrimenti avrebbe potuto continuare in altre forme, evolvendosi o trasformadosi. Il problema è: che cosa sarebbe accaduto alla morte di Mussolini, se lui non avesse puntato tutto sulla carta della guerra e il regime fosse durato".
    La risposta di Prezzolini fu "Mussolini avrebbe potuto cambiare politica, avrebbe potuto mettersi dalla parte dell' America".

    La mia ipotesi è che se Mussolini non si fosse schierato con Hitler, dovendone accettare la politica razziale e il coinvolgimento nella guerra, il fascismo in Italia sarebbe sicuramente continuato.
    Esisteva di fatto un consenso larghissimo e un'opposizione fatiscente.
    Probabilmente prima o poi si sarebbe levato di torno la monarchia e forse oggi, con tutti i suoi limiti e i suoi errori, sarebbe ricordato allo stesso modo con cui l'Argentina ricorda Peron.

    L'esperimento è inviare lo stesso Topic ai vari Forum per vedere che ne esce fuori.

  2. #2
    Anita
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    Se il fascismo fosse continuato avrebbe comunque avuto una fine cosi' come tutte le dittature di destra o di sinistra.
    Il Popolo, alla lunga, si e' sempre scrollato di dosso ogni e qualsiasi dittatura, bianca, rossa, verde o nera.
    Non ci sono se o ma, basta guardare la storia del genere umano che abbiamo alle spalle.
    Come e perche' sia caduto o quanto avrebbe ancora potuto durare e' poco importante.
    Importante e' che non ci sia piu'.

  3. #3
    Virtus Fortunae Victrix
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    Avrebbe dovuto modificarsi in maniera da renderlo irriconoscibile oppure non avrebbe saputo reggere il cambiamento dell'economia.

    Il sistema corporativistico è improponibile ad esempio nel 2002. Per cui o la dittatura fascista dal punto di vista economico sapeva ammodernarsi o saremo diventati come Cuba: pochi diritti, tanta fame.

    E il protezionismo fascista come l'avrebbe messa con l'allora Mercato Comune Europeo? Ma vi rendete conto di quanto sia cambiata l'economia dal 1930 ad oggi? Se Mussolini ha potuto fare la politica dell'autarchia, oggi dopo un giorno di blocco delle importazioni saremmo alla fame.

    Insomma economicamente avrebbe dovuto ammorbidirsi, ma si sa che l'economia libera porta ventate di libertà anche negli altri settori. In primis quello politico. Come sta succedendo in Cina dove il Partito comunista cinese è considerato un peso e un freno per l'economia a causa della sua corruzione interna e inadeguatezza afar fronte ai problemi.

  4. #4
    Garibaldi
    Ospite

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    Ma se il fabbro di Predappio, quella sera del concepimento, fosse andato a letto anzi con qualche donna di facili costumi ?????
    Pensa te quante tribolazioni sarebbero state risparmiate all'Italia !!!!
    Ecco perche' sono favorevole alle "coperative" a luci rosse !!!!!!!!
    Potrebbero salvarci da futuri dittattorelli !!!

  5. #5
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    Originally posted by G. Oberdan
    E il protezionismo fascista come l'avrebbe messa con l'allora Mercato Comune Europeo?
    Sarebbe venuto un Aznar, o chi per lui.

    probabilmente saremmo scivolati lentamente da Almirante a comunque Berlusconi. Nella continuità del peronismo...

  6. #6
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    Originally posted by Anita
    Se il fascismo fosse continuato avrebbe comunque avuto una fine cosi' come tutte le dittature di destra o di sinistra.
    Il Popolo, alla lunga, si e' sempre scrollato di dosso ogni e qualsiasi dittatura, bianca, rossa, verde o nera.
    Non ci sono se o ma, basta guardare la storia del genere umano che abbiamo alle spalle.
    certo, i 30 secoli dei faraoni ad esempio, o i 15 della chiesa, o i 42 secoli della cina.....
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  7. #7
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    il fascismo sopravvissuto alla guerra sarebbe scivolato progressivamente in una dittatura blanda di tipo conservatore, per poi democratizzarsi negli anni sessanta-settanta. La deriva conservatrice era già presente nel fascismo degli anni trenta, aspramente criticata dalle frange radicali rivoluzionarie interne del fascismo.
    Insomma, il fascismo è finito nel 1945, ma sarebbe comunque finito tra il 1960 e il 1970 senza il trauma di una guerra perduta e senza le lacerazioni della guerra civile.

