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  1. #1
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    Predefinito Se non ci fosse Casarini, se non ci fosse la Fallaci

    Se non ci fosse Casarini che porta i suoi Disobbedienti a tagliare le sbarre di frontiera tra Italia e Slovenia, che interviene alle trasmissioni tv con una veemenza che trasuda di violenza anche se magari lui non vuole.
    Se non ci fosse Oriana Fallaci che, come ha detto giustamente dal palco oggi la compagna Franca Rame, sta spargendo terrore con le sue parole ignobili ed è quindi una "terrorista".
    Se non ci fossero Casarini e la Fallaci questo forum sarebbe dettato forse da atteggiamenti non inquinati da fastidiose contraddizioni di parole che vengono gettati nel grembo della fiorente discussione dei forum sociali.
    Basta con la moda della disobbedienza! I comunisti sono da sempre dei disobbedienti, disobbedienti alla massima contraddizione della storia umana: il capitalismo.
    Non vedo perchè ancora noi di Rifondazione Comunista dobbiamo esimerci dall'esercitare la nostra pratica politica in toto, contaminandola, ad esempio sul piano giovanile, con "I Disobbedienti" di Casarini, Caruso ecc.
    Disobbediamo alla moda di essere "contro", disobbediamo al razzismo di Oriana Fallaci con le nostre idee e le nostre proposte politiche. Da comunisti, da anticapitalisti.

    Marco

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  2. #2
    Roderigo
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    Io non sono proprio un fan di Casarini. Penso che il suo modo di comunicare sia disastroso ed in televisione, a trasmissioni come Porta a Porta, farebbe bene a non andarci. Se ci vai, devi farti capire da un pubblico che ti è in gran parte estraneo, e non pretendere di essere capito, interpretato, non frainteso, etc.

    Tuttavia, Casarini ha anche rappresentato un ruolo positivo, progressivo. E' colui che ha guidato l'evoluzione dell'area dell'Autonomia del nord-est dalla violenza politica alla disobbedienza civile ed i contenuti che rappresenta sono in tanta parte condivisibili.

    Della Fallaci, non riesco a salvare nulla. Se non il fatto che rappresenta stilisticamente molto bene, gran parte della grettezza nazionale.

    R.

  3. #3
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    Caro Marco, credo che oramai il tuo sia un un tarlo che ti sta rovinando la mente, dall'insistenza con cui contrapponi sempre due cose che non sono controppaste ma viaggiano su due binari diversi, contaminandosi a vicenda, come sempre è successo tra partiti comunisti e movimenti, debbo trarne delle tristi conclusioni, il tuo sguardo è deviato da oscure visioni, dettate da pure astratte inversioni ideologiche, anche perchè se guardiamo allo stato del partito dove queste contaminazioni sono avvenute positivamente, gli iscritti alpartito e soprattutto ai GC sono aumentate in modo esponenziale, e non è quindi avvento ciò che tu temi ma l'esatto contrario, io credo che sia ora di finirla con queste continue riproposizioni di linee congressuali, il congresso è finito, ha vinto sia nei giovsani che nel partito una linea ben definita, non ti piace? non so cosa farci, questa è la democrazia, vuoi dimostrare che è sbagliata? credo che questo sia il metodo più errato per te , per noi e per il partito, le uniche dimostrazioni che valgono sono quelle della pratica, se chi la applica fa crescere il partito va bene, se chi cerca di dimostrare che è errata si impegna e fa crescere il partito va bene, il nostro fine ultimo è unico, finiamola con queste diatribe che sono solosfoghi personali, lavoriamo tutti per rafforzare rifondazione e la prospettiva di una sinistra di alternativa, il 17% ottenuto dalla compagna di pisa dimostra che lo spazio di questa sinistra è ampio oltre e a sinistra sia di cofferati che della sinistra ds, lavoriamo su questo terreno, scontriamoci intellettualmente nelle nostre riunioni, ma per favore smettiamola con questo congresso infinito.
    con grande affetto

  4. #4
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    Talking Chi si ribella totalmente

    Non ho tarli nella mente che annebbiano la mia visione politica. Ho sempre ben fermi i miei princìpi comunisti con cui condurre la mia modesta lotta quotidiana insieme agli altri compagni del partito.
    Congresso continuo? E chi lo propone? Ciò che dico, forse? Non mi pare proprio, perchè io chiedo SOLAMENTE che il compagno NICOLA FRATOIANNI si impegni appieno come Coordinatore dei Giovani Comunisti e non si faccia presentare dal compagno Cannavò alla conferenza stampa del Social Forum come "dei Disobbedienti". I Giovani Comunisti in quel contesto spariscono, PUR AVENDO LI' AL TAVOLO IL COORDINATORE NAZIONALE.

