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  1. #1
    Le fondamenta di POL
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    Thumbs down I No Global chiedono il "pizzo"

    Diversi commercianti fiorentini ricevono una lettera della Fipet (Federazione italiana pubblici esercizi della Toscana) e Confesercenti con, nell'oggetto, "Firenze Città Aperta - promozione gratuita della tua attività" con una serie di consigli per la presenza in città, dal 6 al 10/11 del Social Forum. Si consigliano pacchetti economici scontati (tipo panino/pizza e bibita), con prodotti biologici o derivanti dal "commercio equo e solidale". Poi c'è la richiesta di una offerta umanitaria (come la definiscono alla Fipet/Confesercenti, ma che noi, per far capire di cosa stiamo parlando, chiameremo col suo vero nome, PIZZO): i convegnisti conserveranno lo scontrino della loro consumazione, che consegneranno agli organizzatori, i quali a loro volta faranno i conti negozio per negozio, e poi passeranno a raccogliere il 10% di quanto è stato pagato per la consumazione.

    Questo PIZZO (praticato dal 30 ottobre al 10 novembre) sarà devoluto all'organizzazione Emergency. L'elenco di chi aderirà al PIZZO verrà distribuito ai convegnisti, e ogni negozio avrà un marchio da esporre per farsi individuare (e soprattutto far individuare ai convegnisti più esagitati, quei negozi che non danno il PIZZO). Queste offerte alimentari (i pacchetti scontati e quelle soggette a PIZZO) non dovranno contenere certi prodotti, ritenuti incompatibili dagli organizzatori del convegno, e comunicati dalla Fipet/Confesercenti in questa ettera. Si va da tutto ciò che fa parte della "famiglia Coca-Cola, Fanta e prite" a ai prodotti Dal Monte (frutta in scatola, succhi frutta, etc.); in prima lista tutti i prodotti Nestlè, Motta e Alemagna (gelati, dolci) e una lunghissima lista di acque minerali non gradite (Terrier, Vera, Panna, S.Pellegrino, Lievissima, Pejo, Recoaro, Fiuggi, Ferrarelle, Igea, Antica Fonte, Boario, Fausta Vitas); nel mirino anche il cibo per animali Friskies e Buffet, mentre tra i cioccolati, oltre a Nestlè, sono banditi i baci Perugina, il Toblerone, Milka, Suchard e Cote D'or; vietato profumarsi con Oreal e Lancome o fare un brodino con un dado Maggi; i cioccolatini alla menta After Eight vietati insieme al Tè Ati e alla camomilla Montana: per i biscotti no alla Saiwa, Tuc e Cipster, Urrà, Vitasnella, Dolcezze del Mondo e Le Frolle; qualcuno dovrà andare nelle cucine dei ristoranti per controllare che non usino pasta Buitoni e Pezzullo o i salumi della Vismara e che l'olio non sia Sasso e la pommarola Dal Monte, e che i surgelati non siano Findus, Surgela, Mare Fresco e La Valle degli Orti, e formaggi Locatelli, Kraft e Philadelphia, e niente macedonie con frutta in scatola della Dole. La lista è lunga, ma ricordiamo la Pizza Catarì (ma chi la usa al di là delle mura domestiche? O forse il consiglio/divieto si estende anche lì), gli yogurt Danone, Vitasnella, Actimel, Vanito e Danette, il dessert Royal e il settore sigarette (Cartier, Chesterfield, Consulate, Dunhill, L&M, Lark, Marlboro, Merit, Piccadilly), fino a prodotti Galbani, Antica Gelateria del corso. C'è da far tenere chiusi in quei giorni diversi negozi, ristoranti, bar e supermercati che, vendendo questi prodotti, non avranno il "marchio di bontà'", e quindi potrebbero essere soggetti a chissà quali reazioni.

