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Discussione: Firenze in pericolo!!!

  1. #1
    The Matrix has you....
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    Predefinito Firenze in pericolo!!!

    Saranno in 200mila ad invadere le strade di Firenze, città d'arte per eccellenza. Trasmettono la volontà di pacifiche manifestazioni e di non voler passare per il centro, ma chi ci gantisce tutto ciò? E perchè dividersi in due tronconi se non per essere meno controllabili? Avremo una seconda 'Genova'?

    Curiosa la data stabilita, 9 novembre.......

  2. #2
    Nebbia
    Ospite

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    Si parla di 6000 stranieri dei Black block provenienti da mezza Europa, altro che due tronconi. Questi esperti in guerriglia urbana si divideranno come loro solito in piccoli gruppi e devasteranno tutto! Agghiaccianti le dichiarazioni di lucido delirio dei cosidetti "disobbedienti" ex tute bianche della truppa Casarini: "ci prenderemo i nostri spazzi" !!!

  3. #3
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    Mi dispiacerebbe per le magnifiche opere d'arte che andrebbero perse, ma se buttassero giù Firenze sarei contento non poco...
    ULTRAS MODUS VIVENDI

  4. #4
    Nebbia
    Ospite

    Predefinito Monumenti in ostaggio!

    Non è uno scherzo, purtroppo si profilano disordini e "okkupazioni", il rischio della presa in ostaggio da parte dei Black Block dei più famosi monumenti storici di Firenze viene individuato come un pericolo estremamente reale nei rapporti investigativi della polizia Greca, Austriaca e Tedesca.
    A inchiodarli nelle loro intenzioni ci sono corposi faldoni della polizia di mezza Europa in collaborazione con quella italiana. Essi riportano dati inequivocabili: intercettazioni ambientali e telefoniche, fermento di personaggi dell'area insurezzionalista con alle spalle gravi precedenti penali per devastazioni e guerriglie urbane, sinistri briffing sinergici tra gruppi di svariate entità, acquisti di armi e di biglietti aerei, navali e di treni con destinazione Firenze. La replica dei fatti di Genova è quasi assicurata, la perdita della nostra identità rinascimentale anche!

  5. #5
    Nebbia
    Ospite

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    Chi sono i veri padrini dei "no global"
    di Mauro Bottarelli