  8. #8
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    Le insidie del fascismo "gentile"

    In un lungo articolo sul "New York Times" Alexander Stille ha spiegato ai lettori americani che in Italia si è affermata una interpretazione più gentile e benevola del regime fascista. Forse in Italia le tesi dei sostenitori di un giudizio sul fascismo più clemente rispetto al passato non destano più turbamenti. Ritengo invece che esse siano sul piano morale profondamente diseducative e sul piano intellettuale viziate da evidenti errori. L'opinione del professor Domenico Fisichella che Stille cita, per esempio, - secondo cui il fascismo commise seri errori ma non può essere giudicato un regime totalitario e realizzò politiche sociali "che furono in parte copiate dal New Deal per porre fine alla Grande Depressione" - si presta a tre obiezioni. In primo luogo la guerra e le leggi razziali non possono essere considerati errori (compiere un errore vuol dire non conseguire un fine che ci siamo prefissi) ma la logica conseguenza della dottrina fascista, che fu fin dagli inizi nazionalista ovvero propugnatrice del diritto delle nazioni di affermare se stesse con la guerra e del valore dell'omogeneità etnica e spirituale di un popolo. In secondo luogo mi pare difficile sostenere che un regime che addirittura inventò e esaltò il concetto di Stato totale non volesse essere totalitario. Se poi fallì, questo dimostra solo la sua inettitudine o la solidità delle resistenze, ma non attenua minimamente la colpa: se avesse potuto il regime fascista sarebbe stato un regime totalitario perfetto. In terzo luogo le politiche sociali non scusano i crimini commessi nei confronti del principio supremo della libertà. A meno che non si voglia sostenere che un po' di pensione, qualche sussidio di disoccupazione e le colonie estive valgano ben la perdita della libertà. Né più solido appare l'argomento tratto dall'opera di De Felice secondo cui il regime fascista non si sosteneva solo con la violenza ma aveva vasto e solido consenso nel popolo, ripreso dal professor Vivarelli. A parte l'ovvia considerazione che il consenso in condizione di monopolio del potere politico, con i partiti dell'opposizione disciolti, i loro leaders in esilio, la mancanza di mezzi di informazione indipendenti non ha alcun valore, se anche il fascismo avesse avuto il consenso spontaneo e entusiasta di tutti gli italiani, questo dimostrerebbe soltanto che gli italiani non amavano la libertà o erano stati persuasi a non amarla. Il consenso del popolo non basta a rendere giusto un regime totalitario, così come non basta a rendere giusto o ingiusto qualsiasi altro regime politico. Soleva dire il vecchio Ferruccio Parri che contro il fascismo aveva solo una obiezione, ma era obiezione morale e dunque tale da imporre una condanna assoluta. Nessuno dei revisori del giudizio sul fascismo è riuscito, a mio modo di vedere, a scalfire il valore del suo pensiero.

    Maurizio Viroli

    --------------------------------------------------------------

    tratto da il
    Pensiero Mazziniano


  9. #9
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    bah, prima di tutto Viroli è uno che si dichiara apertamente di sx (socialdemocratico o qualcosa del genere), per cui il suo giudizio è viziato e parziale.
    Secondo, fa un sacco di confusioni ed errori evidenti. Il nazionalismo per esempio, non si riduce certo a suprematismo espansionista, aspetto estremo semmai del medesimo. E il nazionalismo italiano prima del fascismo ha una lunga storia, fatta anche di avventure coloniali e guerre.
    Il consenso c'era e non importa se non era democratico. O vogliamo sostenere per principio che l'unico tipo di consenso "valido" sarebbe quello espresso nella democrazia liberale?
    I giudizi morali poi sono sempre soggettivi, e rischiano di portare il discorso su un piano metafisico in cui non si può più ragionare ma solo credere o non credere.

    saluti

  10. #10
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    Caro Felix,

    Viroli e' un "Repubblicano" d'area ... non credo per nulla che abbia una base culturale di stampo socialista ... comunque ha poca importanza ... importante e' quanto scrive che dimostra la sua "collocazione" in un ambito di sinistra democratica (non girotondista e populista) come quella a cui apparteniamo noi "poveri" quattro gatti repubblicani.
    Il Nazionalismo di per se non e' nato come concetto "negativo" ... tanto e' vero che i vari nazionalismi europei sono nati, nell'ambito dell'ottocento, in concomitanza dell'affermarsi del concetto di Stato-Nazione di cui il Risorgimento e' una manifestazione eclatante.
    Tali e tanti Nazionalismi prendevano le mosse e le loro origini dagli ideali della Rivoluzione Francese ma non avevano una loro fisionomia ben stabilita ... tanto e' vero che vi erano compresenti vari concetti di nazionalismo: da quello rivoluzionario, a quello democratico-repubblicano a quello di stampo liberale o altri non meglio definiti.
    E' l'uso "strumentale" che il Regime Fascista ha fatto del nazionalismo che e' condannabile ... perche' non si puo' e non si deve, sull'onda di ideali popolari, plagiare le coscenze del popolo ed ingannarle con la promessa della creazione di una Nazione Superiore.
    L'unico "nazionalismo" giusto e buono e' quello che si prefigge, su un piano di leggittimita' democratica, il perseguimento del "bene comune" e delle esigenze del progresso umano e civile ... quel tipo di "amore di patria" che faceva dire a Massimo D'Azeglio che non era importante solo fare l'Italia ma era importante soprattutto fare gli Italiani.
    Per perseguire questi scopi occorre un consenso popolare che non sia estorto per plagio o per dogmatismo ma esca convinto dai cuori per ragionamento e accettazione raziocinante e secondo i canoni democratici della democrazia rappresentativa ... cosa che il regime fascista non fece.

    Un saluto mazziniano


 

 
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