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  1. #1
    100% sardu
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    Question domanda per i vegetariani

    ciao, mangiate vegetali provenienti da agricoltura biologica oppure intensiva "industriale"?

  2. #2
    Orazio Coclite
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    Io ho dei terreni con coltivazioni fuori Roma, ma se acquisto di solito prendo vegetali biologici.

    Si, lo so che adesso mi dirai che sono anch'essi concimati con prodotti animali e blablabla, sto giusto preparando la risposta per Wyatt che sollevava le stesse questioni.

    Ave e ajò.

  3. #3
    100% sardu
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    Originally posted by Orazio Coclite
    Io ho dei terreni con coltivazioni fuori Roma, ma se acquisto di solito prendo vegetali biologici.

    Si, lo so che adesso mi dirai che sono anch'essi concimati con prodotti animali e blablabla, sto giusto preparando la risposta per Wyatt che sollevava le stesse questioni.

    Ave e ajò.
    no no, non essere sulla difensiva, non volevo assolutamente arrivare a questo, non sono così scontato!

    io sono contro l'utilizzo di insetticidi, e veleni vari che ammazzano la fauna che vive attorno e spesso anche dentro i campi coltivati, quindi volevo sapere se anche per i vegetariani era importante questo punto.
    sarebbe quantomeno strano essere contro l'uccisione di animali per poi nutrirsene, però fregarsene altamente se muoiono centinaia di volpi, rapaci, uccelli migratori a causa dei veleni usati in agricolutura.

    p.s
    si scrive ayò
    la j in sardo ha il suono gi

  4. #4
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    Originally posted by Perdu


    io sono contro l'utilizzo di insetticidi, e veleni vari che ammazzano la fauna che vive attorno e spesso anche dentro i campi coltivati, quindi volevo sapere se anche per i vegetariani era importante questo punto.
    sarebbe quantomeno strano essere contro l'uccisione di animali per poi nutrirsene, però fregarsene altamente se muoiono centinaia di volpi, rapaci, uccelli migratori a causa dei veleni usati in agricolutura.


    Infatti...discorso giustissimo!
    Un cacciatore che uccide una lepre è un assassino,un vegetariano(o la dieta vegetariana) che causa la morte di centinaia di animali non è un assassino!
    Almeno nel primo caso l'animale non viene "sprecato",non muore per niente,ma fà parte della vita,della catena alimentare.
    Saluti Padani

  5. #5
    PADANIA LIBERA!
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    Originally posted by Orazio Coclite
    Io ho dei terreni con coltivazioni fuori Roma, ma se acquisto di solito prendo vegetali biologici.

    Si, lo so che adesso mi dirai che sono anch'essi concimati con prodotti animali e blablabla, sto giusto preparando la risposta per Wyatt che sollevava le stesse questioni.

    Ave e ajò.

    cosa????coltivi dei terreni?ari,fresi,zappi,semini????
    E non ti interessa niente degli animali che uccidi o che ferisci?Non sai che il sottosuolo è ricchissimo di vita animale,non solo di batteri e simili....topi,insetti,serpenti,rane,eccecc inutile che continui la lista....
    Hey,mica taglierai l'erba vero in mezzo alle tue colture....ci potrebe essere qualche nido di uccello o di qualunque altro animale....e in ogni caso l'erba stessa è di vitale importanza per gli erbivori....
    Mica sarai così ipocrita da dare dell'assassino ai "carnivori" come me e poi fare strage di animali nei tuoi appezzamenti????

    Ridicolo poi il fatto che acquisti prodotti biologici(che praticamente non esistono) che si ottengono utilizzando letame,che arriva da stalle in cui gli animali sono rinchiusi....

    naaa,non ci credo,fossi un vero vegan dovresti vivere brucando d'erba,badando di non calpestare animali.Solo così trai dare dell'assassino ad altri.
    Saluti Padani

  6. #6
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    [QUOTE]Originally posted by Wyatt Earp

    E non ti interessa niente degli animali che uccidi o che ferisci?