    «Non possiamo continuare a far finta che tutto sia normale con un governo che, nelle migliori tradizioni fasciste, chiude le frontiere». Parole e musica dell’ex portavoce dei centri sociali del Nord-Est, Luca Casarini, secondo il quale - dopo la decisione di sospendere il Trattato di Schengen nei giorni del Social Forum di Firenze - con le forze dell’ordine non c’è più trattativa: «Tanto le carte sono truccate e Serra esegue gli ordini del governo Berlusconi. Quanto al nostro comportamento in piazza a Firenze, dipende: se c’è la guerra all’Iraq o se non c’è». Bontà loro, forse non distruggeranno proprio tutto. Quanto ai rapporti con le istituzioni fiorentine, Casarini aspetta di vedere se sono veramente disponibili a dare ai no global gli spazi per le giornate del Forum: «Noi in ogni caso gli spazi ce li prendiamo». Capito, loro gli spazi se li prendono comunque. Loro vanno in piazza con il volto coperto, loro si scontrano con la polizia, loro fanno ciò che vogliono. Perché loro sono i “disobbedienti”, non persone normali, sono il sottoprodotto di un lassismo culturale che creato burattini impuniti, piccoli e arroganti capipopolo immuni da ogni concetto di convivenza civile e di legalità. Ma tant’è, questa è l’aria che tira. In Urss per privare della voce i dissidenti bisognava incarcerarli, nella società del politically correct targata Ulivo basta definirli nemici del movimento. Questa non è dialettica politica, né tantomeno opposizione democratica: è un’opera di rimozione preventiva e falsa dei germi del “malpensare” conservatore dalle menti degli individui, la pianificazione di un’educazione civica che è in verità allevamento al culto del pensiero unico mondialista, obbligatorio e inevitabile perché - per una sorta di legge naturale non scritta ma “democraticamente” imposta - universalmente migliore e dunque non rifiutabile se non da soggetti fascisti e bisognosi di sprangate. Il mondo possibile di Casarini e soci è un mondo dove ognuno è libero di fare ciò che vuole senza leggi né doveri: quindi è soltanto l’altra faccia della moneta della globalizzazione mondialista che tanto dicono di contestare, ovvero la trasformazione del mondo in un parco di attrazioni, in un supermercato del divertimento regolato dal piacere materiale, dalla logica del profitto e della legge del denaro. Per trovare conferma basta leggere i nomi dei burattinai occulti di questo movimento. Partiamo da Edward Goldsmith, miliardario boss della rivista The Ecologist, tra i principali sponsor del movimento e collegato ai vertici di Wwf, Greenpeace, International Forum on Globalization (IFG). Passato agli onori delle cronache per la dichiarazione di Siena, sparata propagandista scritta e orchestrata dai vertici mondialisti Usa per affossare gli ultimi ancoraggi dell’economia allo spirito di Bretton Woods e spianare la strada alla truffa borsistica, Goldsmith è il miglior amico del banchiere di Wall Street, John Train. C’è poi George Soros, noto speculatore per conto dei Rothschild e membro permanente del forum mondialista di Davos. Convertitosi tardivamente all’etica no global - dopo aver rovinato decine di economie, tra cui quella italiana - Soros ha sposato la causa riproponendosi di abbattere lo stato nazionale per ricostruire l’Impero: ovvero, proseguire la propria battaglia dall’altra parte della barricata. Anello di congiunzione tra vertici mondialisti e mondo no global sono personaggi come il giornalista e scrittore Walden Bello, ideatore delle strategie di movimento al G8 di Genova e, guarda caso, legato mani e piedi alla Soros Foundation. Ma sono le rappresentanze stesse del movimento a tradire radici tutt’altro che antagoniste. Il World Social Forum, ad esempio, è stato fondato a Porto Alegre in Brasile per egemonizzare l’intero mondo no global, grazie ad un sapiente gioco delle parti orchestrato da Goldsmith e Soros a Davos. Il suo “zoccolo duro” è costituito dai reduci del Forum di Sao Paulo, ovvero le forze sovversive latinoamericane che dopo la caduta del comunismo si autofinanziavano con i traffici di droga. Queste forze hanno intrattenuto strani e tutt’altro che segreti rapporti con i vertici di Wall Street tanto che nel 1999 il presidente della New York Stock Exchange, Richard Grasso, si recò in visita ufficiale ad incontrare i leader dei narcoterroristi colombiani delle Farc nella zona da essi controllata. Abbracciò il leader del Farc, Raul Reyes, auspicando che la sua visita «segni l'inizio di rapporti nuovi tra il Farc e gli Stati Uniti». Qualche settimana prima dell'incontro l’ente di statistica colombiana DANE aveva reso noto che nel Pil colombiano in futuro sarebbero stati compresi «i raccolti illeciti della produzione agricola», su richiesta esplicita, udite udite, del Fondo Monetario Internazionale. Niente male per dei rivoluzionari duri e puri, contemporaneamente soggetti attivi e utili idioti della propaganda mondialista: la loro presenza legittima la globalizzazione dimostrandone la democraticità nel rispetto delle forme di dissenso, la loro guerriglia serve per creare paura e disapprovazione nell’opinione pubblica veicolandone inconsciamente il consenso verso la pacifica e rassicurante globalizzazione che i “cattivi” combattono. La stessa logica che, nel corso della Rivoluzione francese, vedeva i giacobini controllati dai servizi segreti inglesi di Bentham. Stessa moneta, due facce opposte e complementari: ecco il nuovo mondialismo dei “Giano bifronte”.

  6. #6
    Nebbia
    Ospite

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    Peruzzotti: con certi toni c’è il rischio che la città del Giglio
    si trasformi come Genova
    di Gianluca Savoini