    Così Firenze si prepara ad accogliere i ragazzi del Social Forum che, se di per sè, fino a prova contraria e caso per caso, sono delle brave persone, non ci sembra che le condizioni poste per la loro accoglienza (ricordiamo che la lista dei prodotti "incompatibili" è fornita dagli organizzatori dei convegni) e tutta la storia del PIZZO, giochino a favore di un clima di serenità e rispetto di ognuno. Con il beneplacito di Fipet/Confesercenti che si prestano a questo ridicolo e drammatico ricatto.
    Vincenzo Donvito, presidente Aduc. Associazione per i diritti degli utenti e consumatori. aduc.it@aduc.it

    http://www.legnostorto.com/node.php?id=988

  2. #2
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito Chi finanzia i contestatori? Noi!

    Mandato da Pauler Venerdì, 01 Novembre 2002, 168 uur.
    Qualche anno fa, quando Casarini e Agnoletto si affacciavano sulla scena nazionale come novelli eroi, Libero ci informava su come le varie associazioni antagoniste si finanziassero.
    In particolare risultava che (...) Casarini, capo dei "guerrieri anti G8" (definizione dell'Espresso) è stato dal '98 consulente del ministro degli Affari sociali nel periodo di regno ulivista. Livia Turco stava lavorando alla sua proposta di legge sulle politiche giovanili quando ha deciso di coinvolgervi il centro sociale Nordest di Casarini e il Leoncavallo (anch'esso nel Genova social forum), che hanno ottenuto il riconoscimento di "soggetto di riferimento" nella pdl, dov'è indicato uno stanziamento di ben 500 miliardi l'anno (avete letto bene !!!!!!!!!) per il complesso di tutte le attività. La Turco spiegò all'epoca che la "liaison" era il "proseguimento di un percorso di confronto e lavoro avviato con i giovani dei centri sociali già dalla conferenza di Napoli sulla droga", in cui Casarini risultava nei gruppi di lavoro ministeriali. (......) Il ministro si è giustificata dicendo di avere "bisogno dei suggerimenti che ci vengono dalle esperienze sul territorio". (.........) riferendosi al Carroccio, Casarini aveva lamentato che "i razzisti e i secessionisti sono protetti e tutelati dallo Stato". E il ministero l'ha inserito nella mangiatoia pubblica, secondo un esponente di Forza Italia su suggerimento del sindaco di Venezia. Massimo Cacciari ha negato, anche se insieme con suo fratello Paolo lo ha incontrato in importanti convegni di area "anti G8". (.........)

    Alle collaborazioni ministeriali, infatti, seguono quelle con Fuoriluogo, rivista del Forum droghe della diessina Grazia Zuffa, dove compaiono altri due nomi che ritroviamo sia tra gli anti G8 che tra i consulenti pubblici: Luigi Ciotti e Sergio Segio, rispettivamente leader e ufficio stampa del Gruppo Abele il cui "centro studi" ha lavorato con il ministero dell'Interno, l'Istituto Superiore di sanità, il comune di Torino etc (.....) Con lui (don Ciotti) lavorano infatti il già citato Segio , ex Prima Linea, e l'ex Br Susanna Ronconi, coautrice delle linee guida sulla "riduzione del danno" impartite dai ministri Turco e Umberto Veronesi.

    Alla direttiva ufficiale sulla droga del governo ulivista ha collaborato poi Vittorio Agnoletto. Il leader della Lila (nemmeno a dirlo anti G8) (........) si è reso protagonista di azioni "di disturbo" memorabili. Eppure i ministri Bindi e Veronesi gli hanno affidato ruoli di responsabilità nelle conferenze antidroga di Napoli e Genova e lo hanno inserito dal '93 nella Commissione nazionale sull'Aids.
    Tra i commissari, ai quali sono stati offerti compensi su cui ciascuno si è regolato a suo modo, è forse il più longevo. Ma per le associazioni come Abele e come la Lila di Agnoletto non sono importanti i compensi direttamente percepiti dai responsabili, ma le convenzioni con consentono i finanziamenti, Agnoletto risulta responsabile di molti "progetti di ricerca scientifica e di intervento socio-sanitario, in Italia e all'estero". (mi sembra il seguito di un film dell'orrore, secondo la scenarizzazione di Pelanda...)

    Dal che si evince che la risposta alla domanda "chi li paga ?" è una sola:N O I !!!!!!! che siamo la dimostrazione matematica dei "cornuti e mazziati", anche se nessuno ne dubita, credo.