    Ti e' gia' stato risposto che il veganismo consiste nel limitare il danno il piu' possibile, non nell'azzerarlo.

    Mica sarai così ipocrita da dare dell'assassino ai "carnivori" come me e poi fare strage di animali nei tuoi appezzamenti????

    Ti e' gia' stato risposto che allevare animali comporta una strage ovviamente piu' consistente (sia di animali che di vegetali): la differenza tra il provocare danni intenzionalmente anziche' incidentalmente e' altrettanto palese.

  7. #7
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    Predefinito Re: domanda per i vegetariani

    Originally posted by Perdu
    ciao, mangiate vegetali provenienti da agricoltura biologica oppure intensiva "industriale"?
    Qualche risposta la trovi qui:

    http://www.vegetariani.it

  8. #8
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    [QUOTE]Originally posted by Claudio Romussi
    Originally posted by Wyatt Earp

    Ti e' gia' stato risposto che il veganismo consiste nel limitare il danno il piu' possibile, non nell'azzerarlo.

    Ti e' gia' stato risposto che allevare animali comporta una strage ovviamente piu' consistente (sia di animali che di vegetali): la differenza tra il provocare danni intenzionalmente anziche' incidentalmente e' altrettanto palese.
    limitare il danno vorrebbe dire consumare prodotti ottenutti inquinando l'ambiente a tutto spiano,inquinando aria e terra,facendo strage di animali che vivono sia sottoterra che per aria?
    Guarda che nei pascoli dove vengono allevate vacche non vengono messi diserbanti e pesticidi,nemmeno concimi....e soprattutto c'è vita animale....mammferi,uccelli e insetti....mentre nei frutteti e nelle serre non c'è vita animale,provare per credere....
    Intenzionalmente anziche incidentalmente....capito,dunque tutti gli animali che muoiono per colpa dei dierbanti,pesticidi e concimi chimici sono morti "accidentali",dunque tu te ne lavi le mani e ti consideri un'anima pura....mentre io sono un'assassino!
    ipocrita a tutto spiano,proprio!!!!
    eh già,poveracci,non è colpa tua se il diserbante che si usa provoca la morte....già,non ci puoi fare niente te....ripensandoci potresti non mangiare più frutta e verdura,eviteresti così di fare morti "accidentali"!!!!
    ahahahaha,ridicola questa cosa delle morti accidentali,dai,prova un'altra scusa,non regge questa.
    Accidentali un corno,se non si usassero diserbanti e pesticidi ci sarebbe meno produzione,la roba costerebbe 40 volte tanto....dovrebero provare a fare così,vediamo quanti vegetqariani tornerebbero a mangiare carne!!!!
    ipocritiiiiiiiii!!!!
    Saluti Padani

  9. #9
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    Le vacche al pascolo... si guarda, sono proprio sicuro che è quello il modo in cui oggi vengono cresciuti i capi d'allevamento. La verità è che le carogne di cui tu ti nutri vengono gonfiate con alimenti vegetali (e non solo purtroppo) "prodotti [...] inquinando l'ambiente a tutto spiano", come dici tu. Se l'agricoltura fosse l'unica fonte di sostentamento dell'uomo sarebbe comunque un danno per la biosfera (l'essere umano è un cancro per questo pianeta, e non si discute) ma almeno si sarebbero limitati i danni evitando il pietoso sterminio di animali allevati di cui tu sembri così fiero.
    Detto in soldoni, anziché produrre X tonnellate di grano da dar in pasto a bestie imprigionate in batteria per ottenere poi Y (ovviamente inferiore ad X) tonnellate di carne, perché non ti mangi le X tonnellate di grano e eviti di trattare degli esseri viventi, mammiferi come te, alla stregua di oggetti di poco valore?

