Mandato da ADUC Venerdì, 01 Novembre 2002, 122 uur.
Diversi commercianti fiorentini ricevono una lettera della Fipet (Federazione italiana pubblici esercizi della Toscana) e Confesercenti con, nell'oggetto, "Firenze Città Aperta - promozione gratuita della tua attività" con una serie di consigli per la presenza in città, dal 6 al 10/11 del Social Forum. Si consigliano pacchetti economici scontati (tipo panino/pizza e bibita), con prodotti biologici o derivanti dal "commercio equo e solidale". Poi c'è la richiesta di una offerta umanitaria (come la definiscono alla Fipet/Confesercenti, ma che noi, per far capire di cosa stiamo parlando, chiameremo col suo vero nome, PIZZO): i convegnisti conserveranno lo scontrino della loro consumazione, che consegneranno agli organizzatori, i quali a loro volta faranno i conti negozio per negozio, e poi passeranno a raccogliere il 10% di quanto è stato pagato per la consumazione.
Questo PIZZO (praticato dal 30 ottobre al 10 novembre) sarà devoluto all'organizzazione Emergency. L'elenco di chi aderirà al PIZZO verrà distribuito ai convegnisti, e ogni negozio avrà un marchio da esporre per farsi individuare (e soprattutto far individuare ai convegnisti più esagitati, quei negozi che non danno il PIZZO). Queste offerte alimentari (i pacchetti scontati e quelle soggette a PIZZO) non dovranno contenere certi prodotti, ritenuti incompatibili dagli organizzatori del convegno, e comunicati dalla Fipet/Confesercenti in questa ettera. Si va da tutto ciò che fa parte della "famiglia Coca-Cola, Fanta e prite" a ai prodotti Dal Monte (frutta in scatola, succhi frutta, etc.); in prima lista tutti i prodotti Nestlè, Motta e Alemagna (gelati, dolci) e una lunghissima lista di acque minerali non gradite (Terrier, Vera, Panna, S.Pellegrino, Lievissima, Pejo, Recoaro, Fiuggi, Ferrarelle, Igea, Antica Fonte, Boario, Fausta Vitas); nel mirino anche il cibo per animali Friskies e Buffet, mentre tra i cioccolati, oltre a Nestlè, sono banditi i baci Perugina, il Toblerone, Milka, Suchard e Cote D'or; vietato profumarsi con Oreal e Lancome o fare un brodino con un dado Maggi; i cioccolatini alla menta After Eight vietati insieme al Tè Ati e alla camomilla Montana: per i biscotti no alla Saiwa, Tuc e Cipster, Urrà, Vitasnella, Dolcezze del Mondo e Le Frolle; qualcuno dovrà andare nelle cucine dei ristoranti per controllare che non usino pasta Buitoni e Pezzullo o i salumi della Vismara e che l'olio non sia Sasso e la pommarola Dal Monte, e che i surgelati non siano Findus, Surgela, Mare Fresco e La Valle degli Orti, e formaggi Locatelli, Kraft e Philadelphia, e niente macedonie con frutta in scatola della Dole. La lista è lunga, ma ricordiamo la Pizza Catarì (ma chi la usa al di là delle mura domestiche? O forse il consiglio/divieto si estende anche lì), gli yogurt Danone, Vitasnella, Actimel, Vanito e Danette, il dessert Royal e il settore sigarette (Cartier, Chesterfield, Consulate, Dunhill, L&M, Lark, Marlboro, Merit, Piccadilly), fino a prodotti Galbani, Antica Gelateria del corso. C'è da far tenere chiusi in quei giorni diversi negozi, ristoranti, bar e supermercati che, vendendo questi prodotti, non avranno il "marchio di bontà'", e quindi potrebbero essere soggetti a chissà quali reazioni.
Così Firenze si prepara ad accogliere i ragazzi del Social Forum che, se di per sè, fino a prova contraria e caso per caso, sono delle brave persone, non ci sembra che le condizioni poste per la loro accoglienza (ricordiamo che la lista dei prodotti "incompatibili" è fornita dagli organizzatori dei convegni) e tutta la storia del PIZZO, giochino a favore di un clima di serenità e rispetto di ognuno. Con il beneplacito di Fipet/Confesercenti che si prestano a questo ridicolo e drammatico ricatto.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc. Associazione per i diritti degli utenti e consumatori. aduc.it@aduc.it




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