Vendeva illusioni, cioè il piacere di andare in giro con abiti griffati, a pochi soldi. Ma a beneficiarne, e senza spendere un centesimo, sono stati gli assistiti della Caritas.
Per l’improvvisato "industriale", esperto nell’attaccare ai vestiti celebri marchi, ovviamente contraffatti, si sono invece spalancate le porte del carcere.
Lui, F.G., 50 anni, con un passato che fa ricordare quello di Totò nei panni del truffatore, non solo dovrà scontare quattro mesi di carcere e pagare una multa di 300 euro. I giudici della prima sezione del Tribunale di Roma, accogliendo la richiesta del patrono di parte civile, avvocato Pierluigi Galella, lo hanno anche costretto a mettere mani al portafogli per risarcire "Dolce & Gabbana, una delle griffe gabbate dalla sua contraffazione. Il buon "Totò truffatore", in versione Terzo Millennio, dovrà sborsare 3000 euro come tacitazione per il danno subito. F.G., per vendere i suoi prodotti che offrivano il prestigio dell’eleganza a prezzi stracciati, aveva aperto anche un bel negozio dalle parti di via Clelia. Peccato che tra i suoi abituali clienti c’era anche un rappresentante delle forze dell’ordine.
Quello ha voluto sfoggiare in caserma uno strepitoso maglione insieme ad un pantalone da capogiro: «quanto lo hai pagato?» e la risposta: «Quattro soldi, andateci anche voi». Quelli non se lo sono fatto ripetere e da lì sono tornati con tanti maglioni e pantaloni da potere vestire gli assistiti della Caritas.


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