  10. #10
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    Anche il raccolto ed il trasporto di vegetali provocano la morte di animali

    Probabilmente chi afferma quanto sopra vorra' dimostrare che, poiche' anche la produzione di cibo destinato ai vegani provoca la morte di alcuni animali, non sarebbe lecito criticare l'uccisione di altri animali (ad esempio i bovini nei macelli) necessaria per la produzione di altre forme di cibo. Cosa possiamo rispondere ad interlocutori di questo genere? E' chiaro che la produzione di vegetali e frutta provoca la morte di alcuni animali in maniera accidentale. E' altrettanto chiaro che l'allevamento di animali provoca la morte di alcuni animali in maniera intenzionale. La nostra accettazione di pratiche che provocano morti incidentali non implica un'accettazione di quelle che le provocano deliberatamente. Una misura dell'intenzionalita' potrebbe essere domandarsi se il successo di un impresa e' misurabile dall'entita' del risultato. Nel nostro caso, il successo della coltivazione di vegetali non viene misurato sul numero di morti accidentali; nel caso dell'allevamento di animali, al contrario, il successo degli allevatori si misura direttamente sul numero di capi abbattuti. Possiamo anche chiederci cosa possa giustificare le morti accidentali. Converra' specificare che quest'argomento non pertiene esclusivamente al veganismo, quanto alla morale in genere. La risposta, fondamentalmente, e' che i diritti degli innocenti, in determinate circostanze, possono essere violati. Se i diritti fossero davvero in conflitto, un principio ragionevole potrebbe essere cercare di violare quelli di meno individui possibile. In altre parole, quando si presenti la questione della violazione dei diritti di innocenti, abbiamo la responsabilita' di minimizzare i danni: la produzione di vegetali risultera' quindi indubbiamnente preferibile all'allevamento di animali destinati ai macelli. Quest'ultima attivita', infatti, non soltanto comporta una maggior quantita' di danni arrecati accidentalmente ad alcuni animali (per produrre le enormi quantita' di vegetali necessari ad alimentare gli animali allevati per produrre carne), ma anche l'uccisione premeditata degli animali stessi. Infine, i vegani generalmente preferiscono consumare vegetali prodotti da aziende biologiche , appunto perche' i metodi adottati da queste risultano meno dannosi per gli animali rispetto a quelli dell'agricoltura intensiva. Abbiamo la responsabilita' di sopravvivere, ma possiamo anche di sopravvivere in una maniera responsabile.

    Anche chi coltiva vegetali deve uccidere i parassiti

    Potremmo rispondere, semplicemente, che una dieta vegana comporta un minor numero di uccisioni accidentali, rispetto ad una dieta onnivora. Inoltre, l'uccisione dei parassiti non e' strettamente necessaria, per impedire che dei parassiti danneggino i vegetali e la frutta che siamo predisposti a consumare. Dato che la questione e' interessante, risponderemo comunque in maniera piu' approfondita. Probabilmente, coloro che affermano che "anche gli agricoltori devono uccidere i parassiti", ne concluderanno che, dato che i vegani trovano accettabili le uccisioni provocate dalla produzione dei vegetali destinati al consumo umano, non sono coerenti nel condannare quella di altri animali (nei macelli), legata alla produzione di altri tipi di cibo per il consumo umano. Non sempre potremo operare una distinzione tra le due pratiche sostenendo che l'uccisione di insetti per vendere insalata e' accidentale, mentre quella di bovini finalizzata alla vendita delle loro carni e' intenzionale. Quando non sara' questo il caso, potremo comunque rispondere in due modi. Innanzitutto, non sempre l'uccisione e' ingiustificabile; secondariamente, si puo' dire che le uccisioni non sono necessarie e dovrebbero essere evitate. Il nostro sistema morale generalmente prevede delle eccezioni, per il divieto di far male agli altri. Una delle piu' conosciute e' la legittima difesa. Secondo questo principio, quando siamo minacciati, abbiamo il diritto di usare la forza per difenderci dall'attacco. Nei casi in cui degli insetti dovessero mettere a rischio le scorte di cibo necessarie alla nostra sopravvivenza, o la nostra salute saremmo quindi legittimati a difenderle usando la forza. Avremo si' la responsabilita' di ricorrere alla forza in misura appropriata, ma talvolta saranno necessarie delle azioni che risulteranno fatali per le creature che ci attaccano. Se, nonostante la giustificazione dell'auto difesa, volessimo considerare immorale l'uccisione di parassiti , potremmo sostenere che la coltivazione di vegetali e' comunque preferibile all'allevamento di animali perche' comporta un minor numero di uccisioni di parassiti. Probabilmente, pero', un argomentazione piu' valida di quelle basate sulla morale e' la considerazione che l'uso di pesticidi, fertilizzanti ed erbicidi non soltanto non e' necessaria, ma estremamente dannosa per la biosfera, e quindi andrebbe evitata.