    Ovviamente i finanziamenti e gli introiti dei gruppi no global non si fermano certo qui.
    Al tristemente famoso G8 di Genova l’allora neo ministro Giovanardi chiese al Governo, il 16 Giugno, 53 miliardi per coprire i costi della sicurezza durante il convegno dei G8, dopo che furono stanziati altri 3 miliardi per "ospitare" i suddetti "contestatori" (banditi al soldo di chi?) durante il loro soggiorno ligure.
    Dopo ci sarebbero state le spese per risarcire i danni fatti dai suddetti "contestatori", qualche miliardo ancora.

    Insomma i no global viaggiano con le casse piene riempite dallo Stato “infame” che combattono. O meglio, combattono un sistema quando essi stessi cercano di entrarvi in ogni modo per la “volgare” spartizione del vil denaro.
    Se Cacciari provò a smentire un suo diretto coinvolgimento nella segnalazione del “collaboratore” Casarini, ben poco potrà dire con l’indegno sperpero di risorse pubbliche che ha avviato come sindaco di Venezia. Lavoro che ha proseguito “brillantemente” anche il suo successore, l’attuale sindaco Costa. In sostanza il Comune di Venezia si è distinto in questi anni per finanziare centri sociali e cooperative create ad hoc per svariati miliardi al fine di portare avanti progetti di valore sociale. La fetta della torta più grossa dei finanziamenti concessi dal comune ai centri sociali spetta alla cooperativa Caracol, titolare della gestione e della custodia del campo profughi di Zelarino, nell’entroterra veneziano: ben 700 sono i milioni di lire ottenuti nel 2001 per la realizzazione dei progetti Mila e Mila2 con l’obiettivo di sgomberare il campo profughi attraverso il rimpatrio volontario. Peccato che una volta incassato l’assegno del Comune, i «profughi» comincino a girovagare per l’Italia....
    La Coracol ha ottenuto anche altri finanziamenti per progetti di altra natura, tra cui vi è anche quello gestito con l’Associazione culturale Officina sociale, incaricata di gestire il complesso immobiliare di Marghera che da sei anni è occupato abusivamente dai militanti del centro sociale. Così da occupanti della ex fabbrica di biscotti, i militanti del centro sociale sono diventati “ospiti” finanziati. Altri 300 milioni, poi, sono andati alla voce dell’autonomia, Radio Sherwood, per il progetto Melting pot di aiuto agli immigrati costituito da assistenza legale e informazione attraverso una serie di trasmissioni radiofoniche settimanali in sei lingue (italiano, inglese, francese, arabo, albanese e serbo-croato). La cosa ridicola è che la radio, avendo sede a Padova, non poteva certo essere finanziata dal Comune di Venezia. Per questo, in tutta fretta, è stata aperta una succursale a Marghera che ha anch’essa sede negli uffici occupati.
    E’ normale chiedersi le ragioni ed il perché la Serenissima ha tanto a cuore queste organizzazioni antagoniste. Dobbiamo ammettere che non c’è molto da penare per scoprirlo, visto che l’assessore delle Politiche Sociali del comune veneziano è un certo Beppe Caccia, ex tuta bianca in carriera. E’ al suo assessorato che giungono i progetti che le varie associazioni e centri sociali inviano con tanto di richieste economiche, finanziate dalla giunta una volta accolti.

    Da quel sistema che tanto combattono arrivano le risorse che costituiscono la loro principale fonte di sostentamento. E nei partiti che tanto osteggiano cercano di inserirsi in modo definitivo per arrivare al controllo del potere e delle risorse necessarie per la propria sopravvivenza. Se i risultati delle elezioni dello scorso anno hanno inferto pesanti sconfitte a quasi tutti i no global che si erano candidati, a testimonianza ulteriore che questa gente rappresenta le istanze di minoranze quasi irrisorie, il loro impegno rimane quello di scalare i vertici dei partiti di sinistra. Basti ricordare l’ascesa nei Verdi veneti avvenuta nel 2000 da parte di Casarini che portò alla scissione interna: con un pacchetto di oltre 200 tessere raccolte nei centri sociali costrinse la vecchia guardia ambientalista ad andarsene. Singolari le affermazioni di due dei leader storici verdi: per Marco Boato «Casarini & C hanno scalato il partito come una società per azioni», per Ivo Rossi «il loro simbolo dovrebbe essere un Sole con il passamontagna». Nei prossimi giorni questi Che Guevara improvvisati arriveranno a Firenze in pompa magna con i soldi dei governi nazionali e cittadini minacciando il nostro patrimonio storico e culturale, oltre che l'intelligenza e la coerenza umana...