    Ho tanto rispetto per le regole democratiche che, se mi permetti Federico, non prendo lezioni da te: io a Savona sono stato in minoranza nel PRC fino allo scorso congresso. Qui reggeva il partito la mozione guidata dal compagno Ferrando, eppure ho rispettato appieno la scelta del partito, così come i compagni che si rifanno a Ferrando con grande senso del partito rispettano il volere di quell'ultimo congresso che li ha ricondotti nella situazione politica di minoranza. E poi, se parliamo di minoranza o maggioranze, qui a Savona, provincialmente alla conferenza dei Giovani Comunisti ha vinto il documento 3 "Giovani E Comunisti", quello dell'area de "l'ernesto". Con tutto ciò noi rispettiamo e applichiamo in pieno la linea del coordinamento nazionale dei GC.
    Ma ci sarà concesso, sarà concesso a me di muovere una critica verso l'esecutivo nazionale dei GC e verso il compagno Coordinatore nazionale per comportamenti e strategie politiche che contesto ora, non volendo affatto rifare un congresso!

    Qui siamo innanzi ad una questione politica: voglio, desidero, ambisco a comprendere cosa cavolo vogliamo fare dei Giovani Comunisti!
    Una costola dei "Disobbedienti"? Due palestre politiche che viaggiano insieme su alcuni contenuti e basta?
    Oppure una contaminazione "globale" così da diluire i GC nella disobbediente pratica casariniana?
    Perchè tanta paura nel dirsi ancora COMUNISTI! Nell'usare certi concetti di analisi del fenomeno capitalista?
    Perchè tanta disinvoltura nell'abbracciare la moda disobbediente confondendola con i nostri valori, i nostri concetti e facendone l'unica pratica d'azione dei GC?
    Ebbene questa pratica d'azione non è la nostra linea qui a Savona.
    Noi ci adegueremo sempre alle decisioni del Coordinamento nazionale dei GC, ma qui nella nostra federazione porteremo avanti la linea politica che ha vinto, quella espressa dal documento 3. Quindi non ci interessa la disobbedienza casariniana, e con questo siamo anche concordi con ambiti che non appartengono alla nostra maggioranza.
    Ci interessa fare ancora meglio ciò che abbiamo sino ad ora fatto. Riconquistare alla politica e al PRC nuovi giovani, senza per forza passare sotto la forca caudina di Casarini e Caruso!
    Comprendiamo il valore del movimento e per questo saremo a Firenze sabato prossimo per la pace, per la libertà dei popoli, contro la guerra imperialista.
    Non comprendiamo e non comprenderemo mai questo voler sostituire, almeno apparentemente (ma anche l'apparenza purtroppo conta...), le nostre parole d'ordine, i nostri concetti, le nostre proposte politiche con quelle dei Disobbedienti.
    So di poter parlare anche a nome di altri membri del Coordinamento federale dei GC, quindi anche a nome loro invito tutti i compagni ad una seria riflessione su una linea politica e strategica lontana, molto lontana dalla contestazione radicale del capitalismo e vicina, molto vicina alla pura e semplice "disobbedienza fine a se stessa".
    Chi disobbedisce davvero è colui che nel professarsi comunista si ribella al pensiero dominante, all'omologazione generale, al sistema nel suo complesso. E' il rivoluzionario, non è un semplice disobbediente.

    Marco

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  5. #5
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    Predefinito