    «Il governo ha scelto responsabilmente la strada del dialogo con i no global del Social Forum pronti a marciare su Firenze. Ma sia ben chiaro che certe frasi, certi proclami, in particolare quelli provenienti dal signor Casarini, sono pesanti come pietre. Quando Casarini annuncia che i no global gli spazi per manifestare a Firenze se li prenderanno a tutti i costi, ebbene, ci troviamo di fronte ad una pura e semplice premeditazione. E il codice penale, in questi casi, parla chiaro».
    Luigi Peruzzotti, esponente della Lega Nord nella commissione Difesa al Senato, non è tranquillo.
    «Se fossi un cittadino di Firenze, lo sarei ancora meno - spiega -. Purtroppo le dichiarazioni dei leader del Social Forum non lasciano presagire nulla di buono. Mi sembra di rivivere il clima precedente al tragico luglio dell’anno scorso, quando a Genova finì come tutti sappiamo».
    Tutti sappiamo come è finita a Genova, ma nessuno pare intenzionato ad intervenire contro chi dimostra tutta la sua aggressività.
    «Evidentemente c’è da chiedersi che cosa sta facendo la magistratura. Forse sono tutti impegnati su determinati processi che assumono connotati politici e non hanno tempo di occuparsi di simili dichiarazioni. Se qualcuno parla come ha fatto Casarini, le sue parole dovrebbero finire sotto la lente di ingrandimento dei magistrati. Non è tollerabile usare simili toni, minacciare sfracelli e poi magari piangere le solite lacrime di coccodrillo per ciò che potrà avvenire a Firenze».
    Lei teme nuovamente un clima da guerriglia urbana?
    «Come si fa a non temerlo? Lo scorso 20 luglio a Genova ho visto, nel corso della commemorazione della morte di Giuliani, furgoni della polizia attorniati da branchi di contestatori, spesso mascherati, che sputavano, tiravano calci, scrivevano frasi orribili con le bombolette spray. E nessun poliziotto poteva reagire, doveva prendersi gli sputi, gli insulti, le aggressioni. Fino a quando in un paese che si vuole civile si dovrà assistere a simili scene tristi e vergognose? Le forze dell’ordine sono chiamate a difendere l’ordine pubblico, a difendere le proprietà della stragrande maggioranza dei cittadini che non la pensano come i no global, e devono essere presi a sputi in faccia da quei figuri?»
    Lei li definisce figuri, ma per altri, compresi certi intellettuali, sono degli eroi.
    «È incredibile. Quelli non sono affatto degli eroi, è gente ai margini della legge e in alcuni casi addirittura contro la legge. Sia ben chiaro che se succederà qualcosa di brutto a Firenze, allora bisognerà cambiare il modo di rapportarsi con questi contestatori».
    La scelta di Firenze non pare molto azzeccata.
    «Non è azzeccata. Firenze è una splendida città d’arte, sarebbe stato meglio evitare simili appuntamenti che si trascinano dietro le contestazioni dei no global. Ma adesso è inutile discutere su questa scelta, adesso bisogna solo evitare che scoppino incidenti».
    A Firenze non è stata indicata una “zona rossa” per non provocare, si è detto, la reazione dei no global. Ma si vede che a Casarini non è bastato.
    «Con certi individui non si può dar loro un dito, altrimenti si prendono il braccio. Firenze dovrà essere la “prova del nove”: se i contestatori ripeteranno le gesta di Genova, le autorità dovranno cambiare registro e dimostrarsi determinate».

  7. #7
    Nebbia
    Ospite

    Predefinito

    Firenze non sarà Genova. Nel capoluogo toscano non ci sono summit internazionali né zone rosse. ”Non vi è una minaccia per la sicurezza di capi di stato e di governo, né è stata segnalata (come avvenne invece a genova) la possibilità di attacchi terroristici”. Ma questo "non ci consente di escludere che elementi eversivi possano considerare Firenze come un palcoscenico di assoluto prestigio mondiale per le loro gesta, che luoghi e opere d'arte possano diventare loro ostaggi o vittime, anche non volute, di violenze preordinate". A pochi giorni dall’inizio del Social Forum europeo, che dal 6 al 10 novembre vedrà riuniti a Firenze 18.000 no-global provenienti dal tutto il mondo, il ministro degli Interni Giuseppe Pisanu torna a parlare di possibili infiltrazioni di facinorsi che potrebbero mettere a rischio i monumenti della città.

    Per evitare l’ingresso alle frontiere di persone indesiderabili nei giorni del Social Forum saranno intensificati i controlli alle frontiere, mentre per garantire il pacifico svolgimento di manifestazioni, work shop e incontri (ne sono sono previsti centinaia, spersi sul territorio di Firenze e dei comuni limitrofi) saranno schierati circa 4.500 uomini delle forze dell’ordine. La decisione è stata presa nel corso dell’ultimo comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza presieduto dallo stesso Pisanu. Nel corso della riunione al Viminale sono stati affrontati tutti gli aspetti legati alla sicurezza: dal possibile impiego di telecamere per il controllo delle diverse zone della città, all'utilizzo di riprese aeree, all'individuazione di circa 50 obiettivi sensibili da presidiare.

    E’ sfumata invece l’ipotesi di sospendere il trattato di Schengen. Una possibilità che aveva fatto andare su tutte le furie gli organizzatori del Social Forum che avevano minacciato di far saltare l’intera cinque giorni fiorentina. Sabato 19 il tavolo tra il prefetto di Firenze e i no global era ripreso, dopo che gli organizzatori del Social Forum avevano assicurato un forte impegno a garantire la sicurezza di Firenze con un servizio a tutela dei monumenti della città. Pisanu ha annunciato che sarà applicato l'articolo 2 comma 2 del trattato di Schengen che prevede la possibilità di respingere alla frontiera gli indesiderati. Ma dal movimento arriva la richiesta che vengano fornite garanzie sulle modalità di applicazione.

