Istat: Italia sempre più colta e multietnica

Grazie agli immigrati cresce il numero dei residenti nel nostro Paese, nonostante il numero delle nascite sia inferiore a quello dei decessi. Aumenta l'interesse per le attività culturali.


ROMA – E’ un’Italia sempre più colta e multietnica quella fotografata dall’Istat nell’annuario statistico del 2002.

Popolazione. Nel 2001, dice l’istituto di statistica, è cresciuto il numero degli abitanti del nostro Paese. Non perché facciamo più figli, ma grazie all'arrivo degli immigrati. La popolazione, si legge nel rapporto, nonostante il numero inferiore delle nascite rispetto ai decessi, continua ad aumentare per effetto dei flussi migratori. Alla fine del 2001, infatti, si è registrato un incremento dei residenti pari a +111.648 unità, dovuto alla somma del saldo negativo del movimento naturale (-12.963 unità) e del saldo positivo del movimento migratorio (+124.611 unità). Resta, invece, stabile il dato dei figli per ogni donna, 1,23.

Gli stranieri residenti sono 987.363 e i non residenti 252.185. Nel 1991 i residenti erano 356.159. Presenza straniera in aumento, dunque, di quasi tre volte nel nostro paese, “anche se ancora molto ridotta rispetto ad altri paesi”.

Famiglia. Nonostante il numero dei matrimoni tocchi quest’anno il minimo storico è in aumento, secondo l’Istat, il numero delle famiglie, che sono, però, sempre meno numerose: il numero medio dei componenti di ogni nucleo familiare ha subito un calo, passando da 2,8 a 2,6. Per l'Istat sono, inoltre, aumentate le famiglie composte da una sola persona, anche in conseguenza del progressivo invecchiamento della popolazione.

Tempo libero. Cresce l’interesse della popolazione per le attività culturali. Musei, gallerie, monumenti, scavi e circuiti museali hanno registrato un aumento dei visitatori con ingresso a pagamento (+07%) e una decisa diminuzione dei visitatori con ingresso gratuito (-12.3%). Cresce anche la produzione libraria: nell’anno 2000 sono state pubblicate più opere, con un incremento del 5,5 per cento delle prime edizioni. Lo svago preferito degli abitanti del Bel Paese resta il cinema (26.6%). Seguono il teatro (20,1%) e le manifestazioni sportive (16.6%).

Istruzione. Cresce nel 2001, rispetto agli anni precedenti, il numero degli alunni nelle scuole italiane, soprattutto per quanto riguarda l'iscrizione alle superiori. Rispetto agli anni precedenti, caratterizzati da un continuo calo delle iscrizioni, nel 2000-2001 nelle scuole superiori si sono iscritti quasi 30 mila alunni in più rispetto all'anno scolastico precedente. Diminuisce, invece, la presenza femminile nelle scuole italiane. “Questo -si legge nell'annuario- non denota una minore partecipazione scolastica delle ragazze bensì l'influenza del fattore demografico sul tasso di femminilizzazione. Nascono, infatti, più uomini che donne e la prevalenza dei primi si riscontra fino alle età adulte, momenti in cui a causa della più elevata mortalità maschile, il rapporto si ribalta”.

Consumi. Le famiglie italiane hanno stretto la cinghia e l'anno scorso hanno comprato di meno, limitando i propri consumi. Ma anche tagliando qualcosa. Come le somme destinate ai trasporti, calate del 4,7% (a 319 euro al mese dai 334 di un anno prima) tra minori acquisti di veicoli, le relative assicurazioni, carburanti ed i biglietti ed abbonamenti per i trasporti pubblici. Mentre anche nella spesa delle famiglie si registra un 'Italia a due velocità che vede Veneto e Calabria “lontanissime” (i nuclei della regione settentrionale spendono oltre mille euro in più al mese dei cugini calabresi), cresce la quota della spesa destinata all'alimentazione (da 404 a 411 euro al mese) mentre cala quella per beni meno “indispensabili” come arredamenti, tempo libero, cultura e comunicazioni.

Sanità. Meno istituti di cura fra pubblici e privati (1.450, oltre un quarto in meno rispetto al '95) nel 1999 con un totale di 280.438 posti-letto, 4,9 per ogni mille abitanti ed anche degenze in diminuzione (oltre 500mila unità in meno rispetto all'anno precedente. Aumenta leggermente il consumo dei farmaci che riguarda il 33,6 delle persone coinvolte nel 2001 in un'indagine ad hoc. In costante riduzione, la percentuale dei fumatori: nello stesso anno, rappresentano il 23,7% della popolazione di 14 anni e più. A fumare di più sono gli uomini (31%), mentre le donne sembrano più prudenti (16,9%).

Giustizia. Nel 2001 sono aumentati in Italia i procedimenti civili in primo grado (+2,8%) mentre sono diminuiti gli esauriti (-5,2%) e i pendenti (-4,9%). Si afferma, intanto, il ricorso ai giudici di pace presso i quali è arrivato il 33,6% dei procedimenti di primo grado (28,5% nel 1999). Sono stati inoltre denunciati all'autorità' giudiziaria dalle forze dell'ordine 2.163.826 delitti, quasi il 2% in meno rispetto all'anno precedente. Guardando ai singoli reati, risultano in crescita i delitti relativi a truffa (+16%), omicidio colposo (+14%), lesioni dolose (+5,6%), produzione e commercio di stupefacenti (+3,6%). Il quoziente di delittuosità è apparso più elevato (pur se minore rispetto all'anno precedente) in Liguria (5.429,7 delitti per 100.000 abitanti), seguono Lazio (5.056,5) e Piemonte (4.705,1).

(6 NOVEMBRE 2002, ORE 12.50, aggiornato alle 13.40)


P.S.
Notate il taglio da bella favoletta dell'articolo de Il Nuovo:"E’ un’Italia sempre più colta e multietnica quella...".

Ohhhh...ma che belloooo!!!!Come sono commosso!!