    Il problema principale del Vs. Partito (secondo me) è la confusione. C'è chi vuole andare con i disobbedienti, chi con l'Ulivo oppure chi vuole stare da solo. Non esiste una linea ufficiale, ognuno ha la sua corrente, il suo gruppo e sostiene una cosa diversa dal suo vicino. Non v'è quella coesione, quell'omogeneità tipica dei partiti leninisti. Con ciò non voglio dire che se vi siano posizioni differenti bisogna epurarle , però quando si verifica un totale distacco tra organi dirigenti e base, qualcosa non funziona, oppure quando vi sono elementi antiteciti e divergenti perfino su posizioni ideologiche precise, come potreste rifondare il comunismo sorpassando le suddette questioni? Non voglio assolutamente offendere nessuno e fare chissà quale proposta, solo lo studio e l'analisi dell'esperienze del movimento comunista internazionale del '900 dovrebbe risolvere questi problemi, non è la prima volta che si verificano in un Partito Comunista. Il problema principale e attuale del PRC è il rapporto con i movimenti. Un Partito Comunista non può essere parte del "magma antagonista", deve entrare nel cosidetto movimento dei movimenti e creare l'egemonia, deve diventare la guida nella costruzione del Socialismo (Bisognerebbe continuare la frase: Un mondo diverso è possibile....). Il PRC rischia di diventare come le Tute Bianche oppure come la Rete di Lilliput se non dichiarerà esplicitamente che nulla ha a che fare con la disobbedienza e con il resto delle nuove teorie sfornate da Tony Negri e la sua banda di reazionari, che per anni hanno lavorato per confondere le idee ai sinceri comunisti. E' arrivata l'ora che Rifondazione si comporti da vero partito leninista uscendo da questo "merdaio" e incominci a ragionare in termini di avanguardia di classe- Rivoluzione socialista- Dittattura proletaria. La crisi del capitalismo sta raggiungendo progressivamente il suo culmine e nel nostro paese non esiste un Partito che si ponga alla testa del movimento di resistenza popolare (che va da Arese a Termini Imerese, da Firenze a Torino ecc..).

    Spero di non avere ammazzato nessuno con il mio discorso, spero di avere contribuito positivamente al Vs. dibattito.


    saluti comunisti.

  6. #6
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    Originally posted by @@@@@
    Il problema principale del Vs. Partito (secondo me) è la confusione. C'è chi vuole andare con i disobbedienti, chi con l'Ulivo oppure chi vuole stare da solo. Non esiste una linea ufficiale, ognuno ha la sua corrente, il suo gruppo e sostiene una cosa diversa dal suo vicino. Non v'è quella coesione, quell'omogeneità tipica dei partiti leninisti. Con ciò non voglio dire che se vi siano posizioni differenti bisogna epurarle , però quando si verifica un totale distacco tra organi dirigenti e base, qualcosa non funziona, oppure quando vi sono elementi antiteciti e divergenti perfino su posizioni ideologiche precise, come potreste rifondare il comunismo sorpassando le suddette questioni? Non voglio assolutamente offendere nessuno e fare chissà quale proposta, solo lo studio e l'analisi dell'esperienze del movimento comunista internazionale del '900 dovrebbe risolvere questi problemi, non è la prima volta che si verificano in un Partito Comunista. Il problema principale e attuale del PRC è il rapporto con i movimenti. Un Partito Comunista non può essere parte del "magma antagonista", deve entrare nel cosidetto movimento dei movimenti e creare l'egemonia, deve diventare la guida nella costruzione del Socialismo (Bisognerebbe continuare la frase: Un mondo diverso è possibile....). Il PRC rischia di diventare come le Tute Bianche oppure come la Rete di Lilliput se non dichiarerà esplicitamente che nulla ha a che fare con la disobbedienza e con il resto delle nuove teorie sfornate da Tony Negri e la sua banda di reazionari, che per anni hanno lavorato per confondere le idee ai sinceri comunisti. E' arrivata l'ora che Rifondazione si comporti da vero partito leninista uscendo da questo "merdaio" e incominci a ragionare in termini di avanguardia di classe- Rivoluzione socialista- Dittattura proletaria. La crisi del capitalismo sta raggiungendo progressivamente il suo culmine e nel nostro paese non esiste un Partito che si ponga alla testa del movimento di resistenza popolare (che va da Arese a Termini Imerese, da Firenze a Torino ecc..).

    Spero di non avere ammazzato nessuno con il mio discorso, spero di avere contribuito positivamente al Vs. dibattito.


