Sino ad oggi ci siamo sentiti dire: chi è contro il Patto per l'Italia (o Il Patto di Maroni, come lo chiama la Lega) è comunista!
Bene, ora che anche artigiani e commercianti si uniscono al coro avverso la politica finanziaria del governo, che dobbiamo pensare? Tutti comunisti? O, forse, è ora che i Berlusconi e sub-Berlusconi vari se la smettano di raccontarci storielle?
Commercianti e artigiani contro il «pacchetto Sud»
Cresce la protesta degli autonomi sulle modifiche alla Finanziaria. Maroni: il maxiemendamento migliora la manovra
ROMA - Sale di tono la protesta degli autonomi contro le misure previste nel maxi-emendamento alla Finanziaria. Gli artigiani chiedono più incentivi anche per le piccole e medie imprese. I commercianti, provvedimenti a sostegno dei consumi. Anche la Cgil «smonta» il «pacchetto per il Sud», sostenendo che le agevolazioni «servono solo alla Confindustria». La Confesercenti, poi, ha commissionato alla Swg un sondaggio tra gli imprenditori. Tema: il condono fiscale. Il 58% degli intervistati si dichiara d’accordo con il provvedimento, ma solo il 38% si dice pronto ad aderire. «Questo significa - commenta il leader della Confesercenti, Marco Venturi - che reperire 6 miliardi di euro dai condoni è un miraggio».
IL NO DEGLI AUTONOMI - Nei prossimi giorni le categorie degli autonomi si «mobiliteranno» contro la Finanziaria. Domani, a Napoli, comincia la Confesercenti (250 mila imprese) con un’assemblea «aperta» sul Sud. Poi, tra martedì e mercoledì, gli organi direttivi di Confartigianato (510 mila associati) e di Cna (320 mila iscritti) dovrebbero convocare gli «Stati generali dell’artigianato»: una sorta di assemblea-processo alle misure del governo. Infine la Confcommercio. Il presidente Sergio Billè non si sbilancia. Ma dalle indiscrezioni risulta che nel Consiglio nazionale del 18 novembre i vertici dei commercianti potrebbero decidere di scendere in piazza, come accadde nel novembre del 1996, con il «Tax Day» contro il governo Prodi.
DUELLO CGIL-MARONI - Attacca anche la Cgil. Il sindacato guidato da Guglielmo Epifani sostiene che i controlli posti al credito di imposta per gli investimenti nel Sud penalizzeranno «le nuove imprese». Inoltre gli esperti di Epifani fanno notare che le risorse stanziate per il «bonus occupazione» saranno di fatto esaurite nel 2003. E «quindi è un imbroglio lo sbandierato ripristino del credito per quattro anni». Infine la Cgil sottolinea «l’eseguità dei finanziamenti per il 2004 e 2005». Per il governo risponde il ministro del Welfare, Roberto Maroni: «La Cgil dice che il maxi emendamento non cambia nulla, mentre i capigruppo della sinistra sostengono che modifica radicalmente la Finanziaria. Si mettano d’accordo. In realtà si tratta di un provvedimento migliorativo e profondamente correttivo». Maroni, poi, ha escluso, ancora una volta, che ci saranno interventi sulle pensioni d’anzianità. Infine polemiche tra i sindacati, dopo l’intervista a Savino Pezzotta pubblicata ieri dal Corriere. Il segretario della Cisl aveva definito «un’illusione» l’unità sindacale con la Cgil che «preferisce fare alleanze con altri, piuttosto che con i sindacati». Per la Cgil replica duramente Beppe Casadio: «Con parole spudorate e mistificatorie non si dà un contributo all’unità». Critico anche Adriano Musi (Uil): «L’unità deve essere un impegno, non un’illusione».
Fonte: Corriere della Sera




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