  3. #3
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  4. #4
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    Io verso un contributo (modesto) ad Amnesty International da anni.
    E senza la contropartita del panino.

    Non ho mai pensato di pagare un pizzo. Si è liberi di aderire, o meno.


  5. #5
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    i no-global, insieme all Cgil, hanno diramato un documento di solidarietà alle vittime di San Giuliano. Tanto che chiedono il pizzo.

  6. #6
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    Il documento comprende ANCHE una libera sottoscrizione a favore delle vittime del terremoto.
    Tanto per il pizzo.

  7. #7
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    Originally posted by DrugoLebowsky
    i no-global, insieme all Cgil, hanno diramato un documento di solidarietà alle vittime di San Giuliano. Tanto che chiedono il pizzo.
    Che dolci... sono commoventi. Spero solo che non vogliano fare una sottoscrizione, perché di quella gente non mi fiddo granché.

    Comunque complimenti per le vostre risposte.... sempre attinenti.

  8. #8
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    Pizzo o non pizzo la cosa che trovo irritante e` quella che un movimento che non ha piu` molto seguito altrove si sia istituzionalizzato in Italia.
    questo paese di merda sembra una palude. ci teniamo tutti i ferrivecchi della storia, papato, comunismo, ex sessantottini, magliette di che guevara, brigatisti, cattacomunisti emuli, beati loro, di san francesco. sempre un passo indietro rispetto agli altri, incapaci di superare alcunche` nella storia.
    adesso i mancavano pure questi. negli states e` stato un fenomeno limitato, quasi azzerato dopo le twin tower, e che ha avuto adesso una risalita con il solito "pacifismo".
    noi italiani invece affezionati al "posto fisso", persino quelli che protestano, dobbiamo tenerci `sti tizi sino al 2070. come niente che fra vent`anni sentirete persone che diranno: cosa ho fatto nella vita???? un cazzo pero` ero a Genova il 20 luglio del 2001.........

  9. #9
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    Originally posted by Österreicher


    Che dolci... sono commoventi. Spero solo che non vogliano fare una sottoscrizione, perché di quella gente non mi fiddo granché.

    Comunque complimenti per le vostre risposte.... sempre attinenti.
    Più o meno come le tue sulle motivazioni delle sentenze dei processi del Banana.

    Ah! La sottoscrizione c'è!!
    Solo che, i bananas, per OVVI motivi, sono cortesemente e per decenza pregati di astenersi.

  10. #10
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    Originally posted by benny3
    Pizzo o non pizzo la cosa che trovo irritante e` quella che un movimento che non ha piu` molto seguito altrove si sia istituzionalizzato in Italia.
    questo paese di merda sembra una palude. ci teniamo tutti i ferrivecchi della storia, papato, comunismo, ex sessantottini, magliette di che guevara, brigatisti, cattacomunisti emuli, beati loro, di san francesco. sempre un passo indietro rispetto agli altri, incapaci di superare alcunche` nella storia.
    adesso i mancavano pure questi. negli states e` stato un fenomeno limitato, quasi azzerato dopo le twin tower, e che ha avuto adesso una risalita con il solito "pacifismo".
    noi italiani invece affezionati al "posto fisso", persino quelli che protestano, dobbiamo tenerci `sti tizi sino al 2070. come niente che fra vent`anni sentirete persone che diranno: cosa ho fatto nella vita???? un cazzo pero` ero a Genova il 20 luglio del 2001.........
    Vedi Austriaco; le risposte "attinenti" ti arrivano dai tuoi sodali bananas.
    De che te preoccupi??

 

 
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