    Per gli organizzatori del Social Forum è invece inaccettabile un rinvio o uno spostamento della manifestazione da Firenze. "Con un rinvio il governo ammetterebbe l'incapacità di gestire una manifestazione pacifica - ha detto Stefano Covac, uno degli organizzatori - se una decisione in tal senso fosse presa vorrebbe dire che hanno prevalso le forze che da destra e sinistra sono contrarie alla libera espressione dei movimenti sociali". Ma non è solo un problema politico, spiega ancora Covac: "La macchina organizzativa è molto avanzata, ci sono impegni per milioni di euro, il governo rinviando o spostando l'appuntamento di Firenze si dovrà assumere ogni responsabilità".

    Il presidente della Camera Pierferdinando Casini ha inviato ai capigruppo di Montecitorio una lettera nella quale sottolinea l'esigenza di un 'approfondimento' della Camera delle questioni sollevate nel corso della discussione sul Social forum di Firenze. Casini chiede ai capigruppo parlarne giovedì pomeriggio in una riunione.
    Da parte sua la città sembra pronta ad accogliere convegnisti no-global. Il sindaco Leonardo Domenici ha assicurato che tutto è pronto ed è già stato trovato alloggio a tutti i delegati. Delle 16-18 mila persone attese per il forum, 8.000 alloggeranno in strutture ricettive commerciali, mentre le restanti 8-10.000 saranno accolte in strutture messe a disposizione gratuitamente. Circa 2.500 nei comuni limitrofi e gli altri a Firenze, dove gli uffici comunali hanno già trovato soluzioni per oltre 7.000 posti.

    A Firenze si parlerà di liberismo, di guerra, di razzismo, di immigrati, di diritto al reddito e alla casa, ci sarà uno spazio per il confronto con i partiti e le istituzioni, ma anche per le iniziative culturali. Il programma è disponibile sul sito del Forum (www.fse-esf.org). I lavori del Forum si terranno alla Fortezza, al Palaffari e alla stazione Leopolda nelle giornate di giovedì 7, venerdì 8 e nella mattina di sabato. L'iniziativa di apertura di terrà invece mercoledì 6 con un concerto di bande musicali e performance teatrali; ci saranno poi iniziative musicali e culturali in varie piazze e luoghi della città, mentre il 9 pomeriggio si terrà la manifestazione di chiusura, con un corteo per la pace che si concluderà con un concerto.



  8. #8
    Lurido
    Ospite

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    Firenze è una città d'arte fossilizzata, altro che città d'arte per eccellenza. Cos'è il rinascimento? Un periodo oscuro, dove l'arte è stata pilotata dal pensiero clericale in tutte le sue forme: pittura, scultura ecc ecc. Solo verso la fine dell'800 l'arte si è liberata dai canoni classicistici del pensiero bigotto e borghese. Comunque state tranquilli, certamente i no global non causeranno il minimo danno ai vostri tanto amati monumenti!
    Non si tenti piuttosto di imbavagliare la giusta protesta all'ammasso globalizzante della politica capitalborghese di questo nuovo millennio, perchè noi saremo sempre sulle barricate per ottenere un mondo libero e socialista!


    PS: appuntamento a Firenze: io sarò alla testa del corteo Azione di Avanguardia Artistica, Libera arte in Libero Pianeta!

  9. #9
    lobosinistro
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Lurido
    Firenze è una città d'arte fossilizzata, altro che città d'arte per eccellenza. Cos'è il rinascimento? Un periodo oscuro, dove l'arte è stata pilotata dal pensiero clericale in tutte le sue forme: pittura, scultura ecc ecc. Solo verso la fine dell'800 l'arte si è liberata dai canoni classicistici del pensiero bigotto e borghese. Comunque state tranquilli, certamente i no global non causeranno il minimo danno ai vostri tanto amati monumenti!

    Senti, fossile, un altro Rinascimento te lo sogni. Dove ci sono zecche c'è sporcizia e dal nick, vedo che sei il primo a rendertene conto. Quindi, cercate di non appoggiarvi da nessuna parte mentre passeggiate.



    Saluti

  10. #10
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    Se succedessero danni ai monumenti penso che i primi a scendere in piazza sarebbero i cittadini di Firenze, il popolo vero non quei drogati del Centro sociale.
    Se ci fosse realmente una lotta di popolo contro questi idioti forse sarebbe la volta buona per levarseli di torno.
    Ho già letto su Tifonet messaggi di Ultras Viola che avvertivano i no global "attenti, manifestate quanto volete ma chi tocca un solo monumento di Firenze non ne esce vivo!". ricordo che agli inizi degli anni 90 gli Ultras Viola guidarono una sorta di sommossa popolare contro gli immigrati che deturpavano il centro storico, che ci sia un ricorso storico?

 

 
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