    Per centinaia di anni, in tutto il mondo, diversi popoli hanno praticato un'agricoltura basata sugli ecosistemi naturali, nei quali il controllo delle popolazioni di parassiti si regolava da se'. Queste tecniche attualmente vengono esplorate nelle coltivazioni organiche e nelle permaculture. Il controllo integrato dei parassiti, ad esempio, o una miglior conservazione delle zone selvatiche che circondano i terreni coltivati permettono la sopravvivenza dei predatori naturali dei parassiti e offrono un'alternativa piu' rispettosa della biosfera rispetto all'uso reiterato di pesticidi. Il punto, insomma, e' che esistono diverse alternative alle pratiche dell'agribusiness. Oltre ai metodi gia' descritti, bisogna aggiungere che diversi problemi legati alla presenza di parassiti possono essere prevenuti. La presenza di molti dei parassiti piu' dannosi, ad esempio, e' il risultato dell'introduzione (accidentale o premeditata), operata dagli umani, di alcuni animali nell'habitat colpito Dovremmo essere piu' attenti, in queste attivita'. Un altro esempio potrebbe essere quello dei roditori. Una soluzione piu' efficace e meno dannosa per l'ambiente potrebbe essere il mantenimento di condizioni igieniche migliori, la chiusura degli ingressi delle tane, e l'uso di trappole non letali seguita dalla liberazione lontano dalle coltivazioni. L'impatto sull'ambiente dei prodotti chimici usati in agricoltura intensiva sono assolutamente gravi. Avvelenano le acque. Provocano la morte non soltanto delle specie animali considerate parassitarie. Alla nascita di parassiti resistenti ai trattamenti chimici si risponde ricorrendo all'uso di prodotti ancora piu' tossici ed inquinanti. I residui dei pesticidi risultano generalmente piu' concentrati nei prodotti di origine animale che in quelli di origine vegetale.

    Gli animali non si trasformano in parassiti per propria scelta, ma a causa dell'intervento degli umani. Molti sono fuggiti agli allevamenti da pelliccia, o sono stati deliberatamente introdotti in un habitat dai cacciatori. Dove si coltiva in maniera intensiva, l'ecosistema risulta ovviamente sbilanciato. Non possiamo giustificare l'uccisione di questi animali con i nostri stessi errori. Dobbiamo trovare altre soluzioni. In natura, il nostro intervento sarebbe superfluo; sarebbero gli animali stessi a limitare il proprio numero, mentre l'ambiente si adatterebbe a contenerli.

    Anche un'agricoltura vegana priverebbe gli animali selvatici del loro habitat

    Per quanto riguarda le risorse alimentari, una nazione vegana potrebbe essere autosufficiente usando una piccola percentuale della terra attualmente destinata agli allevamenti. Cio' libererebbe enormi aree, che potrebbero nuovamente ospitare la fauna selvatica. La terra non e' qualcosa che possediamo, ma qualcosa che condividiamo con altri animali e dobbiamo utilizzarla in maniera responsabile, usufruendo solo di cui abbiamo bisogno.

 

 
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