    saluti comunisti.
    Non sono in pochi nel nostro partito a credere che la linea della maggioranza del partito e dei GC,sia una linea riformista,le critiche che muovono non sono al capitalismo ma al liberismo, alla globalizzazione(cosa che tu condividi ma tanti di noi no),per combattere i quali propongono riforme assolutamente arretrate e che vanno bene anche a parte della borghesia come la Tobin Tax,cioè la tassazione delle rendite finanziarie,come se il capitale finanziario fosse il male ed il capitale produttivo il bene.
    Il bilancio partecipato,che crea l'illusione ai cittadini di poter contare davvero qualcosa in questo sistema,basterebbe chiedere al mafioso Caltagirone chi conta davvero nel comune di Roma.
    Per la Fiat propongono l'intervento pubblico,cioè la socializzazione delle perdite e la privatizzazione dei profitti,e non l'espoprio sotto controllo operaio.
    Si rifanno a pratiche mediatiche quali la disobbedienza,che consiste in azioni simboliche fine a se stesse e con l'aggravante di mettere a rischio la vita di tanti che li seguono,non hanno una strategia di radicamento tra la classe operaia,con un lavoro assiduo nelle fabbriche,nei sindacati.Non usano più parole quali egemonia ed avanguardia,oramai bandite e secondo loro causa di degenerazione burocratica,quando in realtà specie nei GC,le decisioni vengono prese dall'alto senza consultare mai la base.
    Una minoranza di questo partito però non condivide tutto questo e lavora quotidianamente,per cercare di cambiarne la linea,sarebbe più produttivo che tanti come te che stanno fuori e sono tanto bravi a criticare,provassero anche loro a cercare di modificare la situazione,ma stando fuori non si può far niente se non testimonianza dell'esistenza di veri comunisti rivoluzionari(??) ma senza poi il benchè minimo radicamento tra la classe di riferimento,forse sarebbe più produttivo se si vogliono davvero cambiare le cose,stare in RC e parlare con tanti compagni che magari adesso nutrono illusioni in questi dirigenti ma che domani potrebbero anche cambiare idea,piuttosto che cercare un dialogo con la destra fascista,razzista,ignorante a parole rivoluzionaria ma nei fatti serva dei padroni.Non sarà una minoranza di comunisti a fare la rivoluzione,ne tanto meno la merda fascista,ma il popolo quando avrà deciso di liberarsi dalla catene dello sfruttamento,il ruolo dei comunisti è guidarla,dare uno sbocco politico alle rivendicazioni dei lavoratori,ma senza un vero lavoro di radicamento questo non sarà possibile e si lascerà il campo alla reazione,cioè ai fascisti,il settarismo non serve a nulla ed ancora meno fantomatiche alleanze con chi nella storia ha massacrato il movimento dei lavoratori ed i comunisti.
    L'unico modo per non avere cattivi padroni è non avere padroni

  7. #7
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    credo che onestamente caro marco ti spetterebbe di diritto replicare a chi addirittura oramai ci vede come rete Lilliput.
    La confusione regna sovrana sotto il cielo e certamente per qualcuno quelle che sono per noi normali dibattiti politici, per lui sono motivi per dimostrare che rifondazione non è più comunista.
    Ma visto che ho atteso invano una tua risposta , rispondo io.
    La contaminazione è stata sempre una prerogativa dei partiti comunisti, fino al momento in cui qualcuno ha deciso, fottendosene di Marx che noi eravamo la verità assoluta, peggio dei maili dell'inquisizione, noi abbiamo denunciato e respinto tutto questo, i riferimenti al famoso ritorno a Marx sta a significare proprio questo, se poi per qualcuno "ritorno a Marx", significa tradire il comunismo, i problemi sono suoi non certo nostri.
    A tutto questo pensavo oggi quando in TV guardavo le immagini del congresso del cosidetto PCC, delegati che arrivavano con super mercedes private, i nuovi ricchi che come ha detto giustamente il commentatore hanno la bandiera rossa ma agiscono pensano e lavorano come i capitalisti, 2milioni e cinquecentomila contadini espulsi dalle terre per seguire i dettami monoculturali, nel senso agricolo, del WTO, questa è l'immagine della cina di oggi, tredici esecuzioni capitali al giorno!!
    Quindi ritengo sempre più che l'essere comunisti oggi risponda di più a ciò che si fa e non alle bandiere che si sventolano.

  8. #8
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    Predefinito A falcorosso

    Ribadisco: la contaminazione non è lento discioglimento dei valori per abbracciare mode politiche, e pratiche politiche che sono mode che, a loro volta, tutto sono fuorchè comuniste nel rivendicare un PROGRAMMA POLITICO E SOCIALE degno di tale nome.

    Marco

  9. #9
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    Predefinito

    Il comunismo viene sempre "dopo" il presente. Non si puo' dire "questo non e' comunista", non ha senso.

    Per quanto riguarda i disobbedienti, essi agiscono nel campo della disobbedienza e della ricerca. Permettimi che i GC fanno anche altro, ed e' quello che importa...

  10. #10
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    Predefinito Un contributo alla discussione

    Un contributo al dibattito:

    COMUNISTI O NO-GLOBAL dal sito web provinciale di Savona del PRC e dei Giovani Comunisti:

    www.rifondazione.it/savona

    oppure da www.giovanicomunisti.it/savona

    Marco

 

 
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